#Ucraina. Conflitto su Abramovich a Porto

La concessione della cittadinanza portoghese all’oligarca russo, facilitata dal rabbino Litvak, suscita imbarazzo e polemiche.
ANGELICA FEI BARBERINI
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[PORTO]

Daniel Litvak, rabbino della Comunità israelitica di Porto, responsabile ultimo della certificazione dei discendenti sefarditi che ha permesso all’oligarca russo Roman Abramovich di ottenere la nazionalità portoghese, è stato arrestato venerdì scorso dalla polizia giudiziaria.

Secondo il quotidiano Público, il rabbino si stava preparando a partire per Israele al momento dell’arresto mentre l’indagine della magistratura e della polizia si starebbe già concentrando su altri membri di rilievo della Comunità di Porto. Oggetto di indagine sarebbero presunte irregolarità commesse nei procedimenti di concessione della nazionalità portoghese ai discendenti di ebrei sefarditi. 

La possibilità di concedere la nazionalità portoghese ai discendenti di ebrei sefarditi è infatti prevista per legge dal 2013, come forma di “risarcimento” nei confronti dei discendenti di ebrei che furono espulsi dalla penisola iberica alla fine del XV secolo. Per ottenere la cittadinanza, il richiedente deve dimostrare di appartenere a una comunità sefardita, indipendentemente dall’attuale Paese di residenza. 

Uno di questi casi è quello del miliardario russo Roman Abramovich, proprietario del Chelsea che, fra le proteste di alcuni oppositori come Alexei Navalny, è divenuto, dal 30 aprile 2021, cittadino portoghese proprio ai sensi della legge sulla nazionalità degli ebrei sefarditi.

La notizia in un tweet dell’anenzia russa Novosti

Va notato che l’Ufficio del procuratore generale aveva già annunciato il 19 gennaio – quindi prima dell’inizio della guerra in Ucraina – che la concessione della cittadinanza portoghese a Roman Abramovich era all’esame del pubblico ministero. Le indagini si sono protratte e adesso, il rabbino Daniel Litvak è sospettato dei reati di associazione a delinquere, corruzione attiva, riciclaggio di denaro, frode fiscale e traffico d’influenza nel caso Abramovich, ma anche di altri processi di naturalizzazione di discendenti di ebrei sefarditi (fra questi quello di un altro miliardario, il franco-israeliano Patrick Drahi).

In una dichiarazione, la polizia giudiziaria ha affermato che la sua Unità nazionale anticorruzione ha effettuato diverse perquisizioni domiciliari e non, compreso uno studio legale, nell’ambito di un’indagine condotta dal Departamento Central de Investigação e Ação Penal e che è stata sequestrata un’ampia documentazione che sarà analizzata a breve. La comunità ebraica di Porto ribatte sostenendo di essere vittima di una “campagna denigratoria” e ribadendo di aver sempre operato nel rispetto delle norme e nell’osservanza dei più rigidi standard etici.

 Un portavoce di Abramovich ha intanto reso noto che il magnate e i suoi collaboratori si rendono disponibili per dimostrare che “tutto il processo di naturalizzazione è avvenuto nel pieno rispetto delle leggi”. 

Il rischio di perdere la cittadinanza portoghese, proprio nelle settimane di guerra in Ucraina, è senz’altro una ulteriore, problematica coincidenza per l’oligarca russo mentre il rabbino Daniel Litvak, nel frattempo, è stato rilasciato dopo l’arresto della settimana scorsa. In attesa del processo, ha l’obbligo di presentarsi periodicamente alle autorità giudiziarie, nonché di rispettare il divieto di lasciare il paese.

#Ucraina. Conflitto su Abramovich a Porto ultima modifica: 2022-03-16T09:19:15+01:00 da ANGELICA FEI BARBERINI
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1 commento

Idalberto Fei 16 Marzo 2022 a 11:56

Interessante e inaspettato, brava

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