La mo(l)eca sbarca a Roma per regolare gli affitti brevi, perché non si mangino la residenzialità

Presentata in un’assemblea nella capitale la proposta di legge che parte da Venezia per una regolazione delle locazioni brevi.
MARIO SANTI
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Potete forse ancora vedere “PO” nella sale cinematografiche per capire che Andrea Segre è un documentarista che si appassiona alle cose di cui si occupa e le fa diventare film. 

Nel documentare (assieme a Gian Antonio Stella) il vissuto dell’alluvione che nel 1951 portò morte, distruzione (e resistenza umana) nel Polesine allagato, il suo saltare da un personaggio all’altro e da un pezzo di storia all’altra ha il respiro di una narrazione cinematografica, che va ben oltre il documentario. 

Se poi andate a vedere Welcome Venice, la sua opera immediatamente precedente, vi troverete di fronte ad una delle opere più convincenti sul turismo e sulla città. Che fa capire che Venezia rischia di sparire prima e più che perché sommersa delle acque perché incapace di fermare la marea di un turismo che non è più attento ai luoghi e alla loro storia, ma punta a lucrare da tutte le forme attraverso le quali la rendita speculativa consente di ”estrarre” (come si dice oggi) il massimo profitto da questi luoghi (ora divenuti “location”).

Al centro della storia c’è un conflitto tra fratelli per l’uso di una casa ereditata alla Giudecca. Tra chi vuole abitarla (e farne la base per il suo lavoro – di mo(l)ecante) e chi vuole per “metterla a reddito” con i turisti. Come hanno fatto tanti veneziani che hanno preferito prender casa in terraferma e lucrare sui proventi di quella originaria, affittata ai turisti nella città storica.

Sapete tutt* come va a finire (altrimenti forse riuscite ancora a vederlo in sala.

Come ho già segnalato su ytali.com  Andrea Segre ha voluto “regalare” due visioni gratuite.  A quella a Venezia del teatro Goldoni se ne è aggiunta una a Mestre al Toniolo. 

Di questo lo ringrazio (anche se è la prima – e unica – volta che vedo un film tre volte in pochi mesi …).  Ma soprattutto lo ringrazio per aver offerto alle mailing list utilizzate per accreditarsi alle visioni lo stimolo a riunirsi e vedere insieme se era possibile “fare qualcosa” per la città.

È nato così un laboratorio di confronto sui problemi delle città, d’acqua e di terra. 

Capace di riunire persone diverse ed esprimere idee e voglia di raggiungere risultati.

Un lavoro di confronto di persone e associazioni ha portato in questi mesi a individuare nella possibile regolamentazione delle locazioni turistiche il punto di attacco.  A quel punto OCIO (l’osservatorio civico sulla casa e la residenza) ha definitivamente confezionato una bozza proposta di legge (PdL), cui già stava lavorando.  Ne è uscito un testo aperto a contributi e modifiche in grado arricchirlo, che mira a ristabilire un equilibrio nell’offerta abitativa, salvaguardando le ragioni della residenzialità. 

Pochi articoli che affermano la “possibilità” (non l’obbligo) per i Comuni ad alta tensione abitativa (si cui alla Delibera Cipe 13 novembre 2003) di dotarsi di un Regolamento per la Disciplina amministrativa delle locazioni brevi nei comuni ad alta tensione abitativa.

proposta di legge [bozza] 

Disciplina amministrativa delle locazioni brevi nei comuni ad alta tensione abitativa 

1. Nei comuni ad alta tensione abitativa di cui all’articolo 8 della legge 9 dicembre 1998, n. 431, al fine di contrastare la scarsità di alloggi destinati alla locazione residenziale di lunga durata, il Comune stabilisce, con proprio regolamento, la soglia massima di immobili ad uso residenziale che possono essere oggetto di locazione breve ai sensi dell’articolo 4, comma 1, del decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito con modificazioni dalla legge 21 giugno 2017, n. 96. La soglia massima è stabilita sulla base del rapporto tra il numero complessivo di posti letto negli immobili ad uso residenziale che possono essere oggetto di locazione breve e l’attuale popolazione residente, che deve essere compreso tra un minimo del dieci per cento e un massimo del venti per cento. 

