Scandalosamente bello

Questo è il titolo della mostra aperta il 5 novembre scorso presso la sede di Emergency alla Giudecca, in cui si presenta il Centro di chirurgia pediatrica di Entebbe, in Uganda.
MARA RUMIZ
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Scandalosamente bello. Questo è il titolo della mostra aperta il 5 novembre scorso presso la sede di Emergency alla Giudecca, in cui si presenta il Centro di chirurgia pediatrica di Entebbe, in Uganda.

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Potrebbe sembrare un giudizio autoreferenziale e supponente. Non è così. Gino Strada era solito esortare i progettisti a realizzare un ospedale “scandalosamente bello” dando un significato ben preciso a queste parole. Lo voleva bello perché la bellezza è un elemento fondamentale della cura: se una persona è ferita o malata, se sta male, è più facile che si riprenda, che abbia voglia di guarire, stando in un ambiente lindo, con bei colori alle pareti, con finestre che si aprono su un bel panorama, con giardini curati, con spazi adeguati anche per i parenti.

Scandalosamente perché per alcuni è inconcepibile che si punti alla bellezza di un ospedale in Africa, quando le risorse potrebbero essere impiegate per portare più antibiotici o vaccini. Certo, deve essere fatto anche questo: qualcosa è sempre meglio di niente ma l’uguaglianza, uno dei principi fondanti di Emergency, si invera nel riconoscere il diritto anche agli africani di avere il meglio che c’è nella cura e nelle strutture. Su questi presupposti era nato il Salam Centre di Khartoum, l’unico ospedale gratuito specializzato in cardiochirurgia di un’area abitata da oltre trecento milioni persone. 

Eguaglianza, indipendenza, alta qualità, gratuità, responsabilità sociale sono i principi che guidano l’azione di Emergency e che sono alla base anche del nuovo ospedale di Entebbe, progettato da Renzo Piano con la collaborazione di TAMassociati.

Abbiamo voluto la mostra perché quello di Entebbe è l’ultimo ospedale realizzato da Emergency e, soprattutto, perché esso racchiude in sé tutti gli elementi chiave: l’attenzione al contesto geografico e sociale; la sostenibilità ambientale; il rispetto per i tradizionali materiali e tecniche con la contemporanea individuazione delle migliori tecnologie e competenze; l’impiego di maestranze locali; la funzionalità; la bellezza delle strutture e del giardino.

In Uganda metà della popolazione ha meno di quindici anni, la mortalità infantile sotto i cinque anni è di 49 morti per mille nati, mentre in Italia è di tre ogni mille. 

Per assurdo, la carenza di strutture sanitarie adeguate nel continente africano non è dovuta alla mancanza di fondi, che pure arrivano in Africa attraverso gli aiuti internazionali, fondi che però non incidono strutturalmente perché sono indirizzati a far fronte alle ricorrenti emergenze. Serve più prevenzione, manutenzione, forniture, maggiore sostenibilità e formazione.

L’eccellenza di un ospedale non dipende solo da medici bravi ma anche da apparecchiature che funzionano, non soggette ai frequenti blackout che si registrano, dalla reperibilità dei pezzi di ricambio, dipende dalla necessità che accanto a medici competenti ci siano tutte le altre figure, sanitarie e non sanitarie, appositamente formate.

Spero che la mostra, con le fotografie di Marcello Bonfanti, con gli schizzi progettuali, i plastici, i campioni dei materiali, i dati, le citazioni di Gino Strada e di Renzo Piano, con l’allestimento dello Studio +Fortuna, contribuisca a diffondere l’idea di cura che aveva Gino Strada e che è nel DNA di Emergency.

L’esposizione è stata resa possibile dal sostegno di MilanIngegneria, di Canon, di +Fortuna, di RPBW e da quanti, sia in Emergency che nelle aziende fornitrici, oltre al lavoro hanno messo entusiasmo e passione.

La mostra resterà aperta dal lunedì al giovedì, dalle 11 alle 17; il venerdì dalle 11 alle 16. Per eventuali altri orari, scrivere a infovenice@emergency.it

Scandalosamente bello ultima modifica: 2021-11-23T18:00:00+01:00 da MARA RUMIZ
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