Il Figliuolo lusitano

Il successo della campagna vaccinale portoghese è in gran parte attribuito al vice ammiraglio Henrique de Gouveia e Melo, sessantenne ex comandante di uno squadrone di sottomarini e capo – dallo scorso marzo - della Task Force incaricata della campagna vaccinale contro il Covid-19.
ANGELICA FEI BARBERINI
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[PORTO]

Il Portogallo è il secondo paese al mondo per percentuale di popolazione vaccinata (85,2 per cento) stando agli ultimi dati raccolti dall’Our World in Data dell’Università di Oxford, preceduto solo dagli Emirati Arabi Uniti (93 per cento). Come è riuscito il paese a raggiungere questo obiettivo tanto rapidamente?

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Il successo della campagna vaccinale portoghese – partita a rilento in un momento drammatico per il Sistema sanitario nazionale – viene in gran parte attribuito al vice ammiraglio Henrique de Gouveia e Melo, sessantenne ex comandante di uno squadrone di sottomarini e capo – dallo scorso marzo – della task force incaricata della campagna vaccinale contro il Covid-19 (la task force ha appena concluso il suo operato proprio con il raggiungimento dell’85 per cento di popolazione vaccinata). Come in Italia dunque, un membro delle forze armate scelto in seconda battuta per gestire l’emergenza.

Capacità di leadership; parole chiare e incisive; divisa militare (esibita dichiaratamente come mezzo di comunicazione strategica per ricordare l’obiettivo di “guerra al virus”) ed esposizione mediatica, sono state, a detta di molti, gli strumenti che hanno consentito a questo militare alla sua prima esperienza civile, di conquistare la fiducia di molti cittadini portoghesi preoccupati dalla confusione e dalla lentezza che avevano caratterizzato la distribuzione dei vaccini nei primi mesi: a oggi, la percentuale di popolazione che si dichiara contraria al vaccino si aggira intorno al due per cento, il numero dei contagi e dei ricoveri è in netto calo e la scorsa settimana sono state allentate ulteriormente le misure di sicurezza. 

Henrique de Gouveia e Melo

Genuinità, disciplina, abilità organizzative e comunicative sono solo alcuni dei termini con cui è stato presentato il vice ammiraglio in questo periodo.

Certamente, ciò che ha contribuito alla popolarità di Gouiveia e Melo è stato il fatto di aver dimostrato fiducia nel lavoro di squadra ma di aver al contempo tenuto viva nella popolazione la percezione di essere lontano dall’approccio della classe politica. Lui stesso ha voluto precisare:

Esistono mete politiche, ma poi ci sono problemi concreti che esigono decisioni e risultati, non hanno a che vedere con le ideologie, son questioni pratiche. Gli obiettivi li definisce la politica, ma poi devo essere persone competenti a metterli in pratica e a non mischiare le due cose.

In fila per il vaccino all’Altice Arena di Lisbona

Pedro Neves, professore associato alla Nova School of Business and Economics, spiega in proposito come proprio l’“autenticità” del vice ammiraglio abbia spinto le persone a “mettersi nelle sue mani”, mentre nei confronti dei politici rimane sempre molto più scetticismo. Con determinazione e chiarezza di idee, ha trasmesso quella “fiducia che è un bene scarso nella società portoghese” aggiunge la direttrice dell’Istituto di difesa nazionale Maria Chaves Carreiras.

Insomma, Gouieva e Melo ha dimostrato attenzione e lealtà al paese e non al partito, riuscendo a gestire l’incertezza e a coordinare tutte le forze in campo per il raggiungimento degli obiettivi. E se questo è indiscutibile (all’ammiraglio ha dedicato un articolo anche il New York Times in cui viene dipinto come figura centrale di tutta la campagna), è altrettanto vero che quando si parla di leadership, occorre tenere presente che questa è “un processo” che coinvolge vari attori (il leader certo, ma anche la popolazione e il contesto in cui si trova) e che in questo caso, il contesto caratterizzato da incertezza, ha fatto sì che “il paese fosse già predisposto” a un approccio più assertivo e disciplinato (Prof. Arménio Rego, Universidade Catolica do Porto). “Spesso, nei paesi latini, si tende a dimenticare il processo” – che nel caso portoghese ha coinvolto anche membri del sistema sanitario, forze armate, protezione civile, comuni e enti locali ecc. – per concentrarsi sulla figura dell’eroe senza il quale nulla sarebbe accaduto. È un errore, sostiene Nadim Habib della London School of Economics:

 è necessario pensare a come replicare quanto fatto in altri ambiti e non osservarlo come un mero atto individuale.

È soprattutto necessario, a nostro avviso, soffermarsi sul ruolo determinante che la popolazione portoghese ha avuto in tutto questo: una popolazione che ha senz’altro sofferto durante i lunghi mesi di lockdown di quest’anno, ma che ha in gran parte rispettato le regole senza mai arrivare a mettere in discussione il sistema. In Portogallo i movimenti no vax esistono ma non hanno voce, si sentono poco. Ai detrattori, l’atteggiamento poco critico dei cittadini appare sovente come un segno di debolezza, una prova del loro carattere remissivo: 

non fa parte della nostra cultura mettere in discussione le autorità, 

afferma la psicologa clinica Laura Sanches, criticando la gestione troppo rigida e intimidatoria della campagna vaccinale e sostenendo che persino il linguaggio usato dai media e dai politici abbia contribuito a spingere la popolazione verso un atteggiamento cauto e acritico.

Se in quest’ultima affermazione della dottoressa Sanches c’è del vero, occorre ricordare che proprio l’atteggiamento rispettoso delle regole ha permesso al paese di uscire dalla fase più critica della pandemia, durata mesi e costata migliaia di morti. È grazie a questo se oggi le limitazioni, sempre rispettate, vengono tolte e possono riaprire discoteche e night club, mentre non è più necessario il green pass per sedersi al ristorante. La popolazione ha seguito una linea indicata da un capo competente e, pericolo varianti permettendo, riorganizza la propria vita in maniera meno rigida. Intanto, Henrique de Gouveia e Melo, terminata la funzione della task torce, aspetta di essere nominato nuovo capo di stato maggiore della marina militare.

Il Figliuolo lusitano ultima modifica: 2021-10-03T20:42:28+02:00 da ANGELICA FEI BARBERINI

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