2. La soglia di cui al comma 1 può altresì essere stabilita in modo differenziato tra specifiche zone del territorio comunale, avuto riguardo per il rapporto tra il numero di posti letto negli immobili ad uso residenziale oggetto di locazione breve e l’attuale popolazione residente nella zona considerata, la distribuzione delle strutture ricettive alberghiere ed extra-alberghiere, la presenza di attrattive turistiche e la caratteristiche morfologiche del tessuto urbano, nonché il particolare valore archeologico, storico, artistico e paesaggistico della zona, anche al fine di tutelare il patrimonio storico e artistico della Nazione ai sensi dell’articolo 9, secondo comma, della Costituzione. 

3. La soglia di cui al comma 1, a livello comunale e di zona, è aggiornata ogni cinque anni in considerazione dell’andamento della popolazione residente.

4. Fino al raggiungimento della soglia di cui al comma 1, la facoltà di concludere contratti di locazione breve è subordinata al rilascio di un’autorizzazione comunale di durata quinquennale all’aspirante locatore. 

5. Nel rispetto dei principi del diritto dell’Unione europea, il regolamento comunale di cui al comma 1 stabilisce i criteri e le modalità per l’assegnazione delle autorizzazioni, favorendone la rotazione tra i beneficiari e la più ampia distribuzione tra i richiedenti. A tal fine, il Comune può stabilire che allo stesso soggetto non siano attribuite più autorizzazioni. 

6. Resta consentita, senza previa autorizzazione, la locazione breve dell’immobile di residenza per una durata massima fissata dal regolamento comunale di cui al comma 1 tra i 60 e i 120 giorni su base annuale. Resta altresì consentita la locazione, senza limiti temporali, di un singolo locale dell’immobile di residenza. I posti letto negli immobili di residenza che possono essere oggetto di locazione breve ai sensi del presente comma non sono computati per determinare il rapporto di cui al comma 1. Restano fermi gli obblighi di comunicazione stabiliti ai sensi dell’articolo 13-quater, comma 4, del decreto legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito con modificazioni nella legge 28 giugno 2019, n. 58, e dalle leggi regionali in materia.

Uso residenziale  e uso turistico  risultano spesso alternativi,  a maggior ragione in caso di un patrimonio inespandibile, come quello della città storica veneziana.  In questi casi entrano in concorrenza e contribuiscono a creare situazioni di “alta tensione abitativa”.

Ecco, perciò, l’utilità di fornire ai Comuni – che delle politiche abitative dovrebbero sono attori fondamentali – uno strumento in grado di indirizzare l’uso del patrimonio edilizio verso la residenza.

Per questo la misura fondamentale dei Regolamenti è che il Comune possa stabilire che il rapporto tra numero complessivo di posti letto negli immobili ad uso residenziale che possono essere oggetto di locazione breve e l’attuale popolazione residente debba essere compreso tra il dieci e il venti per cento e che questo avvenga non solo livello dell’intero Comune ma anche di sue specifiche zone.

Per capirci questo vorrebbe dire che nella città storica veneziana (che ha circa cinquantamila residenti) i posti letti da destinare a locazione temporanea dovrebbero essere al massimo tra i cinque e diecimila.

Il fatto che molti autori di ytali.com si siano misurati con questo percorso (ne hanno parlato Giovanni Leone e Paul Rosenberg) aiuta a capire che il problema è importante e che è una buona occasione per realizzare quella che Giovanni Leone definisce – “una nuova alleanza tra società e politica”. 

Giusto quindi che i lettori di ytali.com conoscano per intero i contenuti della proposta (v. box sopra) pur aperta a contributi e modifiche) e che siano aggiornati del suo percorso politico gestionale.

Su questo terreno la grande novità del percorso è stata la tappa romana del 24 maggio, preparata da una serie di sortite che avevano cominciato a presentare la proposta in giro per l’Italia (ad es. il 13 maggio a Rimini, altro territorio dove il turismo porta con sé tensioni abitative). 

Ma a Roma si va quando si ha una proposta e si vuole portare su di essa l’”attenzione della politica”.

Vale quindi spendere due parole sull’andamento giornata, che è stata una vera e propria maratona. [video]

La mattinata ha visto una discussione di ottimo livello, che ha preso le mosse da una comparazione su scala europea di normative e strumenti, con una valutazione degli effetti di diverse tipologie di regolamentazione messe in atto. 

