Portogallo. Salto nel voto

Il prossimo 30 gennaio ci saranno le elezioni anticipate, a seguito della mancata approvazione della nuova legge di bilancio. A spalancare le porte alla crisi sono stati i due partiti che sostengono il governo del ministro António Costa (Ps), il Bloco de Esquerda (Be) e il Partito comunista portoghese (Pcp).
ANGELICA FEI BARBERINI
Condividi
PDF

[PORTO]

Il prossimo 30 gennaio in Portogallo ci saranno le elezioni anticipate. Lo ha annunciato giovedì il presidente Marcelo Rebelo de Sousa a seguito della mancata approvazione della nuova legge di bilancio. A spalancare le porte alla crisi sono stati i due partiti che sostengono il governo del ministro António Costa (Ps), il Bloco de Esquerda (Be) e il Partito comunista portoghese (Pcp) che, votando contro alla legge di bilancio, non solo hanno causato l’anticipazione delle elezioni legislative ma hanno buttato “a mare quel progetto-laboratorio a cui guardavano con interesse tutte le forze progressiste europee e che andava avanti dal 2015”,

Scrive Massimiliano Cortivo:

Avevano addirittura dato un nome alla formula che teneva assieme comunisti, sinistra ecologista e socialisti: la chiamavano “Geringonça”, che potremmo tradurre come “l’aggeggio, la macchina”. Qualcosa che politicamente non c’era e che probabilmente tornerà a sparire nelle nebbie lusitane.

E adesso che a gennaio si dovrà votare per eleggere i nuovi 230 deputati del Parlamento portoghese, ci si chiede già se e in quale misura cambieranno gli equilibri politici del paese. Stando a uno dei primi sondaggi effettuati nei giorni scorsi dal Centro de Estudos e Sondagens de Opinião (Cesop) dell’Università Católica, il rischio di ritornare al punto di partenza è molto probabile. 

Secondo questo sondaggio, svolto per il quotidiano Publico e per le emittenti televisive RTP e Antena 1, il Partito socialista del ministro Costa si confermerebbe il primo partito, con il 39 per cento delle preferenze, seguito dal Psd (centrodestra) al 30 per cento che conquista due punti percentuali in sei mesi.

Ben distaccati, rimangono il Bloco de Esquerda (che scende al 7 per cento dal precedente 8), la coalizione di partiti di sinistra Cdu, Iniciativa Liberal e il partito populista Chega, tutti a pari merito con il 5 per cento.

Più indietro il partito PAN (acronimo di “Persone, Animali, Natura”) al 3 per cento e il partito conservatore Cds al due per cento.

Catarina Martins, coordinadora nacional del Boco de Esquerda

Senza che nessun partito riesca, da solo, a ottenere la maggioranza assoluta, l’eventuale riconferma dell’alleanza del Ps con Be e Pcp, sarebbe ancora la più forte (51 per cento), eguagliando la percentuale che raggiunsero nel 2015 quando nacque la “geringonça”. Tuttavia, Bloco de Esquerda e Partito comunista, che avrebbero voluto una legge di Bilancio più ambiziosa, vedono il Partito socialista troppo schierato su posizioni centriste, eccessivamente preoccupato di seguire e assecondare le richieste dell’Unione Europea in materia di contenimento della spesa pubblica e temono senz’altro che rimanere nell’alleanza col Ps faccia perdere loro ulteriori consensi.

Jerónimo de Sousa, secretário geral do Partido Comunista Português 

E dunque? Si vedrà nelle prossime settimane se il Partito socialista – che deve ancora metabolizzare la pesante perdita del comune di Lisbona nelle amministrative di settembre potrà rimanere con i suoi vecchi alleati o se guarderà più a destra, a un’ipotetica comunità d’intenti con la destra moderata del Psd (partito a cui appartiene anche il presidente della repubblica Marcelo Rebelo de Sousa). Dipenderà anche dai risultati delle votazioni interne a questo partito che si terranno il 4 dicembre e che chiederanno agli elettori di scegliere fra l’attuale leader Rui Rio e l’eurodeputato Paulo Rangel.

L’eurodeputato e aspirante leader del Pds Paulo Rangel

Gli osservatori guardano anche al giovane partito di estrema destra Chega e si interrogano sulle mosse che il leader André Ventura metterà in campo per cercare di aumentarne i consensi in un momento di crisi di governo (ricordiamo che alle elezioni presidenziali di inizio anno Chega ha ottenuto quasi il 12 per cento di preferenze).

Sarà dunque necessario attendere le prossime settimane per vedere in quale modo le nuove alleanze e i nuovi accordi fra i partiti, oltre che i cambiamenti all’interno degli stessi, influiranno sulle intenzioni di voto dei cittadini e diranno se aver indetto le elezioni ha permesso un cambiamento dello scenario politico o se, la crisi di governo, scatenata per ragioni politiche, servirà solo per non cambiare nulla, per ritornare al punto di partenza.

Marcelo Rebelo de Sousa, Presidente da República Portuguesa
Portogallo. Salto nel voto ultima modifica: 2021-11-06T20:36:09+01:00 da ANGELICA FEI BARBERINI
Iscriviti alla newsletter di ytali.
Sostienici
DONA IL TUO 5 PER MILLE A YTALI
Aggiungi la tua firma e il codice fiscale 94097630274 nel riquadro SOSTEGNO DEGLI ENTI DEL TERZO SETTORE della tua dichiarazione dei redditi.
Grazie!

VAI AL PROSSIMO ARTICOLO:

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:

Lascia un commento