Sos Cala di Forno

Nel cuore del Parco della Maremma, un lembo incontaminato lungo la costa, un vero e proprio paradiso della natura, rischia di finire off limits con il trasferimento della proprietà a Bertelli (Prada).
CARLO VELLUTINI
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[MAGLIANO IN TOSCANA, GR]

Cosa sta accadendo nel cuore del Parco della Maremma? È la domanda che si pongono gli amanti di questo lembo incontaminato della provincia di Grosseto, laddove un tempo si trovava nei pressi del confine tra il Granducato di Toscana e lo Stato dei Presidi, così come ricordato dai sentieri doganali che ancora ricordano la storia di secoli fa, insieme alle antiche torri a guardia dei monti dell’Uccellina che difendevano questo lembo della Toscana dalle incursioni dei Saraceni.

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Un quesito che ha movimentato le cronache di questi giorni dopo l’annuncio che Patrizio Bertelli, patron del gruppo Prada, ha deciso di acquistare la proprietà di quello che è considerato un vero e proprio paradiso della natura per oltre 18 milioni dalla famiglia Vivarelli Colonna, che lo possiede da molte generazioni. Preoccupazioni legittime, se non ci fossero alcuni vincoli che gravano sull’area.

Il primo è quello di trovarsi all’interno di una riserva naturale, dunque nessun pericolo di creazione nell’antica dogana di Cala di Forno in un resort di lusso, né di veder realizzate nuove cubature rispetto all’esistente. Nessun pericolo neppure per poter frequentare, per chi viene dal mare, la spiaggia di questa cala posta nel comune di Magliano in Toscana, considerata da anni tra le più belle d’Italia e dove sventolano le ‘Cinque Vele’ di Legambiente. Se qualcuno temesse che la proprietà si estenda alla spiaggia sarebbe tratto in errore, perché questa è, e resta, demaniale, dunque accessibile a tutti, così come il mare che d’estate è frequentato da numerose imbarcazioni.

Cosa potrebbe allora cambiare e cosa fa preoccupare così tanto chi chiede di salvare Cala di Forno? La spiegazione l’ha data nei giorni scorsi il sindaco di Magliano in Toscana Diego Cinelli che ha ricordato come l’accesso via terra, attraverso gli itinerari del Parco, è regolamentato annualmente da un accordo tra la proprietà e l’ente.

Così è accaduto fino a oggi, ma la nuova proprietà sarà disposta a rinnovarlo?

Il sindaco ha annunciato che appena il trasferimento della proprietà, che comprende anche le aree boscate che si trovano nel Parco, sarà completato, chiederà di incontrare Patrizio Bertelli e si è detto fiducioso che un uomo di mare come lui, e soprattutto un amante della Maremma, avendo la consapevolezza del suo acquisto e del luogo in cui si trova, non voglia renderlo off limits per chi decide di visitarlo sobbarcandosi diversi chilometri a piedi, soprattutto nei periodi autunnale, invernale e primaverile, quelli in cui questo tipo di passeggiata è maggiormente indicata e quando si può godere in pieno di una realtà dall’atmosfera magica, dove anche gli animali selvatici si avvicinano senza timore all’uomo.

A oggi l’altra discussione coinvolge le antiche torri, quella di Cala di Forno, che guarda al mare dalla sommità della collina che chiude la baia, Torre Bassa e Torre della Bella Marsilia, con la sua leggenda, che invece volgono lo sguardo sull’entroterra maremmano. C’è chi chiede che il Ministero faccia valere il suo diritto di prelazione e le acquisisca. Un’operazione possibile, ma che a oggi non sembra rientrare nei progetti del dicastero.

Dunque, se rimanesse lo status quo, anche in questo caso per la visita delle stesse, che rientrano negli itinerari del Parco della Maremma, servirà un accordo tra l’ente, che presto cambierà la propria governance essendo quella attuale giunta a scadenza, e la nuova proprietà.

Maremma, Franceschini salvi Cala di Forno dai privati. Firma la petizione

Sos Cala di Forno ultima modifica: 2021-11-08T18:34:12+01:00 da CARLO VELLUTINI

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