Il pomeriggio è stato dedicato al confronto con e tra politici e amministratori, che hanno potuto parlare di come vivono quello che ormai non è “un” ma forse sta diventando “il” problema per la difesa della residenzialità nelle situazioni urbane ad alta tensione abitativa.  

Sono intervenuti consiglieri regionali (laziale e veneta), e parecchi assessori comunali.

Credo anzi che la “varietà di deleghe” degli assessori che hanno preso la parola (dal turismo – Roma all’urbanistica – Napoli, Genova, Venezia) dica qualcosa. 

Ci parla della complessità di un problema che difficilmente può essere affrontato con politiche di settore (della casa, sociali, urbanistiche …), ma che deve semmai essere parte di una vera politica di rigenerazione urbana, capace di riportare le ragioni del lavoro e dell’abitare a prevalere su quella delle rendita speculativa.   

A Roma il sasso è stato definitivamente buttato nello stagno. 

Che fare ora, che settori sociali, politici e culturali diversi (e in espansione) cominciano ad essere coinvolti.

La mia impressione è che si tratti di lavorare su due terreni, un culturale e uno politico

Quello culturale sta nel fatto che non solo a Venezia, Napoli, Firenze, ma in tutte le città turistiche e in quelle ad “alta tenzione abitativa” si crei la piena convinzione di chi le governa che per “restare città” ci vogliono abitanti, lavoro, servizi.  Puntare solo sulla rendita è socialmente iniquo ed  economicamente illusorio.   Le monoculture (quella turistica più di altre) sono state messe in ginocchio dalla pandemia. Ripartire di corsa e a testa bassa come si sta cercando di fare (e il caso veneziano è emblematico) porterà a sfracellarsi la testa contro il prossimo inevitabile muro.

Non è eludibile diversificare l’offerta economica, saper leggere una domanda che offre competenze in linea con vocazioni territoriali che si leghino alle questioni dell’oggi e del domani. Si pensi ad ambiente, lotta al cambiamento, climatico, cultura, energie rinnovabili, produzioni industriali che siano green (ma senza il “washing”).  

Quello politico è la questione che consente di passare delle parole ai fatti. 

Non so se un limite (o una caratteristica) della giornata romana da questo punto di vista sta nel fatto che ha raccolto più rappresentanti di Comuni e Regioni che Parlamentari (c’era un senatrice, che da sempre segue la questione).

Ora i significativi segnali di interesse e condivisione venute dagli assessori dovranno non solo definire nei rispettivi Comuni i Regolamenti per la gestione delle locazioni brevi , ma prima portare (come gruppo di Comuni ad alta tenzione abitativa e/o attraverso l’Anci)  all’attenzione del Parlamento questa  legge che li abiliti ad adottare questi regolamenti. 

Per concludere questa prima valutazione della giornata ho chiesto a chi l’ha vissuta (ringrazio Giacomo Jack Salerno mio cronista fuori sede) un giudizio e un “voto”

Il suo giudizio è stato positivo, il voto (da 1 a 10) 7.

Lo interpreto come un “bene ma c’è ancora molto lavoro da fare, incoraggiati dal buon inizio”. Credo che, per mettere a frutto la giornata romana, bisogna chiedere: 

  • a chi si è impegnato a Roma di farlo anche nella sua città (e a Venezia aspettiamo che l’assessore DeMartin, concretizzi l’interesse dello stesso Sindaco Brugnaro, dichiarato ma rimasto per ora a livello di parole) 
  • a portare collettivamente la questione all’interesse del Parlamento, e di spingerlo ad una rapida approvazione della legge

Dopo una buona semina ci si aspetta un buon raccolto. Ma bisogna curare la crescita della pianta.

Giovedi 26 maggio, in Pescheria a Rialto, sono in programma un resoconto dei lavori romani e un ragionamento sulle prospettive, alla presenza di Andrea Segre.

La mo(l)eca sbarca a Roma per regolare gli affitti brevi, perché non si mangino la residenzialità ultima modifica: 2022-05-24T21:01:24+02:00 da MARIO SANTI
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1 commento

Maria Scattola 30 Maggio 2022 a 2:08

Ottimi aggiornamenti su tutti i fronti di battaglia per salvare la vera Venezia
Sono una veneziana di ritorno non residente ma con lunghi periodi di domiciliazione

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