Solo una parola: FENOMENO

Rafa Nadal, laureatosi campione agli Australian Open battendo in finale il fortissimo russo Medvedev, di dieci anni più giovane, non è, dunque, solo un mito da ventuno slam vinti in carriera ma anche un personaggio positivo, un simbolo e un punto di riferimento in una società priva di modelli.
ROBERTO BERTONI BERNARDI
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Di Rafa Nadal abbiamo ammirato, fin dagli esordi, innanzitutto l’umanità. La classe e il talento sono fuori discussione ma è l’aspetto personale quello che ha sempre fatto la differenza. “Caliente” come solo i latini sanno essere, si è costantemente distinto, tra i fuoriclasse assoluti, per la gentilezza dei modi e la saggezza dimostrata nelle prese di posizione. Più espressivo dell’algido Federer, fenomeno con la racchetta in mano ma leggermente meno estroverso e più timido nel dare battaglia su questioni dirimenti, e nulla a che spartire con il pessimo Đoković, divenuto ora paladino dei no vax ma complessivamente discutibile anche prima della pandemia.

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Rafa Nadal, laureatosi campione agli Australian Open battendo in finale il fortissimo russo Medvedev, di dieci anni più giovane, non è, dunque, solo un mito da ventuno slam vinti in carriera ma anche un personaggio positivo, un simbolo e un punto di riferimento in una società priva di modelli. Non ha mai ostentato, infatti, la propria fama e la propria ricchezza, non si è mai lasciato andare a comportamenti men che corretti e rispettosi nei confronti del prossimo, non ha mai amato gli eccessi, ha vinto moltissimo e saputo accettare le poche sconfitte, non ha mai sofferto per la rivalità con gli altri talenti della sua generazione e siamo sicuri che sarà formidabile anche nell’uscita di scena, quando capirà che sarà arrivato il momento di dedicarsi ad altro.

La prima pagina di Marca, il principale giornale sportivo spagnolo

Per ora, e speriamo ancora a lungo, ce lo godiamo sui campi da tennis, con la sua classe cristallina e la sua tenacia senza eguali, le stesse caratteristiche che ce l’hanno fatto amare fin dall’inizio, quando lo ammirammo agli Internazionali di Roma del 2005 e ci rendemmo conto che quel ragazzo, all’epoca appena diciottenne, aveva una marcia in più. Sulla terra rossa, nonostante l’età, ancora non teme rivali. Sull’erba e sul cemento qualcuno può permettersi di metterlo in discussione ma non sono molti; anzi, diciamo che si contano sulle dita di una mano gli avversari in grado di impensierirlo.

Siamo lieti che facciano parte della categoria alcuni astri nascenti di casa nostra: su tutti Berrettini e Sinner, ma la nidiata della racchetta tricolore ci sta regalando soddisfazioni immense e ancora di più ce ne darà in futuro. Rafa Nadal un giorno li osserverà dalla tribuna, li applaudirà e sarà felice per i loro successi. Per il momento, non ha ancora deciso di abdicare e continuerà a dare del filo da torcere a chiunque, sfidando l’anagrafe, gli acciacchi, le crescenti difficoltà di tenuta fisica e la comprensibile volontà dei giovani leoni di spodestarlo dal trono. L’auspicio è che quando ci saranno riusciti gli tendano la mano e ne seguano la condotta, non limitandosi ad ammirarlo per come si comporta in campo ma soprattutto per i valori che incarna. Perché c’è stato un tennis prima e dopo Nadal: per epica, bellezza, temperamento, follia, resistenza ma anche per l’innata capacità del maiorchino di metterci l’anima fino all’ultimo, di vincere in rimonta, di contrastare ogni avversario e di uscire comunque a testa alta. Tutto ciò fa di lui un intramontabile: un po’ come fu Bartali nel ciclismo, un po’ com’è Buffon nel calcio. Sono quei personaggi destinati a cambiare uno sport, e potremmo dire lo sport, per sempre. E noi gli rendiamo omaggio e ci inchiniamo di fronte a tanta spontanea grandezza, mai esibita e per questo ancora più bella.

Solo una parola: FENOMENO ultima modifica: 2022-02-04T19:52:44+01:00 da ROBERTO BERTONI BERNARDI
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