Arsenale e città, una simbiosi vitale che Brugnaro sta soffocando

Incomprensibile la scelta fatta da questa amministrazione di disfarsi di aree così importanti e strategiche per Venezia. L’unico suo obiettivo è utilizzare quest’area solo come palcoscenico per feste, eventi o sfilate.
MONICA SAMBO
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Il Comune cede delle aree dell’Arsenale invece di dare un futuro alla città! Dopo una lunga battaglia dei cittadini e della politica nel 2012 Ca’ Farsetti aveva ottenuto dal Demanio delle importanti aree interne all’Arsenale. Una conquista ottenuta grazie alla giunta di centrosinistra e alla grande partecipazione e mobilitazione che si era realizzata in quegli anni.

Un grande traguardo, festeggiato da tutta la città, nella convinzione che l’Arsenale fosse veramente uno dei luoghi fondamentali per il futuro della città. 

Per questo è incomprensibile la scelta fatta da questa amministrazione di disfarsi di aree così importanti e strategiche per Venezia. 

Una scelta dettata dall’incapacità dì questa amministrazione di elaborare una progettualità sull’Arsenale (come su tutta la città) ma anche della miopia della giunta Brugnaro nel non voler riconoscere il lavoro fatto nel passato e di voler cancellare ogni traccia di quanto elaborato anche dal centrosinistra nel corso degli anni. 

Si pensi solo al grande lavoro che negli anni aveva portato alla redazione del piano direttorio del Comune, il lavoro dell’Ufficio Arsenale, della Municipalità di Venezia e varie proposte provenienti dalle associazioni del territorio.

Dopo questa importante conquista la Giunta Brugnaro ha paralizzato ogni attività, cancellando con un colpo dì spugna l’Ufficio Arsenale e utilizzando gli spazi come mero palcoscenico per eventi e feste, senza una reale fruibilità pubblica.

Oggi la Giunta Brugnaro, dopo aver cancellato ogni progettualità, e non aver proposto nemmeno un’idea, ha deciso di cedere spazi importanti dell’Arsenale ad altri enti, e senza alcun progetto di valorizzazione, come nel caso della Marina.

È evidente che l’approvazione di questo protocollo, che si disfa delle aree di proprietà comunale, che risulterebbero inalienabili come stabilito dalla legge del 2012, rappresenta la volontà di non dare alcun futuro a Venezia e di eliminare ogni progettualità.

Il Comune cede, in modo definitivo, queste importanti aree alla Marina e, come contropartita, riceve solo l’utilizzo della Darsena per il Salone nautico. Confermando in tal modo la volontà dì utilizzo di quest’area solo come palcoscenico per feste, eventi o sfilate.

Dal 2015 abbiamo chiesto più volte all’amministrazione di aprire un dibattito in città per l’utilizzo e la fruibilità dell’Arsenale, ma dopo le varie promesse ci troviamo di fronte a un protocollo preconfezionato senza la possibilità di un intervento.

Monica Sambo mentre interviene alla manifestazione del 6 febbraio scorso.

Purtroppo non c’è una visione strategica dell’Arsenale e questa amministrazione non ha compreso le potenzialità di un compendio così strategico e importante, decidendo di fatto di liberarsi di parte delle aree. Ancora non sappiamo nulla sulla reale fruibilità e l’accessibilità pubblica, non c’è alcuna progettazione in merito a insediamenti produttivi (come la cantieristica e l’artigianato) che potrebbero beneficiare degli effetti della Zona Logistica semplificata.

Inoltre che futuro avrà il Centro studi per i cambiamenti climatici, che poteva essere insediato proprio all’Arsenale?

Anche questa volta l’amministrazione ha perso una straordinaria occasione per fare un percorso partecipato, ma soprattutto per dare un futuro a questa città (che non sia la sola monocultura turistica).

Per questo, proprio perché la conquista dell’Arsenale è frutto dell’azione della mobilitazione cittadina e del centrosinistra, come Partito democratico abbiamo deciso di scrivere ai Ministri per spiegare la situazione e per far comprendere che questa scelta voluta dalla Giunta Brugnaro va contro agli interessi dei residenti e della città, e ci porta indietro di anni.

Come Pd veneziano, intendiamo continuare il percorso che porti a completare la riconsegna dell’Arsenale alla città. 

Per questo abbiamo deciso di avviare un percorso partecipato di confronto insieme alla città, perché l’Arsenale è dei veneziani ma soprattutto l’Arsenale può essere il futuro di questa città. 

Arsenale e città, una simbiosi vitale che Brugnaro sta soffocando ultima modifica: 2022-02-17T15:57:49+01:00 da MONICA SAMBO
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