I volti dell’Ucraina a Venezia

Oleksandr Chekmenyov ha raccontato in fotografia la sua Ucraina per un quarto di secolo e nelle ultime settimane si è recato sul fronte di guerra. Le sue immagini in una bella mostra a Venezia a due passi dalla Biennale.
KOSTANTIN AKINSHA
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Nei primi giorni di marzo, mentre l’esercito russo raggiungeva i dintorni di Kiev, e i primi carrarmati rompevano le linee di difesa ucraine e irrompevano nella cittadina di Bovary, ho chiamato Oleksandr Chekmenyov. Ha risposto immediatamente. Oleksandr si stava nascondendo in uno scantinato con la sua famiglia e una famiglia con cinque bambini a cui stava dando rifugio. Si trovava relativamente al sicuro (ogni sicurezza oggi in Ucraina è relativa) ma aveva bisogno di un po’ di soldi per dare da mangiare a tutta la compagnia. Il problema si è risolto velocemente, ma alla telefonata seguente Chekmenyov non riusciva a parlare. La linea era disturbata, interrotta da continui ronzii. “Sto lavorando”, urlava. “Ti richiamo più tardi”.

Ho presto scoperto che era stato contattato dal New York Times. Chekmenyov è un fotografo molto noto, ma non ama lavorare come reporter. Il suo genere prediletto è il ritratto. In qualche modo ha convinto un redattore a New York a fargli realizzare dei ritratti dei cittadini di Kiev, la città a rischio occupazione russa. Sembra che la proposta all’inizio sia stata accolta con beneficio di inventario. Ogni mezzo di comunicazione in tempo di guerra preferisce suggestive istantanee di battaglie, carrarmati in fiamme, ed edifici esplosi. I ritratti, purtroppo, non fanno notizia. Tuttavia, i risultati dell’impresa di Chekmenyov sono andati oltre ogni aspettativa della redazione. Un numero intero del supplemento New York Times Magazine  è stata dedicata alla galleria di ritratti creata dal fotografo. Poi i ritratti sono stati pubblicati dal quotidiano stesso. La serie ha avuto così tanta fortuna che il New York Times ha pubblicato anche un articolo sulla creazione dei ritratti, illustrato da uno scatto in cui Chekmenyov guarda strenuamente attraverso il mirino della sua macchina puntata su uno dei suoi modelli.

Chekmenyov ha fotografato persone scelte per caso – una donna che cercava riparo dai bombardamenti nella stazione della metropolitana, un’attrice diventata volontaria che distribuisce medicinali, un vecchio insegnante che si rifiutava di abbandonare la propria casa durante i raid aerei, una ragazza che lavorava come pizzaiola in tempo di pace e che si è unita alla Difesa territoriale imbracciando per la prima volta un’arma per difendere la propria casa. Questi ritratti drammatici riflettono la disperazione e la risolutezza, sprazzi di tragedie private unite nella enorme tragedia di una città popolata da quasi tre milioni di persone. Penso che siano le migliori fotografie scattate in Ucraina durante questa guerra. I numerosi ritratti realizzati dal fotografo si uniscono in un’unica immagine – l’immagine di un essere umano che affronta l’incubo dell’aggressione che ha mandato la sua vita in pezzi ma non ha distrutto il suo spirito. 

Chekmenyov è nato nel 1969 a Luhansk, uno dei centri della regione mineraria del Donbas. Ha cominciato a lavorare come fotografo commerciale in un piccolo studio della sua città natale. Nel 1997 si è trasferito a Kiev e ha ripreso la carriera di fotogiornalista, dopo essere stato assunto da un giornale della capitale. Ma un anno dopo, con la bancarotta del quotidiano, si è trovato disoccupato. Da quel giorno è rimasto un freelance, rifiutandosi di accettare posti fissi in qualsiasi mezzo di comunicazione. 

Già a Luhansk, l’arte di Chekmenyov aveva acquisito alcune delle caratteristiche che hanno definito la sua trasformazione in maestro del ritratto. Vivendo in una regione depressa che aveva sfiorato il collasso economico alla caduta dell’Unione Sovietica, il fotografo ha osservato la vita dei più svantaggiati – i minatori del carbone, che rischiano la vita nel sottosuolo, i piccoli delinquenti e alcolizzati, i vecchi ridotti in povertà e privi dell’assistenza dei figli o della società. Inizialmente, Chekmenyov ha fotografato scene della vita dei minatori e degli emarginati, ma gradualmente i personaggi immortalati dal suo obbiettivo sono diventati più importanti dei loro contesti. 

