Quelli che il tennis

Avevamo da poco finito di esultare per l'ennesima impresa di Rafa Nadal, ed ecco la notizia della morte di Gianni Clerici, la penna più competente e riconosciuta di questo sport.
ROBERTO BERTONI BERNARDI
Condividi
PDF

Avevamo da poco finito di esultare per l’ennesima impresa di Rafa Nadal, capace domenica di conquistare, a Parigi, il suo quattordicesimo Roland Garros, battendo in finale il norvegese Ruud, peraltro un allievo della sua academy di Manacor, e ottenendo così il ventiduesimo slam di una carriera inimitabile. La notizia della morte di Gianni Clerici, “quello del tennis”, la penna più competente e riconosciuta in materia, ha gettato su di noi un velo di tristezza. Di Clerici, infatti, ci mancherà tutto: la competenza, la dolcezza, la gentilezza dei toni e dei modi, l’incredibile conoscenza di ogni aspetto della materia di cui scriveva e la memoria storica che egli rappresentava, in un mondo che tende sempre più a smarrire le proprie radici.

Novantuno anni non sono pochi, per carità, ma Clerici trasmetteva ogni volta un senso di immortalità, come se le sue analisi fossero destinate all’eternità, come se la sua pacata disamina dei fatti e il suo commento mai banale dovessero accompagnarci per sempre. Invece anche la sua favola si è conclusa, e con essa è terminata una parte della nostra vita di appassionati e di sportivi, dato che un altro Clerici non esiste e difficilmente verrà alla luce nei prossimi anni. Troppo diverso il mondo di oggi rispetto alla sua epoca d’origine, troppo incattivito, feroce, privo di quella levità calviniana necessaria per affrontare ogni argomento di dritto e di rovescio, senza mai lasciarsi cogliere impreparati ma, al tempo stesso, senza mai prendersi troppo sul serio.

Tornando a Rafa, è protagonista indiscusso dell’arena tennistica dal 2005, quando vinse gli Internazionli di Roma battendo in finale l’argentino Coria e dimostrando al mondo intero che la terra rossa sarebbe stata la sua superficie d’elezione. Un marziano in tutti i sensi, considerando che trionfa da anni con un piede deformato, cui adesso si sono aggiunti gli acciacchi dovuti all’età e i problemi alla schiena. Eppure è sempre lì, per nulla intenzionato a smettere, desideroso di dire ancora la sua, di battersi come un leone contro giocatori molto più giovani e sempre più agguerriti, pronto a dare battaglia fino alla fine per continuare non solo a vincere ma a scrivere la storia di uno sport in cui esiste un prima e un dopo di lui.

Questo capita solo ai grandissimi, a quei personaggi che vanno al di là della propria disciplina e segnano un’epoca, entrando a far parte dell’immaginario collettivo. Era una delle caratteristiche di Clerici e vale lo stesso per Nadal, come è accaduto in passato, restando al tennis, a Pietrangeli, Panatta, Borg, McEnroe, Agassi e, in ambito femminile, a Lea Pericoli, a Martina Navratilova e alle sorelle Williams. Non ci stupisce più nulla del fenomeno maiorchino, se non la forza d’animo con cui lotta ogni giorno, innanzitutto contro se stesso, mentre noi comuni mortali lo invitiamo a pensare di smettere, permettendoci persino di elargire consigli su quale potrebbe essere il finale perfetto, con una bella coppa in mano e l’intero stadio in piedi ad applaudire. Lo deciderà lui, come è stato per altri fenomeni dello sport, la cui longevità ha lasciato tutte e tutti senza parole.

L’importante è che esca di scena al momento opportuno, appagato dal proprio percorso e pronto ad affrontare nuove sfide, essendo ancora giovane e straordinariamente ricco di idee, saggezza e voglia di vivere. Erano gli ingredienti che hanno reso unica l’esistenza di Clerici, cui ora diciamo addio con tristezza e gratitudine per la splendida eredità che ci ha lasciato: come tennista, come giornalista ma, soprattutto, come persona.

Quelli che il tennis ultima modifica: 2022-06-07T18:33:00+02:00 da ROBERTO BERTONI BERNARDI

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:

Lascia un commento

sostieni ytali.com

la sua indipendenza dipende da te

YTALI.COM È UNA RIVISTA GRATUITA E INDIPENDENTE. NON HA FINANZIATORI E VIVE GRAZIE AL SOSTEGNO DIRETTO DEI SUOI LETTORI. SE VUOI SOSTENERCI, PUOI FARLO CON UNA DONAZIONE LIBERA CHE ORA È ANCHE FISCALMENTE DETRAIBILE O DEDUCIBILE DAL TUO REDDITO, PERCHÉ SIAMO UN’A.P.S. ISCRITTA AL R.U.N.T.S. (art 83 Dlgs 117/2017)