Un passo importante sulla strada dei diritti

ROBERTO BERTONI BERNARDI
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Viviamo in un contesto drammatico, privo di prospettive e di illusioni. Nonostante questo, per una volta, dal mondo dello sport vengono ottime notizie. Certo, non siamo ai livelli della Spagna, dove il Camp Nou era più volte gremito quasi in ogni ordine di posti per assistere alle meraviglie del Barcellona femminile, uno squadrone che non ha nulla da invidiare alla più nota compagine maschile e, anzi, ne ricalca il gioco spettacolare e la visione del calcio e del mondo. Fatto sta che adesso, anche alle nostre latitudini, le calciatrici saranno finalmente professioniste: un giusto riconoscimento e un passo avanti essenziale per un movimento che negli ultimi anni non solo è cresciuto moltissimo ma ci ha anche regalato le soddisfazioni che ci sono state negate dai loro colleghi maschi.

Era una battaglia che durava da tempo, promossa in prima fila da giocatrici del livello di Sara Gama, e oggi è realtà. Una realtà che ci rende più europei, più liberi, più giusti, che accresce la dignità dello sport e pone un argine alle diseguaglianze di genere purtroppo ancora molto diffuse in altri ambiti e anche nel calcio, specie se si pensa all’aspetto economico e alla montagna di soldi che ruota intorno al comparto maschile. Il passo decisivo, tuttavia, è stato compiuto e d’ora in poi sarà impossibile ignorare un movimento in ascesa, animato da una passione e un entusiasmo che potrebbero salvare un settore oggettivamente asfissiato da scandali e ingiustizie, rese sempre più evidenti dell’ampliamento del divario fra chi ha e chi non ha. Un divario che esiste anche a livello femminile, basti pensare a quanto l’Italia sia indietro rispetto a paesi come la Francia e la Spagna, ma senza gli eccessi che hanno reso il calcio maschile un contesto orribile, privo della poesia e della bellezza che dovrebbero caratterizzarlo.Qui in Italia non abbiamo ancora assistito a partite femminili con novantamila spettatori sugli spalti, anche perché non abbiamo impianti di quelle dimensioni, ma per fortuna abbiamo visto lo Stadium di Torino registrare talvolta il tutto esaurito per assistere a una Juventus Women che gioca assai meglio di quella di Allegri.

Sara Gama

E anche Milan, Roma, Inter, Fiorentina e altre compagini sembrano aver capito l’importanza di dotarsi di una squadra femminile all’altezza, al punto che il campionato delle donne si è ritagliato progressivamente spazi importanti, risultando godibile e ricco di spunti di riflessione. Siamo, dunque, sulla strada giusta, all’insegna dei diritti, del progresso, della giustizia sociale e del raggiungimento di una piena parità in un settore storicamente maschile e anche, ahinoi, intriso di pregiudizi e alle volte di vere e proprie discriminazioni.

D’ora in avanti, il celebre motivetto cantato da Rita Pavone sarà solo un ricordo, e magari saremo noi uomini a recarci la domenica allo stadio per assistere alle partite delle nostre figlie e delle nostre sorelle, di giocatrici che amiamo e di cui, con ogni probabilità, cominceremo ad appendere i poster in camera, accanto a quelli dei nostri idoli maschi. È una svolta culturale, un segnale importante, un passaggio decisivo, un piccolo ma importantissimo passo avanti in una fase caratterizzata dal regresso e dalla barbarie che regna sovrana ovunque. Senza retorica e senza voler attribuire a un evento comunque significativo un’importanza superiore a quella che riveste, ci affidiamo alla speranza che il mondo possa essere davvero salvato dalle donne, dalla loro dolcezza, dalla loro irriverenza, dalla loro capacità di spingersi oltre e di abbattere ogni ostacolo e dal loro smisurato desiderio di raggiungere nuovi traguardi. Forse saranno loro a destarci dal torpore, avendo molta strada ancora da percorrere e la ferma volontà di mettersi in cammino.

Un passo importante sulla strada dei diritti ultima modifica: 2022-04-29T18:18:00+02:00 da ROBERTO BERTONI BERNARDI
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