Per condurre la ricerca per la versione fotografica della Comédie humaine del Donbas post-sovietico, Chekmenyov ha intrapreso strade non tradizionali. Nel 1994 si è fatto assumere come infermiere sulle ambulanze per avere la possibilità di fotografare diversi incidenti. Lo stesso anno si è offerto volontario per fotografare disabili e anziani costretti a letto durante la campagna nazionale per l’emissione dei nuovi passaporti ucraini. Entrambe queste avventure hanno creato le condizioni per delle impressionanti serie fotografiche che mostrano la nuda realtà della sofferenza e della privazione.

In un certo senso, Chekmenyov è la reincarnazione ucraina di August Sander (1876-1964), il famoso fotografo tedesco autore di innumerevoli gallerie di “Uomini del Ventesimo secolo”, che aveva continuato a produrre lungo un quarantennio classificando i suoi modelli per appartenenza sociale e occupazione.

Al contrario di Sander, Chekmenyov non lavora su un’unica galleria, ma sulla creazione di diverse serie che combinate diventano un ritratto dell’Ucraina contemporanea. Il focus del suo interesse umano e professionale sono le persone spossessate – Rom, emarginati, senza fissa dimora, vittime di aggressioni, vecchi veterani della Seconda guerra mondiale, e mutilati della guerra con la Russia scoppiata nel 2014.

Chekmenyov non è solo un osservatore. Per fotografare i suoi modelli, deve creare un legame con loro, comprenderli ed amarli. Mi ha detto quanto sia stato difficile convincere i senza fissa dimora a posare per la sua serie “cancellati”. Ha dovuto parlare con loro, guadagnarsi la loro fiducia, e diventare più di un fotografo, un confidente se non un amico.

Una delle mie serie preferite è la galleria di ritratti dei pazienti di una clinica psichiatrica. Si chiama “Giglio”. Il nome non era premeditato e gli è venuto mente fotografa i malati di mente. 

Ha ricordato così quella sessione:

Improvvisamente, ho visto i fiori finti sul frigorifero e ho realizzato di colpo come dove essere la serie… ho fatto sedere ogni paziente vicino alla finestra, dato loro un bouquet di gigli bianchi artificiali, e ho chiesto loro ‘un sorriso, per favore’. Poi ho incontrato un grande problema – non tutti i malati potevano sorridere. Ma ho provato a farli tutti ridere. Anche i pazienti più difficili volevano ricevere un mazzo di fiori e guardare nell’obbiettivo. Queste persone hanno bisogno di qualche caramella, un pacchetto di sigarette, i fiori stessi, o almeno i nostri sorrisi. Incontrano una persona nuova con lo stesso spirito con cui i bambini rivedono i loro genitori dopo una lunga assenza. Rimangono bambini che non cresceranno mai.

Adesso questa galleria di ritratti arriva a Venezia. Sono stato felice di curare una mostra con una selezione delle opera di Chekmenyov grazie alla generosità del Comune di Venezia, che ha reso disponibile la bella sede di Santa Maria Ausiliatrice nei pressi della Biennale, e allo sforzo organizzativo e intellettuale dell’Università Ca’ Foscari Venezia, insieme ad altri partner cruciali. Questo evento crea un ponte ideale tra una città cosmopolita che è sempre stata crocevia di civiltà e un paese devastato dalla guerra che ha ricevuto molta solidarietà dall’Italia. Oleksandr Chekmenyov è stato invitato a Venezia e speriamo di tutto cuore che possa venire a vedere coi suoi occhi come Venezia ha tributato un omaggio al suo storico lavoro.

(Traduzione di Luigia Seminati)

INFORMAZIONI:

WITNESS / TESTIMONE / СВІДOK.
VOLTI DELL’UCRAINA  /FACES OF UKRAINE / ОБЛИЧЧЯ УКРАЇНИ. 1994-2022 роки


FOTOGRAFIE DI /PHOTOGRAPHS BY OLEKSANDR CHEKMENYOV
ФОТОГРАФІЇ ОЛЕКСАНДРA ЧЕКМЕНЬОВA
A CURA DI / CURATED BY KOSTANTIN AKINSHA
КУРАТОР КОСТЯНТИН АКІНША

Santa Maria Ausiliatrice, Fondamenta San Gioacchin (Via Garibaldi), Castello 450, 30122 Venezia,
5 – 15 maggio 2022, 10-18

Con una serie di conferenze a cura dell’Università Ca’ Foscari Venezia

I volti dell’Ucraina a Venezia ultima modifica: 2022-05-07T18:21:46+02:00 da KOSTANTIN AKINSHA

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