Capannone di Marghera. Una scelta oltraggiosa

La giunta Brugnaro ha deliberato l'acquisto della casa dei Lavoratori di Porto Marghera senza alcun confronto con i sindacati e ponendo il Consiglio comunale di fronte al fatto compiuto. È stato per cinquant’anni un luogo di dibattito e confronto, dove si sono svolte assemblee, congressi, incontri, un luogo di lotta ma anche di manifestazioni cittadine.
MONICA SAMBO
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La Giunta Brugnaro ha deciso di acquistare il Capannone del Petrolchimico in un confronto esclusivo con Eni negli scorsi mesi. Come sempre con questa Giunta il consiglio comunale viene coinvolto a cose fatte e coloro che chiedono conto di queste scelte, che vogliono vederci chiaro sulle ragioni e su come vengono prese le decisioni sono etichettati come incompetenti. Un’acquisizione che ha un valore simbolico per Venezia e per Marghera, soprattutto in questo momento storico, in cui viviamo un costante declino del nostro tessuto industriale. 

Eni, infatti, fa una scelta di chiusura del cracking senza aver ancora messo in campo un serio programma di riconversione, senza garanzie occupazionali per le centinaia di lavoratori e lavoratrici presenti. 

Porto Marghera rappresenta uno dei siti più inquinati d’Europa e potrebbe realmente essere un simbolo, anche internazionale, per gli interventi di transizione ecologica e per il rilancio del tessuto economico di tutta l’area metropolitana. 

Per questa ragione è inaccettabile e incomprensibile la scelta della Giunta Brugnaro di non far divenire questo Polo un coerente obiettivo del PNRR come evoluzione verde e di transizione ecologica.

In questo contesto l’acquisto del Capannone doveva essere un atto simbolico per la città, la volontà di ripartire dal lavoro, da Marghera, da un’altra idea di futuro, che non sia solo la monocultura turistica e che guardi alle nuove sfide ecologiche che l’Europa e il mondo ci chiedono.


Poteva essere il luogo di confronto allargato, ove tracciare le basi per un programma serio e condiviso che permetta di utilizzare al meglio progetti, idee e le molte risorse che possiamo avere a disposizione per ridisegnare un futuro economico e occupazionale degno del nostro territorio. 

Anche questa volta il Sindaco ha deciso di operare senza alcun confronto e senza alcuna condivisione dimenticandosi di chi è veramente il cuore e l’anima del Capannone i lavoratori e il lavoro! 

È paradossale che la Giunta non abbia coinvolto preventivamente i sindacati e i lavoratori, coloro che da più di cinquant’anni utilizzano il Capannone e che costituiscono la sua anima. Il Capannone è stato per cinquant’anni la casa dei lavoratori e del lavoro, un luogo di dibattito e confronto, dove si sono svolte assemblee, congressi, incontri, un luogo di lotta ma anche di manifestazioni cittadine. 

La delibera di acquisto del capannone è approdata, dopo solo tre commissioni, in Consiglio Comunale senza nemmeno citare il ruolo dei sindacati.



La sollecitazione e la critica che abbiamo messo in campo come Pd ha obbligato la Giunta a presentare un emendamento alla delibera, che però non da nessuna garanzia in merito all’utilizzo del capannone da parte dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali. 

Non sono serviti gli appelli delle forze sindacali per far cambiare idea all’amministrazione che ha semplicemente dichiarato che il capannone va acquistato e poi in futuro verrà definito il suo utilizzo.

Per questo alcune organizzazioni sindacali hanno occupato il capannone, stanno organizzando eventi, incontri, dibattiti per far comprendere come il capannone non è un luogo di lotte passate e che marghera non è archeologia industriale ma rappresenta anche il futuro di questa città.

Questa vicenda ci dice in modo chiaro che per Brugnaro Porto Marghera non esiste più. Ci dice in modo chiaro che per questa amministrazione lo sviluppo industriale è un inutile retaggio del passato. Quello che è stato uno dei poli industriali più importanti del nostro paese può essere lasciato al suo destino e sostituito con aziende a basso valore aggiunto, basse retribuzioni e condizioni di lavoro precarie. 

In questa logica l’amministrazione Brugnaro, in modo miope, acquisisce un bene che ha un valore storico inestimabile, ma se ne appropria spogliato di tutta la sua storia e soprattutto di coloro che lo rendono vivo ed attivo e che sono stati il cuore e la vita stessa del capannone in questi decenni, i lavoratori e le lavoratrici.

SALVIAMO IL CAPANNONE DEL PETROLCHIMICO DI PORTO MARGHERA. Petizione

Capannone di Marghera. Una scelta oltraggiosa ultima modifica: 2022-05-16T23:24:53+02:00 da MONICA SAMBO
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