Nuovo presidente o mina vagante?

Chissà, forse la sorpresa della sua auto-candidatura è stata talmente grande da aver mandato in tilt più di un cervello che sceglie di configurarla come una allucinazione mentre si tratta di una situazione di caos in cui l’unico ad aver le idee chiare sembra proprio solo lui. Berlusconi.
RENZO SCARPA
Condividi
PDF

Sarà perché il Berlusca, tra corna alle foto di gruppo, gioco al nascondino agli incontri internazionali, apprezzamenti irripetibili sul sedere di qualche premier straniero, ci ha abituato alle cose oscene e fuori luogo che guardiamo alla sua auto-candidatura, a presidente della repubblica, come a una sorta di allucinazione, che vediamo ma che siamo convinti non possa esistere, destinata a svanire alle prime luci dell’alba del prossimo giorno, 

Purtroppo, quel prossimo giorno non arriva e quella sorta di allucinazione resta ostinatamente nell’angolo del nostro occhio destro come un fastidioso grumo di polvere che ci obbliga ad ammiccare in continuazione.

Curioso è che rimane, allo stesso modo a tutti, sia nell’occhio dei suoi “alleati” di destra, sia in quello dei suoi avversari di sinistra.

E questo perché i primi, inizialmente puntavano a mandare Draghi al Quirinale per liberarsene e provare a insediarsi al governo, vero centro del potere, chiudendo definitivamente il periodo delle ammucchiate, mentre i secondi che sostengono Draghi come presidente del Consiglio, pur subendone l’eccessiva leadership, pare manchino di una propria strategia ben definita se non quella del mantenimento dello status quo, comprensivo di una riconferma di Mattarella o della sua sostituzione con una donna di sinistra.

A dire il vero, nel Pd, inizialmente, consideravano l’auto-candidatura del “cavaliere” come una sorta di comparsata utile solo come apripista a chi sa chi e, una volta compreso che questa teoria era completamente sbagliata, non hanno trovato di meglio che dichiararlo ineleggibile perché capo di un partito. 

Quasi che i partiti fossero qualcosa fuori dalla Costituzione italiana e i loro capi non dovessero essere i loro uomini e le loro donne migliori.

Eppure dovrebbero conoscerlo tutti il nostro Silvio nazionale: quando si mette in testa una cosa la persegue come fosse l’unica cosa rimastagli a questo mondo e pur di averla mette in campo tutta la seduzione di cui è capace, ed è molta, soldi, e sono tanti, furbizia politica e spregiudicatezza, sempre superiori a quelle dei suoi amici e dei suoi nemici e, molto spesso, impatta fortunosamente in una buona dose di inadeguatezza di alleati e avversari. 

Insomma, Berlusconi è una sorta di mina vagante per tutto l’arco costituzionale perché mette in crisi sia le strategie della destra sia quelle della sinistra che sono costrette a rincorrerlo con il fiatone perché, si sa, chi parte per primo ha sempre il vantaggio di aver scelto il gioco al quale gli altri sono costretti.

Per contro, nessun gioco alternativo è ancora stato dichiarato dalle altre formazioni politiche, che sembra abbiano qualche difficoltà a individuare un nome adeguato a succedere a Mattarella e ad affrontare il voto parlamentare e il consenso popolare.

Questo soprattutto a destra che si presenta come una coalizione ancora molto magmatica, quasi liquida, che vive più di tattica che di strategia.

In ogni caso, i vari componenti della destra continuano a dire di voler votare Berlusconi in modo compatto, ma alcuni, se interrogati, arrivano a dire che non sono contrari nemmeno al bis di Mattarella. 

Entrambe ipotesi che rappresenterebbero un deciso stop alle mire governative di Meloni e Salvini. 

Per contro, non si capisce perché la sinistra si incarichi di dichiarare Berlusconi ineleggibile come capo partito, quando, anche fosse vero, potrebbe lasciarlo vagare a fare danni dall’altra parte riservando la discussione sulla sua ineleggibilità per l’ultimo momento utile. 

Chissà, forse la sorpresa della sua auto-candidatura è stata talmente grande da aver mandato in tilt più di un cervello che, appunto, sceglie di configurarla come una allucinazione mentre si tratta di una situazione di caos in cui l’unico ad aver le idee chiare sembra proprio solo Berlusconi. 

E a questo punto dell’analisi che si viene colti dalla nostalgia totale, quella che ti fa rimpiangere le battute di Giulio Andreotti anche se lo consideravi Belzebù, o di Francois Mitterrand anche se da vivo non riuscivi a fidartene del tutto, perché con una battuta riuscivano a togliere di mezzo chi era inappropriato a un ruolo di grande prestigio come quello di presidente di tutti gli Italiani.

Succedeva, ed era come l’affondo di fioretto con l’effetto di una sciabolata, e tu non ci pensavi più. 

Immagine di copertina: Silvio Berlusconi in un ritratto di George W. Bush

Nuovo presidente o mina vagante? ultima modifica: 2022-01-15T11:22:17+01:00 da RENZO SCARPA
Iscriviti alla newsletter di ytali.
Sostienici
DONA IL TUO 5 PER MILLE A YTALI
Aggiungi la tua firma e il codice fiscale 94097630274 nel riquadro SOSTEGNO DEGLI ENTI DEL TERZO SETTORE della tua dichiarazione dei redditi.
Grazie!

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:

Lascia un commento