Mondi di versi

Nell’antologia curata da Beppe Costa e Vito Davoli idiomi d‘ogni parte, dove le uniche armi sono le parole di coloro che non vogliono rinunciare all’idea di fraternità, di interscambio, di pace, con una poesia internazionalista, senza padroni e senza frontiere.
MARCO CINQUE
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In questi tempi conflittuali dove pandemia, guerre, migrazioni e disastri ambientali stanno ridisegnando il profilo della nostra tormentata umanità e dove la nostra stessa natura sociale sta precipitando in una deriva di individualismo divisivo e di inedite solitudini, ci sono forme di resistenza che, attraverso la poesia, cercano un modo per trovare ragioni e ricomporre distanze.

Proprio chi ha dedicato tutto il suo tempo alla cultura e, in particolare, alla poesia, facendone la propria stessa ragione e stile di vita, ha sentito la necessità di ristabilire quelle connessioni e quell’empatia che si stanno pericolosamente incrinando. Si tratta di Beppe Costa, un intellettuale, poeta, scrittore, traduttore, giornalista ed editore siciliano, da tempo trapiantato a Roma, che nel 1976 fondò la storica casa editrice Pellicanolibri, promuovendo nei suoi progetti visionari, autrici e autori schivi, scomodi e sconosciuti al mercato editoriale e ai salotti letterari, contesti buoni per vendere “prodotti culturali”, ma meno buoni per fare cultura autentica e disinteressata.

L’attività giornalistica di Costa si è protratta soprattutto fino al 1985, quando scriveva per il Giornale del Sud e per I Siciliani, giornali diretti da Giuseppe Fava, mentre il Giornale di Sicilia ha ospitato diverse sue interviste storiche, tra cui si ricordano quelle fatte ad Alberto Moravia, Enzo Jannacci, Léopold Sédar Senghor e Leo Ferrè. Tra i lavori più noti di Costa emerge soprattutto Romanzo siciliano, un romanzo autobiografico che denuncia i meccanismi della mafia e le ancora attualissime miserie politiche e culturali legate ad essa.

Beppe Costa ha realizzato pubblicazioni a dir poco straordinarie, con opere di Fernando Arrabal, Dario Bellezza, Arnoldo Foà, Lia Levi, Anna Maria Ortese, Jodorowsky, Goliarda Sapienza, Adele Cambria e tanti altri e altre. Proprio assieme alla sua amica Adele Cambria riuscì a fare applicare per la prima volta la legge Bacchelli in favore di Anna Maria Ortese. In questi ultimi anni Costa è stato duramente tormentato dalla salute precaria e dalle scarse risorse economiche, ma proprio la legge di cui è padre, assieme all’impegno di tante persone a lui vicine, l’hanno salvato dall’inedia.

L’impegno assiduo sul territorio, con iniziative realizzate nel vivo del tessuto sociale e in particolare coinvolgendo attivamente alunni e studenti di ogni ordine e grado degli istituti scolastici, ha reso ancor più concreto il lavoro di Costa, nonché impreziosito il ruolo di una poesia non più finalizzata ad essere autoreferenziale e autocelebrativa, ma piuttosto un’occasione di confronto e relazione.

Purtroppo gli ostacoli che costellano le appassionate iniziative di Costa a volte sembrano insormontabili: prima l’interminabile crisi pandemica, poi le crisi umanitarie e ambientali, infine la guerra, stanno mettendo in crisi le attività promosse, ma lui non si è arreso e, come un’irriducibile fenice, sembra risorgere ogni volta dalle ceneri. L’ultima idea che ha avuto, date le difficoltà oggettive di poter interagire in presenza, è un progetto di incontri online, con autrici e autori di ogni parte del mondo che provano ancora ostinatamente a dar voce al silenzio in cui ci stiamo precipitando. Così i diversi idiomi e le differenti culture hanno iniziato ad animare questi incontri che, adesso, per la prima volta, si sono concretizzati in un libro multilingue intitolato D’amori di delitti di passioni, curato dallo stesso Costa e da Vito Davoli. 

Nella sua introduzione, Davoli spiega che

… se la poesia, fra le altre cose (e sono infinite) è anche quello strumento straordinariamente efficace per muoversi all’interno dello scandaglio dell’animo umano – talmente efficace da far impallidire anche le scienze psichiatriche – allora quella parola ha ragion d’essere anche e soprattutto in relazione all’amore e alla passione. Che, per quanto generici, sono termini che sintetizzano proprio la straordinarietà della vita umana stessa e la capacità dell’uomo di approcciare ad essa: con amore, che è la porta d’accesso a qualunque altra stanza dell’“edificio” in cui l’uomo abita su questa terra; con passione, che è l’intensità, la velocità, la voglia, quell’indefinibile impulso a sacrificare parte di se stessi senza alcun ritorno perché si percepisce di ottenere già un utile incommensurabile nel momento stesso in cui si compie e ci si dedica. E allora i delitti afferiscono a tutto ciò che va fuori da questi binari: delitto è trascorrere l’esistenza fuori o al di là di queste direttrici di amore e passione, che sono quelli immediatamente percepibili e identificabili nell’altro/a che accompagnano la nostra esistenza (…) Quando è stato organizzato questo incontro di poesia fra fine gennaio e inizio febbraio non era ancora scoppiata la guerra in Ucraina e nessuno di noi avrebbe mai immaginato quanto di quelle tre parole, proprio delitto, di lì a poco, sarebbe stata quella che meno avrebbe avuto bisogno di puntualizzazioni.

Questo inedito lavoro è inserito in una nuova linea editoriale battezzata col nome di “Pellicano Cult”, che ha già pronti in cantiere altri progetti editoriali partecipati, più che mai attuali, da proporre e rilanciare, come a esempio il coro poetico contro la guerra SignorNò, con voci e idiomi di ogni parte del mondo, dove le uniche armi sono le parole di coloro che non vogliono rinunciare all’idea di fraternità, di interscambio, di pace, con una poesia internazionalista, senza padroni e senza frontiere.

È possibile acquistare il libro D’amori di delitti di passioni su Amazon oppure contattando direttamente i curatori dell’antologia: beppecosta.pellicano@gmail.com e vitodavoli@hotmail.it

Beppe Costa

Mondi di versi ultima modifica: 2022-04-06T18:27:55+02:00 da MARCO CINQUE
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1 commento

Vito 3 Maggio 2022 a 1:27

Splendido articolo di Marco Cinque che, attraverso la promozione di un testo di per sè ricco e pregevole, rende giustizia allo straordinario percorso di vita e passione letteraria di un maestro qual è Beppe Costa.
Grazie ad entrambi.

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