La Grecia ride della tragica gaffe del portavoce governativo

DIMITRI DELIOLANES
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[ATENE]

Sono cose che succedono solo in un paese come Grecia, che in piena decadenza cerca disperatamente la sua perduta identità nel glorioso passato. Succede così che il dibattito politico può aggirarsi per giorni interi attorno a Edipo Re e al relativo testo in greco antico. Non si tratta di uno scontro parlamentare tra raffinati filologi né di una disputa accademica su un’ opera di Sofocle ampiamente vivisezionata da parecchi secoli. Ma di politica allo stato puro.

La controversia politico-filologica è stata provocata da una dichiarazione ufficiale del governo ellenico. Il portavoce governativo Yiannis Ikonomou, nel suo consueto briefing con i giornalisti accreditati, ha dovuto commentare l’esito del recente viaggio del premier a Washington. Nella capitale statunitense Kyriakos Mitsotakis non solo ha potuto incontrare il presidente Joe Biden ma ha tenuto un discorso di fronte al Congresso.

Al ritorno del premier in patria, Ikonomou, non contento dei risultati del viaggio, da lui definiti “storici”, ha voluto anche avventurarsi nel campo minato della cultura classica. Ha commentato così la visita americana dicendo le seguenti parole:

È evidente l’eco internazionale dell’enorme successo che ha avuto la visita del premier negli Stati Uniti. E chi si mette a cavillare e tenta di negarlo è, come acutamente diceva Socrate “τυφλός τά τ’ ὦτα τόν τε νοῦν τά τ’ ὄμματ᾽ εἶ . 

Non solo chi ha fatto il classico, ma anche chi ha avuto un incontro anche superficiale con la tragedia greca avrà letto la riga con la citazione e immagino stia già sorridendo sotto i baffi. La frase ovviamente non appartiene a nessun Socrate. È contenuta in Edipo Re, la tragedia di Sofocle, come lo stesso Ikonomou ha riconosciuto, con una correzione inviata all’agenzia di stato dopo la sua sfortunata esibizione di fronte ai giornalisti.

Kyriakos Mitsotakis interviene al Congresso degli Usa. Alle sue spalle la vicepresidente Kamala Harris e la speaker Nancy Pelosi (nell’immagine di copertina accoglie il PM greco nel suo ufficio alla House)

Ma la gaffe non riguardava tanto l’attribuzione quanto lo stesso contenuto della tragedia, che probabilmente il portavoce ignora. Nel testo sofocleo la frase viene pronunciata da Edipo che si rivolge all’indovino cieco Tiresia con le parole riportate in originale che in traduzione dicono così: “Sei cieco nelle orecchie, negli occhi e nella mente”. L’indovino gli risponde: “E tu un miserabile che irridi la luce dei miei occhi. Presto la gente riderà della tua cecità”. Poco dopo Tiresia aggiunge: “Certo tu hai il potere, ma io ho il diritto alla parola. Non sono tuo schiavo […] Sono cieco e sbeffeggi la mia cecità. Ti dico quindi che vedi ma non vedi, che stai nuotando dentro la catastrofe”.

Come tutti sanno (escluso il povero Ikonomou), l’indovino cieco ci ha visto molto più chiaro del sovrano Edipo, che ha fatto una ben misera fine. Chi era quindi “cieco nelle orecchie, negli occhi e nella mente”? Nell’uso della frase in greco antico che ha fatto il portavoce del governo neoliberista avrebbe dovuto essere l’opposizione, cioè coloro che hanno osato contestare l’”innegabile verità” di un grandioso successo di Mitsotakis negli USA. 

Ma la tragedia ci dice esattamente il contrario. Il “cieco nelle orecchie, negli occhi e nella mente” era invece l’Edipo identificato con il baldanzoso premier Mitsotakis che sbeffeggia l’opposizione ma rischia di fare presto la stessa miserevole fine. Come misera fu la visita a Washington, dove, oltre le formalità e le standing ovation dei parlamentari, si è ridotta alla celebrazione di un accordo bilaterale in cui le forze armate statunitensi possono usare tutto il territorio greco senza alcuna limitazione né geografica né temporale. Questo senza neanche provare a ottenere qualche forma di garanzia americana contro possibili atti di aggressione da parte di Erdogan. 

Ovviamente la gaffe del portavoce è stata oggetto di discussioni per giorni interi. Ikonomou ha assunto il delicato incarico governativo nell’agosto scorso. Ha sostituito la giornalista Aristotelia Peloni, diventando il quinto portavoce scelto dal premier in persona, in quanto suo stretto collaboratore. È stato eletto deputato di Nuova Democrazia in Tessaglia ed è un produttore di prodotti caseari. Nel suo curriculum non sono riportati studi né classici né di altro tipo.

Conclusione della breve ma spero divertente storiella greca: la cultura classica è un gioiello prezioso, lo è sempre stata ma in questi tempi di dominio della finanza lo è forse ancor di più. Ma guai a esibire questo gioiello nei modi inadeguati, specialmente quando lo si dispone per averlo orecchiato e mai compreso per intero.

La Grecia ride della tragica gaffe del portavoce governativo ultima modifica: 2022-05-21T21:32:36+02:00 da DIMITRI DELIOLANES
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