Anche il Pd ha avuto il Covid-19?

A più d’uno la sortita di fine d’anno di D’Alema ha fatto venire i brividi. Un tuffo improvviso nel passato. Bravissimo, intelligentissimo, ma responsabile di decisivi errori politici. Renzi purtroppo è inutilizzabile, ma il Pd ha mostrato con l’occasione, prima e dopo, la propria incapacità riformatrice.
ADRIANA VIGNERI
Condividi
PDF

Anche il Pd ha avuto il Covid-19? No, le date non corrispondono, ma a sentir parlare di malattia il riferimento è inevitabile. La frase di D’Alema, pronunciata agli auguri di Capodanno di Articolo Uno, suona più o meno così: ora che il Pd è guarito dalla malattia – vale a dire Renzi è uscito dal Partito – è possibile per noi rientrarvi. 

ytali è una rivista indipendente. Vive del lavoro volontario e gratuito di giornalisti e collaboratori che quotidianamente s’impegnano per dare voce a un’informazione approfondita, plurale e libera da vincoli. Il sostegno dei lettori è il nostro unico strumento di autofinanziamento. Se anche tu vuoi contribuire con una donazione clicca QUI

Ma perché è uscito dal Pd D’Alema? Per fare un partitino che non è mai decollato? E che per le evidenti differenze non poteva associarsi a Leu. Perché abbandonare il Partito per la sola ragione che in una fase della sua vita ha un segretario espressione di una linea diversa (dalla propria)? Perché non restarvi a difendere le proprie idee? A contrastare l’avversario? Perché lo si considera umiliante, o comandante in capo o nulla? I vecchi leader della Dc hanno molto da insegnare in proposito.

Biagio De Giovanni sul Riformista del 4 gennaio ha commentato da par suo – in modo netto e andando all’essenziale – il “rientro” di D’Alema nel Pd.

Max rispolvera un libro ormai al macero, Renzi ha provato a scrivere pagine nuove.

Esprimendo valutazioni certo non da tutti condivise, come nel caso dell’intervento su ytali.com di Renzo Scarpa, cui sembra esagerato il giudizio su D’Alema (e sulla storia del Pci, Pds, Ds, Pd); ingiustificata (e contraddittoria) l’attribuzione di un ruolo innovatore a Renzi; e sbagliato il metodo, di caricare tutte le colpe sulle spalle delle persone che detesta politicamente.

Entro nella discussione perché anch’io, come Renzo Scarpa, ho lottato per la trasformazione del Pci, o meglio del Pds (oddio, “lottato” forse per me è troppo) e mi riconosco nella faticosa ricerca del Pd di una nuova identità.

Che occorressero pagine nuove, nuovi contenuti, era evidente subito dopo l’89. Come dice De Giovanni, non era sufficiente rivendicare la propria autonomia dall’esperienza sovietica. Come ha scritto Piero Fassino, “da Togliatti a Berlinguer, il Pci vivrà l’anomalia di riconoscersi nei valori della democrazia mantenendo l’evocazione di un orizzonte socialista”. Chi ha avuto il coraggio di aprire la strada al necessario cambiamento è stato Achille Occhetto. Come è stato trattato Occhetto dal suo partito? Chi poi ci ha provato è stato Veltroni, neo segretario e per convenienza di tutti primo segretario del neonato Pd. Ma di quella nuova linea che cosa è rimasto? 

Anche a me pare che il Pd abbia vissuto sull’eredità di un passato talvolta glorioso, spesso autorevole, più che sulla ricerca di una nuova e diversa proposta politica. In ogni caso un passato non riproponibile. Un passato con il quale non si sono seriamente fatti i conti. Di qui ora una linea politica confusa, scarsamente o nulla innovatrice (salvo le lenzuolate di Bersani).

Massimo D’Alema, Roberto Speranza (al centro), Arturo Scotto (a destra), in un incontro con Lula (al centro), 27 febbraio 2021

Un giovane dirigente innovatore come Renzi è stato accolto con entusiasmo dagli elettori proprio per questo, perché vi era consapevolezza di un fondamentale bisogno politico, molto più da parte di coloro che si consideravano di sinistra, simpatizzanti ed elettori, che da parte del ceto politico interno, guidato da altre preoccupazioni ed esigenze. Primum vivere. Tanto più è stata cocente la delusione. Non per l’inadeguatezza dei contenuti innovativi che avrebbe voluto introdurre, ma per l’incapacità di creare intono a sé la necessaria coesione. Basti pensare non tanto allo slogan della rottamazione, quanto al rifiuto dei corpi intermedi.

Come in altra sede ha scritto lo stesso De Giovanni,

forse dovrebbe ricostruire quei ponti che ha distrutto, rappresentati da quelle mediazioni sociali che ha sbaraccato, ma senza le quali non si riesce a campare politicamente.

In sintesi, a Renzi non manca una linea adeguata per rinnovare la sinistra (o se preferite il CS). Concordo quindi con il giudizio che ha fatto una grande operazione politica, salvo affondare poi per i suoi dati caratteriali, o perché è scemo, come preferisce dire Renzo Scarpa, e come insegna Carlo Maria Cipolla. Gli manca un metodo politico adeguato, e anche la conoscenza del paese nel quale agisce. Come ha dimostrato con tutta evidenza quando si è convinto che nel referendum costituzionale avrebbe vinto.

Una riforma costituzionale di cui l’Italia aveva un disperato bisogno, che si perseguiva dall’epoca di Nilde Iotti (almeno). Ma una riforma che non si poteva assolutamente approvare, certo non dal Pd, per non trovarsi ad aver incoronato Renzi Imperatore.

A più d’uno la sortita di D’Alema ha fatto venire i brividi. Un tuffo improvviso nel passato. Bravissimo, intelligentissimo, ma responsabile di decisivi errori politici. Renzi purtroppo è inutilizzabile, ma il Pd ha mostrato con l’occasione, prima e dopo, la propria incapacità riformatrice.

Benissimo, s’intende, se Articolo Uno si scioglie. Ma i maligni dicono: l’ha detto per farsi dire di no. Ora pensateci voi, fatevi un’idea.

Immagine di copertina: Massimo D’Alema ad Ancona con Articolo Uno. Prove generali del nuovo movimento in formazione, 23 aprile 2017. [da Twitter: Vivere Ancona@vivereancona]

Anche il Pd ha avuto il Covid-19? ultima modifica: 2022-01-13T19:30:55+01:00 da ADRIANA VIGNERI

VAI AL PROSSIMO ARTICOLO:

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:

Lascia un commento

sostieni ytali.com

la sua indipendenza dipende da te

YTALI.COM È UNA RIVISTA GRATUITA E INDIPENDENTE. NON HA FINANZIATORI E VIVE GRAZIE AL SOSTEGNO DIRETTO DEI SUOI LETTORI. SE VUOI SOSTENERCI, PUOI FARLO CON UNA DONAZIONE LIBERA CHE ORA È ANCHE FISCALMENTE DETRAIBILE O DEDUCIBILE DAL TUO REDDITO, PERCHÉ SIAMO UN’A.P.S. ISCRITTA AL R.U.N.T.S. (art 83 Dlgs 117/2017)