No al parcheggio che deturpa Bergamo Alta

Partito nel 2002 con un’amministrazione di centro-destra, ha poi felicemente navigato tra quelle succedutesi sino a oggi. L’Unesco, dopo aver incluso nel 2017 le Mura di Bergamo come patrimonio mondiale dell’umanità, si è improvvisamente accorta dei lavori, iniziati nell’ormai lontano 2008, che rischiano di compromettere l’integrità storica e architettonica dei beni appena inseriti nella lista.
PIERGIORGIO PESCALI
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[BERGAMO]

Il Parcheggio della Fara, in Città Alta a Bergamo, è da anni oggetto di discussioni e proteste nel comune orobico. Si tratta di un progetto ormai ventennale e che prevede un parcheggio interrato il quale, a lavori ultimati, ospiterà 473 posti auto su nove piani a poca distanza dalle Mura venete risalenti al XVI secolo.

Quelle stesse mura che, il 9 luglio 2017, fecero esultare l’intera città perché l’Unesco le iscrisse ufficialmente nella lista dei patrimoni mondiali dell’umanità.

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Improvvisamente, però, la stessa Unesco si è accorta che i lavori rischiano di compromettere l’integrità storica e architettonica dei beni appena inseriti nella lista. Così, nella riunione tenutasi tra il 16 e il 31 luglio 2021, ha richiesto

allo Stato Parte d’Italia di conformarsi alle raccomandazioni dell’Icomos relative al progetto del parcheggio di Fara e, in particolare, di presentare con urgenza la Valutazione di Impatto sul Patrimonio richiesta dall’Icomos nel dicembre 2019 e di sviluppare un piano globale per le infrastrutture di parcheggio e controllo del traffico per ridurre il traffico e per ridurre o razionare le possibilità di parcheggio in Città Alta di Bergamo per i non residenti in questa parte della città (Unesco, WHC/21/44.COM/18 del 31 luglio 2021).

Una richiesta parecchio strana in quanto quella stessa costruzione, di cui oggi l’organizzazione che fa a capo alle Nazioni Unite chiede la valutazione di impatto sul patrimonio, era già in stato di avanzamento quando le numerose commissioni preposte alla decisione dell’Unesco giunsero in città per controllare che le Mura avessero tutti i requisiti per essere iscritte nella prestigiosa lista mondiale.

Il Comune di Bergamo, a ragione, non sembra preoccuparsi più di tanto: a oggi, dei quasi 1.200 siti iscritti nella lista meno di cinque sono stati successivamente depennati.

Ma questo è solo l’ultimo atto di una lunga serie di atti tragicomici che hanno accompagnato la gestazione e la costruzione di questo mastodontico progetto voluto nel 2002 con la giunta di centrodestra dell’allora sindaco Cesare Veneziani e che ha poi felicemente navigato tra le varie amministrazioni succedutesi sino a oggi. Nel corso della gestazione ventennale dell’opera, tutte le giunte succedutesi a quella di Veneziani si sono sempre premurate di avvisare che la grana se la sono trovata ereditata, uno scaricabarile fin troppo abusato nella politica nostrana. 

Una delle manifestazioni di #noParkingFara, 17 giugno 2017.

Per recuperare i soldi, il cui costo iniziale era previsto in 8.700.000 Euro, si venne a creare nel 2004 la Bergamo Parcheggi Spa “costituita per la realizzazione e gestione del parcheggio multipiano in Città Alta” (da “Fascicolo del bilancio definitivo 2020” del Gruppo ATB Mobilità) che, da quel momento, incasserà i proventi derivati dai parcheggi a pagamento cittadini (il cui numero e andato sempre più ad aumentare a scapito dei parcheggi gratuiti). La Bergamo Parcheggi Spa appartiene al 32 per cento ad ATB e al 68 per cento a Parcheggi Italia, azienda privata che gestisce impianti di posteggio in una ventina città italiane.

I lavori iniziarono nel 2008 (sei anni dopo l’approvazione dell’opera, e già qui…) con l’amministrazione di centrosinistra del piddino Roberto Bruni, ma si interruppero quasi subito per una frana che venne tamponata con materiale di scavo contenente rifiuti tossici (sarà lo stesso Bruni a difendere, in qualità di avvocato, la ditta responsabile in altri processi in cui è accusata di comportamenti simili).

Le attività restarono ferme durante tutta la giunta di centrodestra di Tentorio e ripresero con la giunta di centrosinistra di Gori, salito a Palazzo Frizzoni nel 2014 impegnandosi a “completare l’opera verificando la possibilità di ridurne la dimensione, compatibilmente con la sostenibilità del progetto” (dal “Programma amministrativo di Gori, 2014).

