L’abitudine a Chiara Frugoni

FRANCO MIRACCO
Condividi
PDF

Era diventata nel corso di molti anni la necessaria abitudine ai tempi lunghi della Storia quella cui mi aveva “abituato” Chiara Frugoni con i suoi libri da leggere subito, fino all’ultima riga. Libri nati dalle sue più inesauste ricerche, da illuminanti riflessioni multidisciplinari, e da una immaginazione mai arbitraria della storia, che ti consentiva però di scomporre e ricomporre tutte le “immagini” degli illimitati affreschi degli spazi e dei tempi del Medioevo, quasi fossero stati creati e lasciati solo per lei. Sono sicuro che Frugoni avrebbe potuto ben riconoscersi in questa suggestione su chi ama scrivere trovata in Avevo mille vite e ne ho preso una sola di Cees Nooteboom:

…sapeva già che le ultime frasi del libro che avrebbe scritto, avrebbero trattato di un libro che doveva ancora scrivere, un libro in cui avrebbe parlato del posto così limitato che gli uomini occupano nello spazio rispetto a quello infinitamente più grande che è loro riservato nel tempo, un posto prolungato a dismisura dato che, come giganti immersi negli anni, sfiorano epoche così distanti, tra le quali si è inserita un’infinità di giorni – nel Tempo.

In fondo, è o non è questo il Tempo di cui si occupano con rigore scientifico e passione immaginativa i grandi storici? Nel rileggere adesso quanto scritto da Chiara Frugoni per l’introduzione alla Storia della pittura d’Italia di suo padre Arsenio, ci si avvicina per davvero al metodo storiografico interpretato dalla stessa Chiara:

Con una frase spiega la sostanza di un’intera epoca, comunica di un’immagine l’essenziale, fa vibrare un’emozione… Questo libro non è un manuale di storia dell’arte e nemmeno una storia dell’arte raccontata come ha fatto Ernst Gombrich. È come se le immagini fossero parole. Lo definirei: il romanzo della storia dell’arte. 

Lo speciale privilegio di una felice abitudine ai libri di Chiara Frugoni non può rientrare nei recinti propri di quel che s’intende per amicizia. Ma un certo numero di messaggi in partenza e in arrivo mi hanno dato, nel corso degli anni, il dono, questo sì, di una preziosa corrispondenza. Iniziai ad avvicinarmi all’universo di Chiara e al suo romanzo nel fare storia e al contempo anche storia dell’arte nei primissimi anni Ottanta, recensendo per il manifesto il suo libro Una lontana città, sentimenti e immagini nel Medioevo. Qualche tempo dopo, ricordando le straordinarie paginate culturali del manifesto, cui di tanto in tanto collaborava anche la medievista, mi inviò un messaggio che vale solo a maggior gloria di quel quotidiano comunista:

Che magnifica recensione mi avevi dedicato! (…). Grazie di cuore, e aspetto la tua nuova recensione sperando che il mio libro su Lorenzetti ti sia piaciuto. Chiara.

Ci si vide a Padova, circa quindici anni fa, impegnati assieme ad altri amici in dure polemiche contro i rischi di varia natura che allora stavano mettendo in pericolo la giottesca Cappella degli Scrovegni. Ignoro se di rischi non ce ne siano più attorno all’impresa voluta da Enrico Scrovegni, ciò che certamente resta invece a nostra perenne disposizione è il monumentale volume pubblicato nel 2008 da Frugoni con il titolo L’affare migliore di Enrico, Giotto e la cappella Scrovegni.

Era nata nel 1940 e di lei resterà per sempre tutto quello che ha scritto e di cui ytali si è spesso occupata. Da una parte infine la modestia, o meglio, l’incredibile generosità intellettuale contenuta ancora una volta nel messaggio inviatoci per la recensione del suo ultimo saggio; dall’altra, la pungente, gentile ironia, nelle righe conclusive di Donne medievali di Chiara Frugoni. 

Penso che Margherita e le altre donne le cui storie ci hanno accompagnato fin qui sarebbero state d’accordo con quanto ebbe a dire Charlotte Witton (1896-1975), sindaca di Ottawa: “Qualsiasi cosa facciano le donne, devono farla due volte meglio degli uomini per essere apprezzate la metà“. Per fortuna non è una cosa difficile. 

Se conosci l’umanità femminile. Donne medievali di Chiara Frugoni
Il romanzo finale di Ambrogio Lorenzetti spiegato da Chiara Frugoni
“Paure medievali. Epidemie, prodigi, fine del tempo” di Chiara Frugoni. Un libro che parla del nostro tempo

L’abitudine a Chiara Frugoni ultima modifica: 2022-04-11T17:08:42+02:00 da FRANCO MIRACCO
Iscriviti alla newsletter di ytali.
Sostienici
DONA IL TUO 5 PER MILLE A YTALI
Aggiungi la tua firma e il codice fiscale 94097630274 nel riquadro SOSTEGNO DEGLI ENTI DEL TERZO SETTORE della tua dichiarazione dei redditi.
Grazie!

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:

Lascia un commento