La biblioteca fuori del comune che Brugnaro mette fuori dal Comune

La storica Biblioteca del Centro Donne di Mestre sarà “esternalizzata”. È un servizio che fa parte integrante della storia e della crescita della nostra città e che ha rappresentato nel tempo una risposta forte e chiara a sostegno del riconoscimento delle donne in tutti il loro ruoli e dello sviluppo di una cultura al femminile.
MONICA SAMBO
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Negli scorsi anni la giunta Brugnaro ha deciso di procedere con una esternalizzazione molto spinta di tutto il servizio bibliotecario locale, con un appalto importante in termini economici, che prevede una sostanziale sostituzione di personale dipendente del Comune in quei servizi.

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L’ultima vittima dell’Operazione Esternalizzazioni di Brugnaro-Venturini è la Biblioteca del Centro Donna, un servizio che fa parte integrante della storia e della crescita della nostra città e che ha rappresentato nel tempo una risposta forte e chiara a sostegno del riconoscimento delle donne in tutti i loro ruoli e dello sviluppo di una cultura al femminile, come risposta ai drammi delle insopportabili violenze a cui le donne sono esposte.

Non a caso questa biblioteca era stata strategicamente collocata a stretto contatto con il Centro Antiviolenza, svolgendo un delicato ruolo di accoglienza e di filtro per quelle donne che vi si avvicinavano, che a fatica riuscivano a chiedere aiuto e che le preparate e disponibili operatrici riuscivano ad affiancare e accompagnare al sostegno del Centro.

La Biblioteca del Centro Donna è all’interno del Parco di Villa Franchin – Padiglione Caccia. Ha una dotazione libraria di circa ventimila volumi, circa 700 film e sette riviste di genere. La biblioteca è specializzata al femminile e raccoglie quanto è scritto e pubblicato da donne e sulle donne. Le aree tematiche di competenza sono molteplici: femminismo, filosofia, psicologia, lavoro, violenza, letteratura, diritto, arte, salute, maternità, famiglia/e, ecc.

Ora l’ennesima demolizione, che si concretizza con questa esternalizzazione, ma che inizia da lontano, in sordina, con la premeditazione e la programmazione opaca che questa amministrazione si porta nel suo dna e che sta inesorabilmente radendo al suolo i servizi comunali. È stato sufficiente attendere che tra pensionamenti e trasferimenti il personale formato e preparato venisse meno, senza una sostituzione programmata che garantisse la continuità e il senso di quel servizio, per sancirne il declino e poter sostenere la scelta al ribasso di una esternalizzazione.

Quale sarà ora il futuro di questa biblioteca? Chi garantirà quelle delicate funzioni e professionalità che ne hanno caratterizzato la missione negli anni? Che fine farà la collaborazione strategica tra Biblioteca e Centro Antiviolenza, costruita con negli anni e ora assolutamente ignorata?

Proprio di questi giorni è inoltre la notizia che anche altre biblioteche o ludoteche potrebbero essere esternalizzate nei prossimi mesi.

Oltre ai servizi bibliotecari quest’anno è stato avviato anche un processo di esternalizzazione degli asili nido con l’uscita dalla gestione pubblica del nido millecolori. Quello degli asili nido e delle scuole dell’infanzia è stato un servizio di eccellenza del Comune di Venezia che in questi anni la giunta ha cercato di distruggere, infatti dopo aver chiuso due realtà ha iniziato appunto un processo di esternalizzazione che non sembra essere isolato.

Dubbi che permangono e che si affiancano al quesito che ci assale quando ci voltiamo a guardare il paesaggio desolato e disastroso che questa giunta sta lasciando al suo passaggio: ma è cieca e incosciente o, anche in questo caso, ci vede benissimo?

Se l’amministrazione comunale non cambierà registro e non inizierà a progettare la seria acquisizione di personale competente, preparato, regolarmente assunto e adeguatamente formato, in breve tempo non vi sarà più personale del Comune sufficiente a garantire il funzionamento dei servizi, che già ora sono in grande sofferenza, e che verranno così impietosamente squalificati ed esternalizzati o addirittura eliminati.

Se un Comune non persegue più con impegno e investimenti la creazione di servizi funzionali, competenti, efficaci, capaci di rispondere ai reali bisogni dei cittadini che governa e realmente pubblici, allora che cosa fa?

Noi crediamo la città e la comunità si rigenerino anche a partire dai servizi rivolti al cittadino, come i musei, le biblioteche, gli asili e la costruzione di un vero welfare comunale. Una città inclusiva, che guardi al futuro, a partire proprio dalle donne e dalle bambine e dai bambini.

La biblioteca fuori del comune che Brugnaro mette fuori dal Comune ultima modifica: 2021-11-09T20:10:55+01:00 da MONICA SAMBO

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3 commenti

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Tiziana Plebani 10 Novembre 2021 a 8:21

Questo ennesimo attacco ai luoghi di cultura e di socialità dell’amministrazione Brugnaro dimostra la volontà di azzeramento dello spazio pubblico e delle istanze e dei protagonismi sociali che hanno creato valore, salti di qualità e di servizi nell’ente. Vi si legge un fastidio per tutti i luoghi di cultura e in questo caso è un attacco alla lunga storia del movimento delle donne della città.

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Dennis Zambon 10 Novembre 2021 a 12:50

E che dire dell’ampliamento della biblioteca di Villa Erizzo? Cantiere aperto nella settimana delle elezioni amministrative (settembre 2020), fine lavori 14 settembre 2021 ma ad oggi, dopo 14 mesi, non si è visto nemmeno un mattone…

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ytali. - Ciò che accade al Centro Donna interessa tutta la città 14 Novembre 2021 a 13:48

[…] l’ultimo grave atto riguarda la Biblioteca tematica del Centro Donna, specializzata nella raccolta di documentazione del pensiero e del movimento delle donne, un […]

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