Presidenziali francesi. I timori della comunità ebraica

La Francia sta diventando da tempo paese con preoccupanti livelli di antisemitismo. La possibile vittoria di Le Pen al secondo turno innalza l’allarme e spinge alla mobilitazione democratica per impedirla.
UMBERTO DE GIOVANNANGELI
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L’allarme era già scattato da tempo. Ma con i risultati definitivi del primo turno delle elezioni presidenziale, l’allarme si è trasformato in qualcosa di più profondo, drammatico. Si è trasformato in paura. Paura che all’Eliseo possa insediarsi, dopo il ballottaggio del 24 aprile, un presidente che “vieterebbe la kippah”: Marine Le Pen.

Un rischio tutt’altro che remoto, tanto da scuotere gli ebrei francesi. 

A darne conto è il racconto di Shirli Sitbon, corrispondente da Parigi di Haaretz, il quotidiano progressista israeliano.

Scrive Sitbon:

Quando sono arrivati i risultati del primo turno delle elezioni presidenziali in Francia, domenica sera, i dirigenti della comunità e delle organizzazioni ebraiche hanno riflettuto se le buone notizie superavano le cattive.

Il presidente in carica, il centrista Emmanuel Macron, “è arrivato primo con un consistente 27,6 per cento – questa è la notizia rassicurante”, ha dichiarato Elie Korchia, capo del Consistoire central de France. Ma l’estrema destra è sul punto di arrivare al potere”. Al 23,4 per cento, Marine Le Pen è in una posizione migliore di quando ha affrontato Macron nel 2017″, ha osservato, riferendosi al primo turno delle ultime elezioni presidenziali. E ha aggiunto: ”I tradizionali partiti mainstream sono crollati”.

Francis Kalifat,  presidente del Conseil Représentatif des Instituions Juives de France (Crif), lo ha messo in termini ancora più netti. “Circa il cinquanta per cento ha votato per un partito estremista, o di estrema destra o di estrema sinistra”, ha detto. “Non c’è assolutamente alcuna garanzia che Macron vinca al ballottaggio” il 24 aprile. “La nostra organizzazione è apartitica, ma Marine Le Pen è l’estrema destra. Il futuro della Francia è in gioco, quindi stiamo esortando a votare per Emmanuel Macron”, ha detto Kalifat.

Molti dei candidati che sono stati eliminati domenica hanno invitato i loro sostenitori a bloccare una vittoria della Le Pen votando per Macron, in una strategia soprannominata “Fronte Repubblicano”. Tuttavia, la leader del Front National ha ricevuto l’appoggio del collega di estrema destra Éric Zemmour, che ha detto ai suoi sostenitori di votare per lei.

“Marine Le Pen vuole vietare la kippah, vietare la carne kosher – sia macellata in Francia ma anche le importazioni. Lei e Zemmour, così come Jean-Luc Mélenchon all’estrema sinistra, hanno un’agenda estremista”, ha detto Samuel Lejoyeux, capo del movimento studentesco ebraico Uejf. Durante la campagna, sia Zemmour sia Le Pen si sono impegnati a ridurre l’immigrazione, a multare i musulmani che indossano il velo in pubblico e a deportare gli stranieri che sono stati condannati o sono sospettati di avere legami con l’Islam radicale o sono disoccupati. Zemmour ha anche suggerito di vietare l’uso di nomi non francesi per i bambini. Zemmour è stata la grande sorpresa della campagna. Dopo essersi inizialmente impennato nei sondaggi, essendo secondo dietro solo a Macron, alla fine è crollato e si è assicurato circa il sette per cento dei voti. Anche se è stato quotidianamente oggetto di controversie, arrivando a dire che avrebbe anche criminalizzato l’uso della kippah in pubblico, un certo numero di ebrei ha fatto campagna a suo favore. Credevano che avrebbe messo fine all’immigrazione e sarebbe stato molto più duro con i criminali dell’attuale governo.

“Smettiamo di menzionare il nome di Zemmour – ha subito una sconfitta schiacciante”, ha detto Kalifat, che si è scontrato con Zemmour in passato. “È ora di smettere di parlare di lui”.

