Il cenone di Gigio

ASJA LACIS
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Finalmente siamo arrivati a fine 2021 e, come sempre, il pomeriggio vedrà impegnate le famiglie in due attività: il bilancio dell’anno appena trascorso e la preparazione del “cenone” serale. Da accaniti lettori e sostenitori di ytali siamo costretti a proporre una nostra personale versione del ricettario col quale spesso si cimentano i Vigneri, dove politica e cucina si sovrappongo amabilmente. La ricetta sarà un’esplosione di sapori e la farà da padrone uno degli ingredienti da sempre prediletti, vera prelibatezza, il Gigio quasi nazionale.

Che cosa bolle nella “pignatta” del buon Gigio Brugnaro, quali sono gli ingredienti della sua zuppa del cenone?

Il menù certo, non sarà a base di piatti tipici della cucina romana, visto che il nostro primo cittadino non è stato invitato al vertice del 23 dicembre del centro-destra indetto da Silvio Berlusconi, nonostante l’impegno profuso da tempo nel ruolo di animatore-finanziatore del progetto politico denominato Coraggio Italia, che aveva ricevuto il battesimo del fuoco a tavola, durante la cena in galleggiante dello scorso Redentore a Venezia, con tanto di figure di spicco quali Paolo Romani, Giovanni Toti, Gaetano Quagliarello che danzavano al ritmo incalzante dell’inno della formazione politica, neogruppo parlamentare, incapace di mantenere costante l’alto profilo istituzionale esibito ab origine, visto che il nostro The Gigio sta facendo la figura del “bollito” all’interno di questo calderone fumante. Forse non risulta ancora “stracotto”, ma il rischio è sempre in agguato. Basti pensare che gli esperti giuristi della sua squadra/azienda non sono riusciti – ad esempio – a far rientrare la sua formazione nella lista dei destinatari del contributo volontario ai partiti, noto come “due per mille”, esibendo le difficoltà che tale raggruppamento, pardon tale bouillabaisse, sta vivendo in questa fase, con note di sapidità insostenibili per i palati dei polentoni nostrani.

Rimestando, però, nella ribollita nazionale il cucchiaio arriva sempre al boccone più indigesto, vale a dire il rapporto con il candidato ufficiale alla Presidenza della Repubblica del centro destra, il succulento Silvio Berlusconi, l’autentico brodo di cappone che acquieta gli animi e gli stomaci arricciati (le trippe) di tutta l’area, ma che non ne vuole proprio sapere di assaggiare l’Orbán in saor lagunare.

Non si capisce bene la genesi di questa intolleranza alimentare, ma pare sia emersa molto tempo addietro. 

I bene informati riportano la memoria all’epoca del pacchetto Treu, allorquando Berlusconi perse l’opportunità di inserirsi nel gigantesco affare che determinò l’apertura delle agenzie di lavoro interinale, prima tra tutte Umana e dal quale Silvio venne estromesso. Tuttavia, rimane ancora nascosta ai più la ragione dell’acrimonia tra i due che ha condotto il centrodestra a intrattenere in più occasioni al proprio tavolo il lampredotto Renzi (per ritornare sul tema trippe) e che ha sempre evitato con cura il cuoco pasticcione veneziano.

Vale la pena, dunque, accantonare questa prima proposta di cenone italico, e ritornare al cosiddetto km 0: quali squisitezze si offrono sul tavolo imbandito del cenone veneziano? Ma, soprattutto, ci saranno dei bocconi da masticare a fatica?

In laguna la situazione è molto più distesa e sembra di stare – per chi se la ricorda – alla mesa rotonda preserale della televisione cubana, con poco contraddittorio, poiché i progetti dell’amministrazione comunale procedono spediti, il Consiglio comunale non eccepisce nulla e, se vi sono dei ritardi nei tempi di cottura, la responsabilità è da ricercarsi nella fervente attività romana dei vertici politici di questa amministrazione. Ma tutto questo solo al primo morso, perché i nostri esperti cuochi ben sanno che anche nel migliore baccalà, magari mantecato e ben amalgamato, si sente qualche spina e nei caparossoli si trova sempre un po’ di sabbia che va a finire sotto i denti.

Se la sabbia è rappresentata dalla mancanza di ripresa della filiera turistica, fenomeno planetario, le spine – anzi le lische – sono rappresentate dalle recenti ordinanze di custodia cautelare della Procura di Venezia per la ricostituenda mala del Brenta. Pare che nessuno, dalla smart control room, si sia accorto di quanto stava accadendo fuori dalle finestre, vale a dire al Tronchetto con fenomeni di criminalità ma, soprattutto, di illegalità e malcostume diffuso ad opera di personalità che dovrebbero essere ampiamente note a tutti gli operatori della zona. 

Nel caso di indagini giudiziarie il riserbo è doveroso, tuttavia stride l’indifferenza della città di fronte a misure cautelari diffuse per reati associativi di tale portata e il fatto che non vi sia stata nel corso degli ultimi anni la consapevolezza della sussistenza di questi fenomeni, così come la ricerca “estetica” di un centro storico modernizzato, di un terminal passeggeri e turisti all’avanguardia non abbia consentito a coloro ai quali avrebbero dovuto farlo un’osservazione attenta del malcostume e delle situazioni border line, note da tempo immemore sul territorio.

Il calderone Tronchetto è rimasto sul fuoco troppo tempo e i cuochi del Comune di Venezia (non quelli dei nidi comunali, sia chiaro) non sono riusciti a spegnerlo in tempo, con conseguente bruciatura del main course, vale a dire l’auspicata riqualificazione ambientale e sociale di tutte quelle parti del “pesce” centro storico, finora tenuto in fresco da un pessimo frigidaire – come lo chiamavano le nonne veneziane tanti anni fa – che trasuda strani olezzi.

E pensare che lo chef Gigio aveva sempre guardato a sé stesso come uno specialista di cucina molecolare, un Ferran Adrià lagunare, capace di entusiasmare gli esigenti palati dei veneti doc, alla Giovanni Giusto, avendo dalla sua un alto indice di gradimento, come riportano alcuni recenti sondaggi.

Talvolta anche la tecnologia aiuta la cucina e, forse, possedere un buon frigorifero sarebbe stato utile per congelare alcune situazioni veneziane scottanti, nelle quali è stata dimostrata profonda inadeguatezza e, magari, per congelare un po’ di “carne” (per dirla alla veneziana) nazionale.

Marco Marin, Luigi Brugnaro, Giovanni Toti, Gaetano Quagliariello

Il cenone di Gigio ultima modifica: 2021-12-31T17:56:56+01:00 da ASJA LACIS
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1 commento

minosse 5 Gennaio 2022 a 7:17

Incommentabile.

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