Le comiche di Adone

Il ministro Spyridione Georgiadis, detto Adonis, anche se, con tutta la buona volontà, non ha molto in comune con l’antica divinità suscita un crescendo di lazzi e battute. In mancanza di fascino, si può vantare di essere una mina vagante dentro il governo greco.
DIMITRI DELIOLANES
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[ATENE]

È da un po’ di giorni che con alcuni colleghi ciprioti ci stiamo divertendo via Internet. Una pioggia ininterrotta di battute autosarcastiche sul comportamento dei greci che sono sempre uguali come cittadini sia della Repubblica Ellenica sia della più piccola Repubblica di Cipro.

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Causa e oggetto di questa ventata di divertita autoironia è tale Spyridione Georgiadis, detto Adonis, cioè Adone, anche se, con tutta la buona volontà, non ha molto in comune con l’antica divinità. In mancanza di fascino, il nuovo Adone si può vantare di essere una mina vagante dentro il governo greco. Ma negli ultimi giorni fa di tutto per diventare una mina vagante anche a livello internazionale. 

Il problema è che Adonis è ministro dello Sviluppo e vicepresidente del partito conservatore greco Nuova Democrazia. Come ministro dello Sviluppo è piuttosto assente, visto che dalla mattina alla sera è ospite di qualche emittente TV privata (tutte propagandiste del governo) dove sproloquia senza tregua. È capitato però che con l’inizio del nuovo anno il suo governo abbia deciso di imporre ad alunni e studenti nonché a chiunque passi da un aeroporto, l’obbligo di sottoporsi a test molecolari al costo di 47 euro ciascuno, a carico del cittadino. Il giorno dopo l’emissione del decreto Adonis stava, come al solito, in tv a spiegare la magnificenza del provvedimento salvifico. Un giornalista ha avuto la rara baldanza di rilevare che nella vicina Cipro lo stesso test veniva a gravare sulle tasche dei ciprioti per 15 o 19 euro. La prima risposta di Adonis era che queste erano “balle messe in giro da Syriza”. Ma che Syriza, lo ha incalzato il giornalista, mostrandogli proprio i tariffari ciprioti. “Eh, ma si tratta di tamponi cinesi, di scarsissima attendibilità”, ha ripiegato il ministro. 

Con un colpo due vittime. Mentre l’ambasciata cinese si è mossa con estrema discrezione nel rilevare l’offesa ai suoi prodotti, peraltro assenti sia dal mercato cipriota sia da quello greco, il governo di Nicosia (egualmente conservatore) si è inalberato non poco: il ministro della Sanità non solo ha smentito ma ha anche severamente redarguito il suo collega di Atene, la capogruppo dei deputati del partito comunista AKEL ha chiesto una protesta formale e, più pacatemente, il presidente dell’Autorità di Controllo sulla spesa pubblica Odysseus Michailides ha emesso un comunicato in cui spiegava che le autorità sanitarie dell’isola avevano pazientemente svolto una dura trattativa con i distributori dei test fino a giungere al prezzo desiderato. Cosa che il bel Adone si è ben guardato di fare, visto che il giornale d’opposizione Documento ha svolto un’indagine trovando forti indizi che portavano nella direzione di un trattamento di favore del ministro verso i distributori locali dei test. Alla fine, il loquace ministro non ha trovato di meglio che pubblicare su Twitter un testo in cui sosteneva di “non aver mai sollevato dubbi sull’attendibilità dei test a Cipro”. E questo malgrado il relativo video tv si sia diffuso in ogni dove. Intanto una ventina di sindaci ha seguito l’esempio cipriota ed ha ottenuto test per il loro cittadini a prezzi ultra scontati, confermando indirettamente la denuncia del giornale Documento sul connubio tra ministero e distributori sanitari.

A essere sinceri, lo sproloquio su Cipro non era una novità. Già qualche mese prima Georgiadis si era prodigato a confrontare a suo modo la situazione della pandemia in Grecia con quella vigente in Belgio, descrivendo una fantasiosa situazione di caos e di abbandono dei cittadini belgi alla loro sorte. Non si ha notizia di reazioni da parte di Bruxelles, anche perchè i numerosi corrispondenti greci si affrettarono a smentire categoricamente i deliri del ministro. Il fatto fu rapidamente archiviato come un incidente isolato e non fece clamore.

Il ministro Adonis Georgiadis riceve rappresentanti di proprietari di taxi

Con Cipro però il ministro l’aveva fatta proprio grossa. E come se non fosse bastata, passati appena pochi giorni, ecco la nuova impresa di Adonis. Il quale riprova imperterrito a dimostrare che il suo governo è il migliore del mondo nell’affrontare la pandemia. Questa volta l’incolpevole obiettivo è il Canada: “In Canada non si trovano maschere FFP2, non si possono fare rapid test, fare un test molecolare è una procedura caotica e ci sono pochissime farmacie”, ha sostenuto, esponendo a riprova un suo presunto dialogo via social media con misteriosi connazionali residenti nel paese nordamericano. Peccato che i greci in Canada, quelli veri, che non sono pochi, abbiano subito intasato il social media con vivaci proteste e smentite.

“Stai per provocare un nuovo caso diplomatico, questa volta con il Canada”, gli ha risposto l’ex viceministro della Sanità di Syriza Pavlos Polakis, rilevando che il Canada dall’inizio della pandemia ha una media mensile di 792 decessi mentre la media della Grecia è di ben 2009 decessi.

 Alla fine una domanda spontanea. Perchè il premier Kyriakos Mitsotakis ha voluto includere e tollera nel suo governo un personaggio da operetta come Georgiadis? La prima risposta è che il bell’Adone è l’uomo simbolo della forte componente di estrema destra che Mitsotakis ha voluto raggruppare attorno a sé. Georgiadis proviene infatti dal partito di estrema destra LAOS (ora estinto) e con la sua adesione a Nuova Democrazia ha aperto la strada anche ad altri estremisti di destra, con primo tra tutti il ministro della sanità Thanos Plevris, figlio del famigerato Kostas Plevris, l’uomo dei colonnelli in Italia durante lo stragismo. Ci sarebbe però un’altra possibile risposta. Ed è che, se uno va a guardare la serietà e la capacità degli altri membri dell’esecutivo, scoprirà che il governo che si vanta di rappresentare i “migliori” è segnato da una forte componente di mediocri nullità. In questo contesto, in cui regna la malversazione, la cialtronagine e l’improvvisazione, Adonis deve per forza essere affrontato come un elemento di comicità. La destra al governo non sarà capace di affrontare né la pandemia né la povertà né nulla, ma bisogna riconoscere che fa ridere, ma proprio tanto. 

Le comiche di Adone ultima modifica: 2022-01-14T18:46:35+01:00 da DIMITRI DELIOLANES
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