[…]

Molti dei leader della comunità interpellati da Haaretz consegnano lo stesso messaggio: Macron deve affrontare i problemi che hanno portato tanti a votare per i candidati estremisti.

“Quando l’estrema destra e l’estrema sinistra ottengono così tanti voti, è chiaro che questo deriva dalla delusione degli elettori nei confronti dei leader mainstream che hanno governato il paese per decenni”, sostiene Korchia. “C’è bisogno di un’azione forte e mirata per combattere il crimine attraverso l’educazione, portando sicurezza e pene adeguate”.

Il leader studentesco Lejoyeux ha citato un problema di sicurezza per i giovani ebrei francesi. “C’è chiaramente -dice – una paura del futuro che deve essere affrontata”. “È noto che bambini ebrei hanno dovuto cambiare scuola a causa dell’antisemitismo. Ebbene ora anche studenti ebrei devono lasciare le università”.

La crescente disparità tra ricchi e poveri nella società francese è stata anche un tema chiave della campagna, con molti elettori che si sono rivolti a Le Pen e Mélenchon per le loro politiche di protezione sociale. Il primo mandato di Macron è stato segnato da storiche proteste sociali, soprattutto da parte del movimento dei gilet gialli, che sono state smorzate solo dalla pandemia del Covid-19.

Così la corrispondente di Haaretz.

A rafforzare l’inquietudine dei francesi ebrei è il diffuso sentimento antisemita nell’opinione pubblica del loro paese. I numeri parlano chiaro: l’85 per cento dei francesi di fede ebraica e il 64 per cento della nazione nel suo insieme pensa che l’antisemitismo sia un sentimento diffuso, rivela una recente indagine realizzata dalla Fondation pour l’Innovation Politique in collaborazione con l’American Jewish Committee (AJC). Un fenomeno in crescita, secondo il 64 per cento dei francesi ebrei.

Secondo questo sondaggio, il 68 per cento di loro è stato schernito o molestato e il venti per cento è stato vittima di aggressioni, a causa della sua appartenenza religiosa. Un fenomeno in aumento nel caso si indossi un segno esterno come la kippah o una Stella di David: 78 per cento di attacchi verbali e 29 per cento di attacchi fisici. Per evitarli, il sessanta per cento dei genitori chiede ai propri figli di non recarsi “in certi quartieri” e il 55 per cento di non portare segni distintivi. Il 45 per cento dei genitori chiede anche ai propri figli di nascondere la propria appartenenza religiosa. Ci sono molti cliché sugli ebrei francesi. Il trenta per cento della popolazione ritiene che siano più ricchi della media, e la stessa percentuale ritiene che “usino oggi nel proprio interesse il proprio statuto di vittime del genocidio della seconda guerra mondiale”.

Il 26 per cento dei francesi ritiene che gli ebrei abbiano “troppo potere nel campo dell’economia e della finanza”, il 24 per cento “nel campo dei media”, il 19 “nel campo della politica” e il dieci per cento che “siano responsabili per tante crisi economiche”. Per gli ebrei, il motivo principale dell’antisemitismo in Francia è l’odio per Israele (62 per cento). Il sondaggio rivela che il 49 per cento dei musulmani francesi denuncia le idee di estrema destra come colpevoli dell’antisemitismo, mentre il 54 per cento dei cattolici francesi ritiene che l’islamismo sia responsabile.

“Affinando ulteriormente la lettura dei risultati, vediamo che l’adesione al pregiudizio antisemita è più forte tra i musulmani che frequentano regolarmente la moschea: tra questi, il 61 per cento pensa che gli ebrei abbiano troppo potere, contro il 40 per cento tra i non praticanti”, spiega Le Parisien, dando conto del sondaggio. Il 59 per cento dei francesi di fede musulmana over 50 pensa che “gli ebrei hanno troppo potere in finanza”, e il 40 per cento dei giovani tra i 18 e i 24 anni.

Un pregiudizio che si nutre di vecchi stereotipi antiebraici e che “viaggia” nella Rete, veicolato dai social media, e da un proliferare di siti marcatamente antisemiti. E se poi il 24 aprile…

Presidenziali francesi. I timori della comunità ebraica ultima modifica: 2022-04-11T18:48:25+02:00 da UMBERTO DE GIOVANNANGELI
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