#Quirinale2022. La pagella di Oronzo Canà

CARMINE FOTIA
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Le elezioni del Quirinale sono da sempre il Big Game italiano. In questa edizione abbiamo visto un tutti contro tutti, squadre che si rimescolavamo, brocchi scambiati per grandi campioni e grandi campioni lasciati in panchina, tattiche e strategie cambiare ogni secondo. Insomma, sembra il famoso metodo a “farfell’” o il “cinque-cinque-cinque” dell’allenatore nel pallone, il mitico Oronzo Canà, che ci aveva ispirato nel compilare il pagellone dell’ultima crisi di governo. Questa volta, però, Canà è venuto a vedere di persona e quindi l’abbiamo intervistato direttamente.

Mister, che partita ha visto?
Ma perché, scusi, è già finita?
Ma come non ha capito? Hanno rieletto il Presidente uscente, Sergio Mattarella.
Ma quando? Visto che in campo non si capiva un chezz’ io credevo che fossero ancora al riscaldamento…
No, no la partita era quella ed è finita, dunque andiamo col pagellone, io le faccio i nomi e lei dà i voti. Cominciamo.

Sergio Mattarella – Francesco Totti 

 “Un capitano, c’è solo un capitano!”, come canta il popolo dello stadio. È il fuoriclasse eterno. È ancora in forma ma sente il peso degli anni e ha annunciato il suo ritiro. È costretto a tornare in campo per salvare la squadra dove ha sempre giocato. La testa gli dice di non tornare, ma l’amore del popolo dei tifosi alla fine lo costringe a cambiare idea. È come se la Roma avesse richiamato il suo capitano dopo l’addio all’Olimpico (e magari sarebbe stata una buona idea). Voto 10 e lode

Mario Draghi – Lionel Messi

Avrebbe voluto giocare in un ruolo diverso da quello che occupa in campo. Più indietro, a centrocampo. Ma le sue magie si esprimono meglio nei metri davanti alla porta. Continuerà a stupire nel suo ruolo tradizionale. Voto 9

Silvio Berlusconi – Franco Baresi 

Il vecchio campione di un’altra epoca che sogna di poter giocare ancora malgrado riesca appena a camminare in campo. È il migliore tra tutti quelli che la sua squadra possa schierare, ma si rende conto che finirebbe con il rendersi ridicolo e offuscare il proprio mito. Si ritira in tempo per non uscire sommerso dai fischi come accade ai suoi compagni di fede. Ma senza di lui la squadra gira a vuoto. Voto 8

Pierferdinando Casini – Giacomo Bulgarelli

Molti pensavano a lui come il nuovo Capitano, ma le rivalità erano troppe. Capisce che se la fascia finisse al suo braccio la squadra perderebbe la sua coesione nella fase cruciale del campionato e chiede al vecchio Capitano di tornare. Signorilità e visione di gioco, come il mitico capitano del Bologna. Voto 9

Giuseppe Conte (“Io sono il centravanti, ma se non arrivano palle buone è difficile fare goal”) – Mashai Oguro 

Al Torino si presenta come il Pippo Inzaghi giapponese. Pensa di essere l’asso del goal e vuole segnare a tutti i costi, anche dando gomitate ai suoi stessi compagni di squadra (vedi il caso Belloni), ma la butta sempre fuori o si perde in dribbling inutili, innervosendo anche i suoi compagni di squadra. Dopo due campionati fallimentari torna in Giappone dove attualmente gioca nella seconda divisione. Indimenticabile il coro che l’accoglieva quando l’allenatore lo chiamava in campo: “Ma ci prendi per il culo, fai entrare addirittura Oguro, Oguro!”. Voto 2

Matteo Salvini – Giorgione Chinaglia

Sarebbe stato un fuoriclasse se avesse tenuto a freno l’irruenza. È molto forte fisicamente, attacca in modo disordinato ma potente. Tuttavia, se non ha un buon regista alle spalle finisce per schiantarsi contro il muro dei difensori avversari. Pretende di fare l’allenatore in campo e fa schiantare la propria squadra. Voto 2

Enrico Letta – Gianni Rivera

Nel gioco di oggi appare un po’ lento e non è certo un giocatore fisico, ma ha visione di gioco e classe da vendere. I suoi lanci sono perfetti, il dribbling usato quanto basta, è il regista di una vittoria netta. Voto 10

Giorgia Meloni – Barbara Bonansea

È la centravanti ideale: è rapida, attacca gli spazi, segna, ripiega quando necessario. Purtroppo per il centrodestra non sono ancora consentite le squadre miste. Rispetta gli avversari, ma non ama la tregua e il compromesso. Voto 10

Matteo Renzi – Mario Balotelli

Ha classe da vendere, ma un carattere impossibile. Litiga con tutti i compagni, manda a quel paese l’allenatore, l’arbitro e i tifosi. Ha compromesso con i suoi errori una carriera fantastica, ma ha azzeccato le partite decisive degli ultimi campionati (Mattarella 1, Conte 2, Draghi 1, Mattarella 2). Con un buon allenatore può ancora essere molto utile. Voto 7

Luigi Di Maio – Lorenzo Insigne

Non ne più di giocare per una società dove non si sente considerato per quel che pensa di valere. Nella partita decisiva non lo fanno giocare se non negli ultimi 5 minuti. Non gli passano il pallone ma sventa un clamoroso autogoal. Alla fine del match manda tutti a quel paese e se ne va a giocare in Canada. Tanti soldi, ma poca gloria. La società gli scatena contro i tifosi ma lui saluta e ne va. Voto 8

#Quirinale2022. La pagella di Oronzo Canà ultima modifica: 2022-01-30T18:12:11+01:00 da CARMINE FOTIA
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