Nulla, invece, a oggi si è risolto per quanto riguarda “una sequenza di parcheggi gratuiti in periferia, lungo le direttrici di accesso alla città con funzioni di interscambio, collegati al centro con linee di trasporto pubblico a percorrenza agevolata” (dal “Programma amministrativo di Gori”, 2014). Bergamo continua a essere una città con grosse problematicità di traffico urbano ed extraurbano (ci sono intere aree della provincia che non vengono servite durante le giornate festive).

Blocco del cantiere del Parcheggio in Fara. #NoParkingFara, 20 giugno 2018.

L’amministrazione Gori, inoltre, dopo aver promesso che “il parcheggio (della Fara, ndr) sarà riservato ai residenti e ai lavoratori del centro storico” (dal “Programma amministrativo di Gori”, 2014) ne ha allargato l’uso anche ai turisti.

E così, un parcheggio che secondo l’amministrazione avrebbe dovuto terminare “entro il 15 marzo 2019” (da “Lettera aperta ai cittadini di Giorgio Gori”, 27 giugno 2017), oggi è ancora in piena fase di sviluppo e, a essere ottimisti, aprirà solo nel 2023 con un costo lievitato a circa 20 milioni di euro (rispetto ai circa 9 iniziali). Questo nonostante che nella suddetta lettera ai cittadini lo stesso Gori avesse assicurato che non ci sarebbe stato “nessun ulteriore esborso per il Comune rispetto quanto definito dalla convenzione, anzi: possibilità di ottenere migliorie tecniche in fase di esecuzione dei lavori, in caso, probabile, di ribasso nel costo dei lavori.”

Non solo, anche il ruolo del parcheggio, il cui “obiettivo che ci diamo è quello di togliere le auto dalle piazze interne di Città Alta, a partire da Piazza Mascheroni” (dal “Programma amministrativo di Gori”, 2014) viene improvvisamente a mutare: non più togliere le auto dalle piazze interne di Città Alta, ma “liberazione delle auto di ALCUNE piazze storiche quali Piazza Angelini, OFFRENDO AI RESIDENTI UNA PIAZZA MERCATO DEL FIENO A LORO RISERVATA E PIAZZA CITTADELLA con la trasformazione degli stalli sulle mura da blu a gialli.” (da “Lettera aperta ai cittadini di Giorgio Gori”, 27 giugno 2017, le maiuscole sono mie).

Su questi intenti, di liberare dalle auto le piazze del centro storico, nel 2020 il parcheggio della Fara vinse anche il premio Pimby (Please In My Back Yard) di Fise Assoambiente, l’associazione che raggruppa le imprese private che gestiscono servizi ambientali e di cui è presidente Chicco Testa. La motivazione espressa era che

L’iniziativa, superando la possibile conflittualità tra residenti d operatori economici, consentirà, anche grazie a un parcheggio interrato, di liberare dalle auto alcune piazze storiche e ridurre il traffico veicolare in accesso.

Bergamo Alta, con in primo piano il cantiere del parcheggio della Fara (Foto BGReport)

In realtà la conflittualità non è stata affatto superata: a contrastare il progetto comunale sono scese in campo numerose associazioni spontanee di cittadini che fanno a capo a NoParkingFara, costituitasi nel 2016, oltre alla sezione locale di Legambiente e l’Associazione per Città Alta e Colli. Sono state raccolte anche 6.400 firme (tante, in una città di 120.000 abitanti) che chiedevano la sospensione dei lavori. Il successo dell’iniziativa ha indotto le associazioni a proporre un referendum tra la popolazione che il sindaco ha negato perché non rientrerebbe nel regolamento comunale. Di fronte al muro della giunta, NoParkingFara ha allargato i suoi campi di intervento pungolando Palazzo Frizzoni affinché venga avviato un processo di inclusione politica della cittadinanza su processi di trasformazione urbana, come ad esempio il Centro Piacentiniano e lo sviluppo dell’aeroporto di Orio al Serio.

Il Parcheggio della Fara ha anche interessato la Sovrintendenza, che il 21 settembre 2018 ha richiesto una revisione del progetto di sistemazione della superficie del parco che andrebbe a ricoprire lo scavo. Se prima il Comune aveva intenzione di intervenire realizzando un semplice giardino pubblico, ora l’area a fine lavori sarà riconvertita a bosco urbano con la direzione dell’architetto portoghese João Nunes, che assieme ad altri colleghi sta progettando “La Città del futuro” che rivoluzionerà l’assetto meridionale della città orobica.

No al parcheggio che deturpa Bergamo Alta ultima modifica: 2022-02-02T15:53:18+01:00 da PIERGIORGIO PESCALI
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