Drusilla Foer darà una lezione di civiltà

L’annuncio della sua partecipazione al 72esimo Festival di Sanremo, nel novero delle “primedonne” che affiancheranno Amadeus in ogni serata, rappresenta un segnale di grande apertura e novità del quale mai come in questo momento storico abbiamo bisogno.
ANTON EMILIO KROGH
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L’annuncio della partecipazione al 72esimo Festival di Sanremo di Drusilla Foer, al secolo Gianluca Gori, nel novero delle “primedonne” che affiancheranno Amadeus in ogni serata, rappresenta un segnale di grande apertura e novità del quale mai come in questo momento storico abbiamo bisogno.

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L’indiscusso talento artistico di Gori non poteva passare inosservato a chi organizza il più grande evento televisivo e mediatico dell’anno. Gianluca, nel dare vita a Drusilla, ha creato un personaggio dalla comicità eccentrica, ironica, mai volgare e anzi di una eleganza innata che con assoluta leggerezza riesce a fare ridere e sorridere veicolando messaggi profondi, spesso di grande valenza sociale.

Ma se il talento di un grande artista non è un’opinione e resta un dato oggettivo, non altrettanto lineare è il percorso che nella nostra società può condurre un simile personaggio a emergere fino a salire sul palco più importante d’Italia ed esposto alla visibilità di milioni e milioni di persone.

Drusilla Foer è lontana mille anni luce da fenomeni di baraccone a cui la nostra televisione ci ha abituati da troppi anni, riconducendo l‘omosessualità e in particolare quella artistica a contesti da circo Barnum, tristi e squallidi, ma soprattutto diseducativi per i telespettatori meno aperti e acculturati e non propensi ad aperture della società verso nuovi orizzonti in tema di uguaglianze e diritti. Per questo motivo la sua partecipazione al Festival è una svolta importante e un riconoscimento di un cambiamento che la menti più oscurantiste di questo paese possono solo rallentare ma non bloccare.

Madame Foer – come affettuosamente la chiamano le migliaia di fan che Drusilla ha accumulato in pochi anni, prima attraverso divertentissimi siparietti sui social e poi con acclamate tournée teatrali e partecipazioni televisive e cinematografiche – porterà sul palco di Sanremo quel mondo che gli applausi di alcuni senatori contro il ddl Zan avrebbero voluto affossare, quella grande parte della società civile che è molto più avanti della politica e che chiede diritti ed eguaglianza per tutti, senza distinzioni d’identità di genere, razza o fede. Noi che la conosciamo sappiamo che con il suo talento spiazzerà tutti, asfalterà ogni polverosa sovrastruttura del Festival della Canzone e con iconica leggerezza e magnetismo darà una importante lezione di civiltà, facendoci ridere ma soprattutto riflettere.

Non stento a credere che la sua partecipazione alla serata del giovedì sera calamiterà davanti al piccolo schermo moltissime persone che il Festival non lo avrebbero mai guardato. Ma ciò che più mi auguro è che Drusilla, con la sua avventura festivaliera, oltre ad allietare i numerosi fan contribuisca ad aprire “come una scatoletta di tonno” la testa dei più retrogradi, di quelli che per intenderci sono rimasti al Vizietto del 1978 e ancora non sanno che la “normalità” è un pesantissimo fardello della loro esistenza e sbarazzarsene li renderebbe sicuramente più liberi e felici.

Drusilla Foer darà una lezione di civiltà ultima modifica: 2022-01-12T21:06:30+01:00 da ANTON EMILIO KROGH
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