Il dottore e l’eroe

Valentino lascia dopo aver attraversato una lunga stagione del mondo e dello sport. E è guardato come un esempio e un punto di riferimento. Astutillo Malgioglio: un buon portiere e un uomo meraviglioso, cui giustamente il presidente Mattarella ha deciso di conferire il titolo di Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica.
ROBERTO BERTONI BERNARDI
Condividi
PDF

Valentino Rossi ha appeso il casco al chiodo, dopo aver egemonizzato cinque lustri ed essere entrato nell’immaginario collettivo. Se il motociclismo è diventato pop, se milioni di persone hanno seguito le gare, quando magari prima neanche se ne interessavano, se non di solo calcio abbiamo vissuto nell’ultimo quarto di secolo, il merito è soprattutto dell’irriverente Dottore di Tavullia, capace di essere campione in pista e guascone fuori, serissimo in moto e più che mai birbante una volta sceso dalla sella, come dimostrano certe sue esultanze smodate, la sua vocina da eterno adolescente e il suo modo scanzonato di intendere la vita.

Quella del Dottor Rossi, col suo inseparabile numero 46, i suoi caschi assurdi, la sua classe cristallina nei sorpassi e il suo sterminato talento nell’affrontare qualunque pista, è stata un’epopea che ci ha riguardato da vicino. È stata una parte di noi, della nostra adolescenza, della nostra maturazione e del nostro primo approccio alla vita adulta. Ha segnato, nel bene e nel male, gli anni più importanti della nostra esistenza e ora ci lascia orfani e con in bocca il sapore amaro dell’addio, anche se sappiamo che lo vedremo ancora spesso ai box e sui circuiti, a tifare per i tanti ottimi allievi che ha allevato grazie alla sua accademia.

Valentino è stato uno dei pochi fuoriclasse a preparare la successione per tempo, uno dei pochi che, pur non riuscendo a smettere, non si è mai sentito immortale o interminabile, e anche se penso che forse si sarebbe dovuto ritirare qualche anno fa, rispetto fino in fondo la sua scelta di dire basta quando ha capito che aveva dato davvero tutto.

A Valentino mi lega una profonda gratitudine, una stima che va al di là dello sport e ha molto a che vedere con i più nobili fra i sentimenti umani: la lealtà, la gentilezza, la determinazione che non sfocia mai in agonismo esasperato e prevaricazione dell’avversario, la grinta, la voglia di vincere sempre e l’abilità, assai rara per i personaggi del suo livello, di accettare i propri limiti e complimentarsi con i vincitori quando si è perso e si è imboccato ormai il viale del tramonto. Forse un campione così non nascerà più: mediatico ma, al tempo stesso, vero, capace di vivere a pieno la stagione dei riflettori perennemente puntati addosso ma anche di essere autenticamente se stesso e di coltivare i propri affetti lontano dalla cappa asfissiante di un’attenzione quasi morbosa che avrebbe potuto tranquillamente vanificare i suoi sforzi di restare sempre con i piedi per terra.

Valentino Rossi ha attraversato una lunga stagione del mondo e dello sport senza mai smettere di essere il ragazzino irriverente che era quando montò per la prima volta in sella a una moto. E oggi che è un uomo nel vero senso della parola, il mondo intero lo guarda come un esempio e un punto di riferimento. Non è da tutti.

Astutillo Malgioglio

Allo stesso modo, non è da tutti giocare in Serie A insieme a campioni straordinari e accettare di non essere un fenomeno, sapendo anche stare in panchina, fare il secondo e concentrandosi come obiettivo primario sulla crescita e la promozione dei ragazzi affetti da disabilità. Parliamo di Astutillo Malgioglio: un buon portiere e un uomo meraviglioso, cui giustamente il presidente Mattarella ha deciso di conferire il titolo di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica, sottolineandone la grandezza, la generosità e lo sguardo sempre rivolto agli altri, e in particolare ai più deboli, nonostante le ironie e le vere e proprie mostruosità di alcune frange incommentabili della tifoseria.

Astutillo Malgioglio costituisce un orgoglio per il mondo dello sport e un esempio da seguire. A lui va tutta la nostra ammirazione per ciò che ha fatto e continua a fare, e al presidente Mattarella la nostra gratitudine per aver deciso di rendergli l’omaggio che merita, valorizzando il suo impegno di una vita ben al di là dei campi di calcio.È questa l’Italia che ci piace, l’Italia in cui vorremmo vivere ogni giorno. È, purtroppo, anche l’Italia che ci viene preclusa dalla barbarie che si sta diffondendo a macchia d’olio e che abbiamo il dovere di contrastare con vigore, se non vogliamo sprofondare in un abisso assai peggiore di quello in cui ci ha fatto precipitare la tragedia del Covid.

Il dottore e l’eroe ultima modifica: 2021-11-16T18:48:22+01:00 da ROBERTO BERTONI BERNARDI
Iscriviti alla newsletter di ytali.
Sostienici
DONA IL TUO 5 PER MILLE A YTALI
Aggiungi la tua firma e il codice fiscale 94097630274 nel riquadro SOSTEGNO DEGLI ENTI DEL TERZO SETTORE della tua dichiarazione dei redditi.
Grazie!

VAI AL PROSSIMO ARTICOLO:

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:

Lascia un commento