​​Inori di Damiano Fasso

Un artista poliedrico che nella sua produzione sa spaziare dalla grafica, alla fotografia, dalla videoarte alla pittura sui supporti più diversi espone al Museo d’Arte Orientale [Venezia, 11-19 dicembre 2021].
MARTA BOSCOLO MARCHI
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Fiori di ciliegio, carpe e onde sulla battigia, ma anche immagini di conflitti armati e vedute urbane, migranti in mare. Una sintesi perfetta della ricchezza e complessità del ciclo della vita, in bilico tra l’effimera bellezza di una fioritura o la calma apparente del mare e la lotta quotidiana per i diritti e la sopravvivenza degli uomini e del pianeta. Sono queste le immagini proiettate su una veste in lino ispirata a un mizugoromo nel video realizzato per il Museo d’Arte Orientale di Venezia da Damiano Fasso*, artista poliedrico che nella sua produzione sa spaziare dalla grafica alla fotografia, dalla videoarte alla pittura sui supporti più diversi. 

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Inori (2021), 祈りpreghiera, in lingua giapponese, è la videoinstallazione ospitata dall’11 al 19 dicembre 2021 presso il MAO di Venezia, in occasione della 17esima Giornata del Contemporaneo organizzata da AMACI. Come un mantra vi appaiono immagini iconiche di grande serenità accanto a scene dell’attualità più drammatica. Non è casuale la scelta dell’abito, realizzato su modello di una delle vesti sfoderate “gender-free” utilizzate nel teatro da vecchi o giovani, laici o monaci erranti, lavoratori che tutti i giorni affrontano le situazioni del loro presente. Come il kosode adagiato sulla scena nel celebre Aoi no ue (La signora Aoi) allude alla presenza della giovane sposa di Genji divorata dallo spirito della gelosia della rivale, così il mizugoromo di Fasso rimanda a una presenza umana, senza mai rivelarla. E sempre al teatro , al quale sarà dedicata una mostra in primavera nello stesso Museo, si ispira la presenza delle maschere che appaiono tra le immagini, simulacri di un volto che solo il gesto dell’attore può caricare di espressività e vita. 

Accompagna la proiezione il suono del koto e dei taiko, in pezzi nei quali parametri come lo svolgimento temporale, la densità e l’intensità sono rigorosamente controllati dal principio dello jo ha kyū: a un inizio lento, rarefatto, fa seguito una sezione centrale più veloce, con vari spunti tematici che si risolve in una coda placida, che ristabilisce le condizioni iniziali, a rimarcare l’incessante ritorno dell’azione e del vide, con scene tratte da diversi luoghi tra Oriente e Occidente. 

Con quest’opera, Damiano Fasso ancora una volta trae ispirazione dall’estrema raffinatezza della cultura giapponese per riflettere su tematiche e problematiche sociali di grande attualità, ma anche sulla natura umana e sulla ciclicità del tempo alla quale alludono le immagini inserite nel video, di carattere stagionale o fortemente archetipico come i pesci, l’acqua o l’occhio. 

L’accostamento di immagini di equilibrata serenità e scene angoscianti crea un effetto di spaesamento, instillando quel senso di ansia e precarietà che caratterizza la nostra epoca. L’artista non è nuovo a queste operazioni: lo stesso risultato è ottenuto, in altre opere della sua produzione, attraverso figure giocose e colorate derivate dalla cultura pop cinese e giapponese accostate a materiali o ideogrammi che lanciano messaggi perturbanti. Anche in Inori la scrittura esposta lancia messaggi che stimolano alla riflessione sul presente: artista colto, Fasso riesce a coniugare scrittura e immagine insinuando uno iato leggero nel quale lo spettatore resta inevitabilmente intrappolato. 

Damiano Fasso

*Damiano Fasso (Montecchio Maggiore, 1976) è laureato in Lettere all’Università Cattolica di Brescia e diplomato in Decorazione all’Accademia di Belle Arti di Venezia. Ha studiato anche lingue e culture orientali, cui fa spesso ricorso nella sua produzione, che spazia dalla pittura alla fotografia, dalla videoarte alle installazioni. Ha partecipato a importanti eventi, sia nazionali che internazionali: nel 2018 ha esposto a C.A.R. Contemporary Art Ruhr (Essen) e alla 8. Rassegna di Arte Contemporanea a Casa dei Carraresi (Treviso); nel 2018 e nel 2019 è stato premiato alle edizioni torinese e milanese di Paratissima; nel 2019 è stato premiato alla rassegna SaturArte (Genova), nel 2020 ha partecipato a REA! Art Fair alla Fabbrica del Vapore (Milano) e ha esposto al Politecnico di Torino per Green iDeal nell’ambito della Biennale della Tecnologia. Nel corso del 2021 ha partecipato alla collettiva The Creative Room a Venezia e ha ricevuto la menzione speciale per le opere di pittura e video al Festival DeSidera di Trieste, mentre a Modena ha esposto per OfficiArt nella personale Liquid Visions.

Il Museo d’arte orientale di Venezia si trova all’interno di Ca’ Pesaro

​​Inori di Damiano Fasso ultima modifica: 2021-12-07T08:00:00+01:00 da MARTA BOSCOLO MARCHI

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