Valter Vanni, un combattente della politica

A dieci anni dalla sua scomparsa il ricordo di un riformista, che voleva dare un senso alla politica non “di pochi e per pochi”, consapevole del valore e dell’importanza di capire i movimenti e le trasformazioni della società, per allargare le basi della democrazia rappresentativa e della partecipazione.
MICHELE MOGNATO
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Dieci anni fa ci lasciava Valter Vanni, dirigente di partito, uomo delle istituzioni, protagonista della storia della sinistra. Nel lungo percorso politico, le sue capacità lo avevano fatto emergere a livello nazionale, anche per le proposte di riforme istituzionali che mettevano in discussione ambiti e deleghe dei ministeri, per coniugare i vantaggi del vivere in un grande Paese con quelli di forme istituzionali di autogoverno, in ragione della complessità sociale e territoriale del nostro Stato.

La sua biografia testimonia come l’impegno e la militanza politica siano stati totalizzanti, una scelta di vita.

Valter era un combattente della politica, schietto, diretto, dotato di una straordinaria umanità, come sa chi ha potuto condividere con lui lunghe chiacchierate, magari in Piazza Ferretto la domenica mattina.

Era un riformista, che voleva dare un senso alla politica non “di pochi e per pochi”, consapevole del valore e dell’importanza di capire i movimenti e le trasformazioni della società, per allargare le basi della democrazia rappresentativa e della partecipazione.

Chi dirige, chi fa politica – amava ripetere – deve avere idee, proposte, pensieri lunghi senza subalternità e senza puzza sotto il naso.

Considerava l’esperienza fatta sul campo e lo studio fondamentali allo stesso modo, perché con i lavoratori, i giovani, le donne, il mondo dell’impresa grande e piccola, puoi parlare e confrontarti solo se hai fatto un’analisi corretta della situazione e della fase storico-politica in cui vivi. Elaborazione analitica e proposta programmatica: voleva un Partito che non promette tutto a tutti, che non ha paura di verità scomode, che dice ciò che fa e fa ciò che dice.

A chi non lo conosceva bene, Valter poteva sembrare un rigido funzionario di partito, difensore della linea nazionale. Sappiamo invece che, da autentico riformista, ha anticipato e contribuito ai cambiamenti cercando, per esempio, di costruire un Veneto capace di guidare i processi di rinascita dell’Italia, nelle crisi economiche, istituzionali e morali che abbiamo attraversato. La sua convinzione era che la sinistra veneta avrebbe superato una posizione di minoranza e subalternità solo con una nuova cultura della sostenibilità ambientale, per la redistribuzione e il riequilibrio della ricchezza.

Valter, di origini toscane, amava profondamente il Veneto e la nostra città e con determinazione si è occupato d’infrastrutture, di mobilità, di Venezia città – anzi capitale – metropolitana indiscussa.

L’allora segretario del Pd, Walter Veltroni, ai funerali civili di Valter Vanni a Ca’ Farsetti, 25 genanio 2012. A destra Michele Mognato, allora segretario provinciale del Pd.

Il lavoro, con il suo impegno nelle tante crisi delle aziende produttive, specie nella Porto Marghera degli anni Ottanta, anche nel suo ruolo di assessore regionale è stata la sua principale priorità; l’attenzione alla sanità quale bene comune, ha caratterizzato la sua azione politica opponendosi a chi voleva smantellare il ruolo e i compiti del servizio sanitario pubblico. E forse solo oggi si è capisce l’importanza di quella battaglia. 

Con lui ho vissuto grandi momenti di passione politica e forti tensioni, che ci hanno portato a conflitti e divisioni, ma poi tra noi prevaleva sempre una storia comune che ci permetteva di fare altri pezzi di strada insieme.

Anche in una fase di emarginazione politica e di solitudine, Valter non ha mai smesso di pensare, di far politica e considerare con determinazione che davanti alle legittime ambizioni personali c’è l’interesse collettivo, sempre.

È spontaneo chiedersi, in questi giorni, come sarebbe oggi una discussione con lui sulle vecchie e nuove sfide, sulla nostra capacità di governarle. Forse rileggendo le sue pubblicazioni, gli articoli, gli appunti, le relazioni che la Fondazione Rinascita 2007 sta riordinando, potremmo trovare le risposte. 

È anche così che presto si potranno costruire momenti di approfondimento che, attraverso il suo impegno, contribuiscano a ridare alla politica il naturale ruolo di rappresentanza e alla sinistra la forza per affermare quei valori di solidarietà, giustizia sociale e diritti che hanno caratterizzato la vita di Valter.

Valter Vanni, un combattente della politica ultima modifica: 2022-01-23T13:56:36+01:00 da MICHELE MOGNATO

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1 commento

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Margherita Grigolato 27 Gennaio 2022 a 12:48

Bella descrizione di Valter, grazie.
per lungo tempo Valter ha pensato fossi un corpo estraneo alla politica, alla fine è stato accogliente, a suo modo e mi ha dato credito.
Mi spiace che poi il dialogo si sia interrotto con la sua partenza.

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