Marco Dori, una visione della città

Domenica si vota per eleggere il sindaco di Mira, importante centro del Veneziano. Marco Dori si ricandida e in questo intervento per ytali.com spiega la rilevanza della posta in gioco.
MARCO DORI
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Cinque anni fa ero un giovane cittadino di 33 anni, cresciuto nei valori civici e formato dagli studi e da numerose esperienze professionali. Decisi di candidarmi a sindaco per amore della mia città, Mira, dove ho sempre vissuto e operato: il Partito Democratico e le liste civiche del centrosinistra decisero di darmi fiducia, e in una campagna elettorale non facile – per la presenza di vari competitori dotati di consenso e risorse – riuscimmo a riportare la città sotto le insegne progressiste.

In questi cinque anni, nonostante la pandemia e la crisi economica e sociale, non ci siamo mai risparmiati: abbiamo praticato innovazione, messo in campo decisioni coraggiose, acquisito finanziamenti importanti dall’Europa, dal Governo e dalla Regione, investendoli in progetti a lungo termine e coinvolgendo anche le minoranze.

Abbiamo cominciato dalle piccole cose, ma anche quella dei grandi piani di visione: perché non possono esistere le une senza gli altri, e viceversa. Il tutto tenendo la barra dritta dei valori, primo fra tutti l’impegno disinteressato e la disponibilità nei confronti della cittadinanza. 

Domenica 12 giugno Mira, città che conta quasi quarantamila abitanti, torna al voto amministrativo. In città da quasi cinquant’anni un sindaco non viene rieletto per un altro mandato: un’anomalia che le scelte delle miresi e dei miresi possono per una volta sfatare. La continuità, oggi, è quanto mai necessaria per dar corso ai nove milioni di finanziamenti dal PNRR, dalla Legge Speciale per Venezia e la laguna, al Piano di Assetto del Territorio, al nuovo Distretto sanitario, al palazzetto dello sport, al ripensamento della mobilità in senso ciclabile, pedonale e accessibile.

Per un ciclo amministrativo completo, cinque anni non bastano: a coloro che sono intenzionati a non esercitare il proprio diritto di voto, dico di pensarci bene, perché lasciare le cose in sospeso penalizza tutte e tutti gli abitanti di Mira. Conoscere a fondo il proprio territorio, sapere dove e come intervenire sono valori non negoziabili. Un modello concreto, coi piedi per terra, moltiplicatore delle energie e delle qualità del territorio. Eppure, rispetto al “fare filiera” tipicamente leghista, c’è un altro modo di amministrare: un modo istituzionale, che il centrosinistra in Riviera del Brenta ha sempre praticato.

Nella Città Metropolitana di Venezia ora sono sempre meno i Comuni amministrati dalle forze democratiche e di progresso: anche per questo, puntiamo a mantenere Mira. Il che può essere rilevante pure per costruire un nuovo percorso di consapevolezza altrove, in vista di futuri appuntamenti di livello sovraordinato.

Non ultimo, votare per la mia riconferma a sindaco aiuterà certamente quel processo di crescita di nuove generazioni di amministratrici e di amministratori, opportunamente formati, necessario sia per il ricambio alla guida delle istituzioni, sia per tornare ad appassionare le persone alla politica, alla cosa pubblica, alle decisioni che riguardano la loro stessa vita.

Marco Dori, una visione della città ultima modifica: 2022-06-10T20:52:38+02:00 da MARCO DORI
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