Il nuovo castello del principe sanguinario

Moḥammad bin Salmān Āl Saʿūd è il nuovo proprietario del Newcastle, andandosi ad aggiungere agli altri paperoni arabi che hanno egemonizzato il calcio europeo, trasformando, a suon di investimenti, squadre con scarsissimo blasone in corazzate temibili.
ROBERTO BERTONI
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Moḥammad bin Salmān Āl Saʿūd, proprio lui, il potentissimo principe saudita, probabilmente coinvolto, se non addirittura, come sostiene qualcuno, mandante del delitto Khashoggi, ha pensato bene di investire a sua volta nella lucrosa Premier League. Dalla scorsa settimana è, infatti, il nuovo proprietario del Newcastle, andandosi ad aggiungere agli altri paperoni arabi che hanno egemonizzato il calcio europeo, trasformando, a suon di investimenti, squadre con scarsissimo blasone in corazzate temibili.

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Per il momento, almeno in campo continentale, le suddette compagini non hanno vinto nulla, a dimostrazione che la storia, l’abitudine a giocare a determinati livelli, lo stile e i valori sportivi, per quanto messi male, un minimo di peso ancora lo conservano. Non sappiamo chi acquisterà il nostro nelle prossime sessioni di mercato, se proverà a inserirsi, ad esempio, nell’affare Mbappé, fresco di trionfo in Nations League con la Francia, o se proverà a puntare sul suo connazionale Pogba, se insidierà i campioni della Juve o quelli del Real Madrid.

L’unica certezza che abbiamo è che va fermato, come vanno fermati tutti gli altri sceicchi che stanno drogando il calcio europeo e distruggendo ogni idea di sport. Vanno fermati non certo lanciando una proposta insulsa come la Superleague ma con regole stringenti, tetti agli ingaggi, tetti nelle campagne acquisti e un serio contrasto al loro progetto di penetrazione massiccia nel tessuto sociale del Vecchio Continente.

Questa colonizzazione economica, difatti, è deleteria, mette in discussione i principî basilari del nostro stare insieme, rende impossibile ogni forma di confronto fra chi ha e chi non ha, amplia le disuguaglianze, allarga in maniera esponenziale la forbice sociale e rende palese a tutti quanto sia insostenibile il modello economico e di sviluppo neo-liberista, un tempo appannaggio del ricco Occidente e oggi assai diffuso anche fra i baroni rampanti del contesto globale.

Il Newcastle è solo un pretesto, al pari del Paris Saint-Germain, del Manchester City e delle altre costruzioni artificiali che, in ogni settore, stanno rendendo impossibili persino i nostri rapporti personali. Il calcio, come sempre, anticipa e ingigantisce le tendenze in atto, e la tendenza alla mercificazione di ogni cosa è lampante in qualsiasi ambito. I giocatori sono diventati praticamente dei pupazzi, degli oggetti, delle figurine da scambiare senza tenere minimamente conto della storia di ciascuno, senza alcun rispetto per i tifosi, senza per nulla preoccuparsi delle tradizioni. Il calcio sta perdendo la sua dimensione epica, sta diventando solo un business per pochi eletti: da qui il disincanto e l’abbandono delle nuove generazioni, le quali avvertono, al contrario, un forte bisogno di identità e comunità nelle quali riconoscersi.

Fermare bin Salman e quelli come lui è, pertanto, un dovere morale, un bisogno che avvertiamo con forza, anche perché davvero non è ammissibile che il tema dei diritti umani non abbia più cittadinanza nel panorama internazionale. Permettere a personaggi che hanno allestito un Mondiale lordato dal sangue di non si sa quanti operai, morti per costruire stadi meravigliosi, è una vergogna, proprio come assegnare la finale di Champions League alla Turchia di Erdoğan.

Se niente di tutto ciò importa più a Ceferin e agli altri padroni del vapore, ne prendiamo atto. Vadano pure avanti con il loro spettacolo, che con lo sport non ha più niente a che spartire. Ma, cortesemente, senza di noi.

Immagine di copertina da Twitter: @Maky153I said I wanted a NEW “CASTLE”, and they brought me a football club. Mohammad bin Salman” [“Ho detto che volevo un NUOVO CASTELLO e mi hanno portato un club di calcio. Mohammad bin Salman”]

Il nuovo castello del principe sanguinario ultima modifica: 2021-10-12T15:16:00+02:00 da ROBERTO BERTONI

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