I bisogni del gatto

Otto milioni di felini nelle case italiane. Nelle loro lettiere tonnellate di materiale inorganico che finiscono nei bidoni dei rifiuti. Se però il materiale è organico, come gli scarti del mais, lo smaltimento è molto ridotto ed è riciclabile per circa un mese. Eros Tomadoni è l’ideatore di tale lettiera vegetale che attraverso una start up tutta friulana sta avendo grande successo, soprattutto all’estero.
BARBARA MARENGO
Condividi
PDF

I bisogni del gatto: cibo, affetto ed un posto dedicato alle pipì. In Italia sono circa otto milioni i felini domestici amati e coccolati dai padroni, ed in Europa raggiungono numeri stratosferici, assieme al giro d’affari  che li riguarda:  l’intero parco-animali (cani, conigli, pesci, uccelli  etc) secondo il Censis supera i 32 milioni di animali nel Belpaese,  con 2,4 miliardi di fatturato per le aziende produttrici di cibo, accessori, medicinali etc. 

Ora pensiamo agli otto milioni di gatti felici che miagolano in italiano, ed alle lettiere che i padroni solleciti approntano in un angolo di casa, terrazza, giardino a loro dedicato. Ogni lettiera ospita circa due chili e mezzo di materiale che ogni due o tre giorni deve essere smaltito. Pensiamo quindi alle tonnellate di materiale inorganico che si smaltisce nel bidone dei rifiuti indifferenziati, se la lettiera è composta da roccia minerale, bentonite o silicio. Rifiuti indifferenziati che sono smaltiti in discarica e nei pochi termovalorizzatori: se però il materiale della lettiera è organico, come gli scarti del mais  (in particolare il tutolo) lo smaltimento è molto ridotto ed il prodotto, più costoso ma di lunga durata, è riciclabile per circa un mese. Eros Tomadoni, titolare della Gem Innovation di Premariacco (Udine) è l’ideatore di tale lettiera vegetale che attraverso una start up tutta friulana sta avendo grande successo soprattutto all’estero. “Usiamo la parte meno nobile del mais lasciando le parti principali della pannocchia per uso alimentare del bestiame”, afferma Tomadoni, soprattutto in momenti di emergenza-mangime come questi, dovuti alla guerra in Ucraina che ha bloccato i rifornimenti di cereali e mangimi.

Il tutolo è infatti il dorso duro della pannocchia, il sostegno spugnoso dei chicchi che viene macinato e lavorato con oli essenziali stabilizzanti che neutralizzano i cattivi odori assieme ad un reagente naturale che serve da agglomerante. Grazie al quale “ogni volta che il gatto fa la pipì si forma una pallina che viene presa con l’apposita paletta e smaltita nell’umido, nel compostaggio o se in piccole quantità nel wc di casa”, spiega il titolare affermando che il prodotto è ecosostenibile, biodegradabile e compostabile, forte di due certificazioni rilasciate dall’ente certificatore TUV Austria. Eccoci dunque alla Biolettiera OK CAT, composta da granulato vegetale, senza utilizzare ad esempio la bentonite, minerale argilloso estratto da cave presenti sia in Europa che negli Stati Uniti, o altri materiali a base chimica che non fanno bene né al gatto né all’ambiente. 

Il mais, graminacea che chiamiamo anche granoturco, è uno dei cereali che hanno rivoluzionato la scala della nutrizione mondiale, sia per gli umani che per gli animali: proveniente dall’America Latina dove si calcola venne coltivato fin da diecimila anni fa, base alimentare per miliardi di persone, il mais arriva in Europa con le navi degli esploratori spagnoli e portoghesi dopo la scoperta delle Americhe e già a metà del XVI secolo l’alto rendimento delle coltivazioni e l’adattamento a differenti climi europei ed asiatici fanno sì che il cereale venisse coltivato facilmente e diventasse alimento essenziale per sfamare intere regioni durante carestie o guerre. 

Oggi il mais degli antichi Maya coltivato in migliaia di ettari in tutta Italia rappresenta una risorsa per la Gem Innovation:  fabbrica, magazzino e parte produttiva con impianto che ricopre il granulo vegetale di tutolo  rendendolo compatto ed  uniforme assieme ad oli essenziali, privato dell’ammoniaca. Soprattutto all’estero si vende il prodotto della Società friulana, che sulla confezione raffigura un gattone buffo e felice. Perché all’estero? Secondo Tomadoni, la sensibilità verso l’ambiente è più sentita che in Italia dove si  tende a guardare soprattutto il prezzo. Gli studi sull’utilizzo del tutolo sono apprezzati da industrie straniere europee, che valutano l’ecosostenibilità del prodotto. Dal Friuli all’Europa.  Soprattutto adesso che anche numerosi Comuni incentivano l’utilizzo di lettiere vegetali compatibili con l’ambiente per diminuire  tossicità e volume dei rifiuti. 

Cosa c’è dietro ad un gatto? Un mondo, perfino il mais. 

Un fenomeno sociale che vede gli animali domestici ed i gatti in prima fila come principali attori dei social, tra fotografie e descrizioni delle loro prodezze,  presenza  sempre più richiesta e ricercata soprattutto in questi anni di pandemia che per molte persone hanno significato solitudine, quindi desiderio di sicurezza, compagnia, conforto: ed assieme a tutte le implicazioni sentimentali un giro d’affari che occupa milioni di lavoratori nell’industria di cibo ed accessori.

I bisogni del gatto ultima modifica: 2022-06-04T19:31:00+02:00 da BARBARA MARENGO
Iscriviti alla newsletter di ytali.
Sostienici
DONA IL TUO 5 PER MILLE A YTALI
Aggiungi la tua firma e il codice fiscale 94097630274 nel riquadro SOSTEGNO DEGLI ENTI DEL TERZO SETTORE della tua dichiarazione dei redditi.
Grazie!

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:

Lascia un commento