Grecia. La farsa dei manipolatori della storia

Il leader del Partito comunista smonta le presunte rivelazioni di uno storico russo-americano, che trovano eco nel dibattito greco, sul delicatissimo e molto dibattuto periodo della guerra civile dal 1946 al 1949, con argomenti ma anche con sarcasmo sferzante.
DIMITRI DELIOLANES
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[ATENE]

L’inizio della nostra storia è stato segnato nelle prime settimane di febbraio da Dīmītrios Koutsoumpas, segretario generale del Partito comunista greco. Koutsoumpas e il suo partito sono comunisti puri e duri, ben lontani dalle facezie e le battute ironiche. Tanto più quando in Parlamento si dibatte su una mozione di sfiducia verso il governo di destra di Kyriakos Mitsotakis. Eppure, proprio in quella occasione Koutsoumpas ha sorpreso tutti. Stava denunciando la penosa figura che fa l’informazione greca, pienamente piegata alla miserabile propaganda del governo. Poi è rapidamente passato alla parimenti penosa figura che sta facendo una parte dell’Intelligencija ellenica, con professori, accademici, scrittori, artisti e altri pronti a giustificare la distruzione del Partenone, del sistema scolastico, del diritto del lavoro, dell’ambiente, del paese, della stessa logica, pur di guadagnare un posticino redditizio di nomina governativa.

Sergey Radchenko

A un certo punto Koutsoumpas se l’è presa con il tentativo che fanno alcuni professori di destra, come Stathis Kalyvas, di manipolare la storia, specialmente il delicatissimo e molto dibattuto periodo della guerra civile dal 1946 al 1949.

Vedo storici che non sanno nulla e citano quel papa..papa.. paparadchenko che ha pubblicato dei documenti secondo lui inediti e rivelatori. Se avessero chiesto a noi avremmo donato loro i libri che ha pubblicato anni fa la nostra casa editrice con gli stessi documenti che non sono né inediti né rivelatori,

ha gridato con passione il segretario comunista. 

Quel “paparadchenko” probabilmente è stata un’invenzione del momento. “Paparas” in greco colloquiale è chi parla a vanvera, persona di nessun conto. Piena svalutazione dello storico americano di origine russa Sergey Radchenko. Il quale ha peccato di leggerezza su un argomento a lui evidentemente piuttosto oscuro, ma in questo paese capace di infiammare lo scontro politico. 

Il segretario generale del comitato centrale del KKE, Dimitris Koutsoumpas solidale con la protesta degli agricoltori di Livadia.

Il fatto è che nelle sue ricerche negli archivi sovietici Radchenko ha fatto delle scoperte. In particolare ha scoperto quattro messaggi interni della leadership sovietica riguardanti le richieste di armi, divise e altro dei comunisti greci. Preso dall’entusiasmo, lo studioso americano ha pubblicato i documenti su Twitter, presentandoli come inediti. Un’offerta irresistibile per la destra greca, specialmente quella estrema attualmente al governo: per loro la guerra civile non è mai finita e la sinistra non è l’avversario politico sconfitto ma il nemico da combattere nell’eternità. 

Ecco quindi che gli “inediti” documenti si trovano a loro insaputa a “rivelare” qualsiasi cosa possa immaginare la fantasia di politici e militanti pochissimo informati ma sempre pronti a indossare le vesti di un anticomunismo da Guerra Fredda. Ecco quindi lunghi servizi sulle tv private filogovernative riguardanti la “sconvolgente rivelazione” che durante la guerra civile i sovietici stavano dalla parte dei comunisti. Chi l’avrebbe mai detto! Tale insospettabile verità si basa sul fatto che Mosca sosteneva la guerriglia comunista, usando però solo armi tedesche, in modo da non esporsi. Qualcun altro ha quindi scritto che i documenti di Radchenko dimostrerebbero l’intenzione dei comunisti greci di “consegnare la Macedonia e la Tracia” alla già sovietizzata Bulgaria.

Nikos Zachariadīs

Leggendo Il documento si capisce invece tutt’altro: lo scetticismo della leadership sovietica rispetto all’ambizioso progetto del capo dei comunisti greci Nikos Zachariadis di trasformare la guerriglia in esercito regolare forte di 50.000 uomini e occupare Salonicco. Il progetto puntava al controllo di un territorio del paese e offrire così una base ai paesi socialisti per il riconoscimento del “governo provvisorio” comunista, alternativo a quello monarchico di Atene, fortemente sostenuto dai britannici prima e dagli americani in seguito. Proprio su questo progetto, di passare cioè dalla ben collaudata guerriglia alla guerra convenzionale, c’è stata anche la clamorosa rottura tra il capo guerrigliero Marcos Vafiadis e il segretario del partito. Quest’ultimo vinse la controversia ma alla fine perse la guerra.

Malgrado la sconfitta, Zachariadis, che è morto suicida in Siberia, è tuttora considerato dai comunisti greci un leader capace e coraggioso. Tutt’altra l’opinione, che mi sono formato personalmente, che ovviamente non conta nulla di fronte alla profonda conoscenza dell’argomento che Radchenko ha dimostrato. Credo che si trattasse di un avventuriero costantinopolitano, che si è alfabetizzato alla famosa scuola di comunismo KUTV di Mosca, persona che poi il Comintern ha imposto a capo dei comunisti greci, con scarsissimi risultati. L’unico servizio che Zachariadis ha offerto al suo partito e al suo paese è stato l’appello dal carcere rivolto ai comunisti il 28 ottobre 1940: mettersi in prima fila nella difesa della patria di fronte all’aggressione di Mussolini. Era la base di quella gagliarda ed eroica resistenza per la quale i comunisti greci non hanno mai smesso di essere meritatamente orgogliosi. Ma Zachariadis allora non era in Grecia ma a Dachau. Quando ci tornò nel dopoguerra, ebbe la brillante idea di rispondere con le armi alle ripetute provocazioni della destra monarchica. Esattamente il contrario di quello che ha fatto il prudente Togliatti, che disponeva di ben altro fiuto politico.

Radchenko ha avuto notizia del fatto che il suo nome, seppure storpiato, sia stato citato nel Parlamento greco. Ma nel complesso l’ha presa bene. In una serie di messaggi su Twitter ha evitato di commentare l’insulto e riguardo alla gaffe ha rimandato al suo libro sulla NATO e la Guerra Fredda, in cui c’è un capitolo dedicato proprio alla Grecia. Peccato che l’adesione della Grecia alla NATO sia avvenuta nel 1952, ben tre anni dalla fine della guerra civile.

Grecia. La farsa dei manipolatori della storia ultima modifica: 2022-02-20T14:12:26+01:00 da DIMITRI DELIOLANES
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