Lo sgarbo che rafforza Lula

Il presidente portoghese Marcelo Robelo de Sousa incontra a Rio il leader della sinistra brasiliana e candidato alle prossime presidenziali. Per ripicca il presidente Jair Bolsonaro cancella il previsto incontro di stato col suo omologo lusitano.
ANGELICA FEI BARBERINI
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Jair Bolsonaro ha confermato venerdì di aver annullato l’incontro previsto per lunedì a Brasilia con il presidente della Repubblica portoghese Marcelo Rebelo de Sousa: il presidente brasiliano ha affermato che la cancellazione dipende dalla decisione di Marcelo Rebelo de Sousa di voler incontrare l’ex presidente del Brasile Luiz Inácio Lula da Silva. 

Secondo la stampa brasiliana, Bolsonaro si è piuttosto irritato quando, pochi giorni fa, ha appreso dell’incontro previsto tra Marcelo Rebelo de Sousa e Lula e ha deciso la sospensione del suo incontro con il presidente portoghese al Palácio do Planalto. 

Particolarmente significativo, a pochi mesi delle elezioni che si terranno in Brasile il prossimo ottobre e che vedono Lula nuovamente candidato, Bolsonaro ha deciso di cancellare il pranzo organizzato con il presidente della Repubblica portoghese e “l’intera programmazione prevista per l’occasione”. 

A poco meno di cento giorni dalle elezioni presidenziali, i sondaggi sulle intenzioni di voto,  danno Lula da Silva in vantaggio su Jair Bolsonaro e alcuni al momento prevedono una probabile vittoria al primo turno. Lula, che da quando nel marzo 2021 è stato prosciolto da tutte le accuse a suo carico, ha rioccupato lo spazio dell’anti bolsonarismo nella scena politica nazionale, ha reso ufficiale la sua pre-candidatura lo scorso maggio, definendo tale scelta “un atto di amore” per il suo paese.

Proprio in questa occasione e in un discorso ricco di messaggi indirizzati all’attuale presidente, Lula da Silva ha affermato:

il Brasile è troppo grande per essere relegato al triste ruolo di paria nel mondo, a causa della sottomissione al negazionismo, alla truculenza, causando enormi danni economici al paese.

Questo dunque il contesto da campagna elettorale in cui si situa l’arrivo del presidente della Repubblica Portoghese.

Nell’ordine del giorno ufficiale della Presidenza era indicato che Marcelo Rebelo de Sousa avrebbe incontrato domenica l’ex presidente del Brasile e candidato alla presidenza brasiliana Lula da Silva, nonché un altro ex presidente del Brasile, Michel Temer, dopodiché si sarebbe recato a Brasilia per essere ricevuto dall’attuale presidente, Jair Bolsonaro. La cancellazione, a quanto pare non fatta arrivare direttamente allo staff della presidenza portoghese, ma annunciata da Bolsonaro alla CNN Brasil, è avvenuta quando Marcelo Rebelo de Sousa stava già per partire, diretto alla Biennale Internazionale del Libro di San Paolo, importante manifestazione che in questa edizione vede il Portogallo come paese ospite d’onore.

Il presidente portoghese Marcelo Robelo de Sousa incontra Lula a San Paolo, nella residenza del console generale del Portogallo.

“Vado in Brasile con lo stesso programma che avevo”, ha detto Marcelo Rebelo de Sousa ai giornalisti all’aeroporto di Lisbona, prima di salire a bordo.

Con questa frase Marcelo ha anche risposto a chi gli ha chiesto se avrebbe annullato l’incontro con Lula da Silva. Ha ricordato, tra l’altro, che già l’anno scorso aveva incontrato a San Paolo quattro ex presidenti del Brasile, gli stessi con i quali aveva appuntamento in questo viaggio. 

Alla domanda se questa situazione costituisse un incidente diplomatico, il capo dello Stato ha scelto di non rispondere, ha tentato di minimizzare: “una cosa sono i governanti e una cosa sono i popoli”, ha detto. “E il popolo brasiliano e quello portoghese sono popoli fratelli”.  

Certo, davanti a un invito formale cancellato tramite un’intervista in televisione, senza preavviso e mezzi termini, il presidente portoghese ha scelto la linea della diplomazia e si è lasciato intervistare tranquillamente mentre stava in costume da bagno su una spiaggia di Rio de Janeiro. E certamente non cambierà niente nelle relazioni fra i due paesi, perché dovrebbe. 

Altra storia è come il messaggio di Bolsonaro potrebbe essere letto da parte della popolazione brasiliana. Quella che in Europa potrebbe essere infatti interpretata come una scortesia o quantomeno un uso molto personale della diplomazia, fra i suoi elettori, ma anche fra i disillusi e gli indecisi (che in Brasile come altrove sono molti), potrebbe avere l’effetto contrario di rafforzare l’immagine del leader solido, autoritario tanto cara a Bolsonaro e di lasciarlo perfino più forte.  Quello che ha così poco cordialmente lasciato fuori dalla porta, non è un capo di stato qualunque, ma il presidente del paese che per secoli ha dominato il Brasile, che ne ha deciso la storia, la lingua e religione; che ne ha plasmato la cultura e l’organizzazione civile, saccheggiandone le ricchezze. L’insofferenza – più o meno sentita e compresa – nei confronti del Portogallo è piuttosto diffusa, benché latente in vari contesti; dunque il presidente Bolsonaro, nel prendere la sua decisione, sa di aver strizzato l’occhio a qualcuno, è consapevole di aver fatto un gesto che non indignerà più di tanto l’opinione pubblica. In fondo, ne ha fatta un’altra delle sue e brasiliani e portoghesi restano “popoli amici”.  Ma fino a un certo punto.

Lo sgarbo che rafforza Lula ultima modifica: 2022-07-03T19:32:17+02:00 da ANGELICA FEI BARBERINI
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