Il talento di Madame Foer

Drusilla lascia intravedere con leggera maestria incorniciata in sensibilità, che esiste un’altra possibilità, un’altra direzione, una libertà di scelta, una nuova occasione che abbraccia tutta la sfera esistenziale. E di questo Sanremo 2022 resterà l’unica e inossidabile stella.
ANTON EMILIO KROGH
Condividi
PDF

Tutti parlano di Drusilla, e a giusta ragione. Come merita, questo personaggio uscito dalla vena creativa e talentuosa di Gianluca Gigo Gori, dal palco del Teatro Ariston ha avuto una consacrazione nazionale e oggi tutti, ma proprio tutti, finalmente la conoscono. Si potrebbero scrivere pagine e pagine sul talento smisurato di questo artista e sulla sua sensibilità e delicatezza nell’affrontare temi difficili e conflittuali entrando in punta di piedi nella nostra anima e nel cuore di chi ascolta. Le polemiche sono inevitabili, i detrattori non mancano tra benpensanti, falsi moralisti e conservatori asserragliati nel loro piccolo mondo polveroso. Dispiace leggere di delusioni e false aspettative da parte di un pubblico più aperto, addirittura di attivisti LGBTQ o altre fasce di popolazione più “elevata”, la minoranza comunque e per fortuna. Spero ci ripenseranno e comprenderanno l’immensa valenza sociologica di quel monologo sull’unicità e contro la diversità, andato in onda su Rai1 davanti a milioni di persone. Messaggio di grande libertà che nell’era dei Pillon e delle Meloni resta fondamentale e dispiace per chi non l’ha compreso.

ytali è una rivista indipendente. Vive del lavoro volontario e gratuito di giornalisti e collaboratori che quotidianamente s’impegnano per dare voce a un’informazione approfondita, plurale e libera da vincoli. Il sostegno dei lettori è il nostro unico strumento di autofinanziamento. Se anche tu vuoi contribuire con una donazione clicca QUI

Rappresenta invece una forzatura volere necessariamente classificare o ancora di più ingabbiare Drusilla Foer in una categoria che ne delinei precisamente i confini e soprattutto cosa e chi dovrebbe rappresentare. Lo ha detto lei stessa dal palco dell’Ariston che siamo tutti “unici”, che nessuno è come qualcun altro, perché è l’unicità che contraddistingue ognuno di noi, e non solo per le caratteristiche fisiche, per il colore della pelle, per le pulsioni o per l’identità sessuale, ma anche per il bagaglio di emozioni, di ricordi, di affetti, di vuoti, di paure, di nostalgie, di allegrie, di dolori, di legami, di radici che affollano le nostre vite. E nessuno di questi “pacchetti”, che ci contraddistingue e che lei ci ha esortato a tenere alto con le nostre mani verso il cielo, sarà mai uguale a un altro.

Siamo tutti “unici”! Otto miliardi di persone “uniche”, otto miliardi di individui, ognuno dei quali potrebbe e dovrebbe gridare ogni giorno ad alta voce (e concedetemi di citare il titolo di un mio libro): “Come ME non c’è nessuno”! 

Potremmo chiamare in causa, come ha scritto qualcuno, le Sorelle Bandiere o Platinette, Renato Zero o Amanda Lear, Mastelloni e Paolo Poli solo per citare esempi di arte mista a trasgressione; ma potremmo anche citare Boy George, Madonna, Davide Bowie, Freddie Mercury, insomma tutti quegli artisti che negli anni – alcuni anche “en travesti” – hanno portato sul palco insieme alla loro arte anche ambiguità, trasgressione, anticonvenzionalità, e citarli solo per dire che nulla di nuovo si è visto all’Ariston. La grandezza di ieri non esclude quella di oggi, proprio per il concetto di “unicità” anche su un palcoscenico e davanti a una telecamera.

Drusilla parla al suo interlocutore, lascia intravedere con leggera maestria incorniciata in sensibilità che esiste un’altra possibilità, un’altra direzione, una libertà di scelta, una nuova occasione che abbraccia tutta la sfera esistenziale. La sensazione di ascoltare un’amorevole zia che ci indica una strada da percorrere. Tutto con la leggerezza di un battito di ali di farfalla, non turba ma commuove, perché la delicatezza mista all’ironia fa riflettere e probabilmente lascia delicatamente perplesse anche le menti più corazzate e ostiche a ricevere segnali su altre possibilità di esistenze libere e variegate. Che importa se sia uomo, se sia donna, eterosessuale, omosessuale, nell’assenza di classificazione c’è l’essenza stessa e la forza del messaggio, l’importanza di essere su Rai1 e su quel palco. 

Questa è Drusilla per me, questo è il suo immenso pregio e talento, questa è la sua “unicità”.

Ma dietro Drusilla c’è Gianluca, e quella sensibilità e delicatezza che arriva dal palco mi fa piacere ricordare che io l’ho colta dal primo istante in cui ci siamo incontrati, in un’assolata giornata di maggio a Firenze, ormai un po’ di anni fa. Arriva da ogni sguardo, da un sorriso e da un abbraccio e finisce con l’avvolgerti in una delicata coperta di accoglienza.

Credo che ognuno di noi alla fine del suo monologo si sia sentito un pò avvolto da quella coperta. 

E non raccontiamoci bugie, di questo Sanremo 2022 Madame Foer resterà l’unica e inossidabile stella, né canzoni né altri ospiti e co-conduttrici lasceranno il segno. Questa non è un’opinione ma una certezza!

Il talento di Madame Foer ultima modifica: 2022-02-05T10:10:09+01:00 da ANTON EMILIO KROGH
Iscriviti alla newsletter di ytali.
Sostienici
DONA IL TUO 5 PER MILLE A YTALI
Aggiungi la tua firma e il codice fiscale 94097630274 nel riquadro SOSTEGNO DEGLI ENTI DEL TERZO SETTORE della tua dichiarazione dei redditi.
Grazie!

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:

Lascia un commento