#8Marzo2022. La Giornata della Donna arriva con un sussurro

JUDITH NEWCOMB STILES
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Quest’anno, l’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, è eclissata dagli orrori della guerra in Ucraina. Ai tempi della Seconda guerra mondiale, la gente di tutto il mondo riceveva frammenti di notizie di guerra alla radio, sui giornali e brevi cinegiornali sgranati nelle sale cinematografiche. Oggi, le notizie a colori in tempo reale ci vengono istantaneamente fornite sui nostri telefoni. Le donne (e gli uomini) di tutto il mondo ricevono per via endovenosa il dolore della guerra in Ucraina.

Nella Giornata Internazionale della Donna, è importante ricordare che le donne hanno partorito ogni bambino diventato soldato che è stato ucciso in guerra – e in ogni guerra nel corso della storia umana. Poiché il processo della vita inizia nel corpo di una madre (condividendo sangue e cibo), le donne hanno una comprensione innata della preziosità della vita e, a sua volta, una repulsione verso la guerra. 

L’8 marzo 1917, donne russe marciarono a Pietrogrado, ora San Pietroburgo, per protestare contro la guerra (la Prima guerra mondiale) e la mancanza di cibo in quella che fu chiamata la marcia “per il Pane e la Pace”. Con la loro forza numerica, questa manifestazione alimentò la rivoluzione del 1917 e la rimozione dello zar Nicola II. Le donne e le madri capiscono la connessione tra pane e pace.

8 marzo 1917. La grande protesta delle donne a Pietrogrado per la mancanza di cibo, per le pessime condizioni di vita e contro la guerra.
Il pane di Elissa Altman

 L’umanista, gastronoma e autrice di Motherland, Elissa Altman, comprende come il nutrimento, non il conflitto, costruisca la famiglia, la comunità e la cooperazione. Scrive Altman:

Sono le donne che guardano, le donne che aspettano, le donne che piangono, non sapendo chi tra loro andrà e chi tornerà. Una volta ho sentito parlare di donne palestinesi e israeliane, mentre i loro mariti, figli e figlie si scontravano, che si lanciavano illegalmente il pane oltre le barriere, perché loro e i loro figli non patissero la fame. Quando iniziò l’assedio dell’Ucraina, ho cotto il pane al forno come fossi posseduta, evocando il fantasma della mia bisnonna, che morì colpita sotto il tiro di una mitragliatrice nazista fuori Leopoli nel 1942. Vedo i volti di questi uomini e donne che proteggono le loro case sfidando le probabilità di farcela in questo paese noto per la sua musica e il suo grano.

In Italia, la Giornata Internazionale della Donna, Festa Della Donna prese piede nel 1945 quando l’Unione delle Donne Italiane affermò che l’8 marzo doveva essere un giorno di celebrazione della donna e dei diritti delle donne. Questo evento è di basso profilo, è meno politico in questi giorni: è più il giorno in cui si offrono mimose gialle a una donna speciale nella tua vita.

La scrittrice e poetessa Mary DeRocco, italoamericana di seconda generazione, descrive la guerra attraverso gli occhi di sua madre, Immacolata Ottati, originaria di Pisciotta:

Mussolini, sempre lui, l’uomo forte, eccita all’ira la gente del nord, raduna folle in un delirio. Combattete per ciò che vi spetta, istiga! Ha messo in giro la voce di un’invasione dell’Etiopia in autunno. Ma perché mai l’Italia deve invadere l’Etiopia? Tutti vogliono vivere la loro vita in pace. Non ci sono abbastanza problemi inaspettati che la vita porta alla nostra porta? La guerra è ciò che cercano gli uomini con l’anima perduta. Sogni del potere, si sentono Re. Inseguono la propria immagine, distruggono ciò che gli altri coltivano e mettono insieme un impero. Questo mondo è agitato dal caos e dalla cattiva volontà.

Siamo paralizzati dalla paura quando vediamo clip sui nostri telefoni di madri e neonati che si nascondono in unità di terapia intensiva improvvisate nel seminterrato in Ucraina.

Ma cosa possiamo fare, noi? E dove sono il pane e la pace?

Se migliaia di uomini e donne russi hanno protestato contro la guerra nelle strade con la minaccia di finire in prigione, e se ventimila operaie dell’abbigliamento marciarono per migliori condizioni di lavoro e per il diritto di voto – lo sciopero della camicia di New York nel 1909 – le donne e le madri del mondo dovrebbero fare qualcosa. E il minimo che possiamo fare è alzare il telefono e chiedere ai nostri leader politici (i cui stipendi li paghiamo noi con le nostre tasse: lavorano per noi) di ottenere una tregua immediata. E basta ruminare e parlare di cessate il fuoco. Fatelo! Sono i nostri leader, e sono stati assunti da noi per fermare questa guerra prima che un megalomane prema un pulsante e faccia esplodere il mondo intero.

Immagine di copertina: 1916, la protesta di massa delle donne per il diritto al voto, Albany, NY [la settima da sinistra è Katherine Toofe (Stiles), nonna dell’autrice, Judith Newcombe Stiles].

IN ONORE DELLA GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA
di Mary DeRocco

Una foto scatena un desiderio così forte
d’essere fuori nel mondo a divertirsi
così forte che sento male allo stomaco
memoria emotiva nell’utero
i desideri di mia madre si riversano nel liquido amniotico che mi fa galleggiare
il suo sangue il mio sangue la sua carne la mia carne Lei desidera
Essere Amata Essere Vista Essere Libera nel mondo divertendosi
quanto le piaceva divertirsi con le ragazze del quartiere
tutte Pisciottane-Americane di prima generazione
gli anni della guerra
spostamenti sismici per le donne che si liberavano
una foto di mia mamma appena ventenne
scattata in una visita a New York City
è seduta su un muro al Rockefeller Center Prometeo fa capolino dietro di lei
le gambe incrociate alle caviglie un berretto da marinaio in testa
lei è raggiante il suo sorriso luminoso di malizia
il papà, crescendo, non ha mai dato botte al suo osare
Essere Amata Essere Vista Essere Libera nel mondo
il suo sangue il mio sangue la sua carne la mia carne

IN HONOR OF INTERNATIONAL WOMEN DAY
By Mary DeRocco

A photo triggers a yearning so strong
to be out in the world having fun
so strong I feel sick to my stomach
this emotional memory in utero
my mother’s yearnings spills into the amniotic fluid that floats me
her blood my blood her flesh my flesh She yearns
To Be Loved To Be Seen To Be Free Out in The World Having Fun
she had a taste with her neighborhood homegirls 
everyone a first generation Pisciottani-Americani 
the war years
seismic shifts for women being free
my Ma in her early 20’s
photo snapped a visit to New York City
she sits on a wall at Rockefeller Center Prometheus peeks out behind her
her legs crossed at the ankles a sailor’s cap on her head
she is radiant her smile bright with mischief
growing-up Pa never Beat The Dare outta her
To Be Loved To Be Seen To Be Free Out in The World
her blood my blood her flesh my flesh

#8Marzo2022. La Giornata della Donna arriva con un sussurro ultima modifica: 2022-03-08T11:09:47+01:00 da JUDITH NEWCOMB STILES
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