Musei di Venezia, “rischio Trieste”. Parla Giuseppe Saccà

Scade il mandato della direttrice dei Civici, Gabriella Belli, ma è tutto fermo per la nomina di chi dovrà succederle…
JANDIRA LUDMILA MORENO DO NASCIMENTO
Condividi
PDF

Non è bianca, come le notti dei musei che tengono le porte aperte anche dopo il normale orario di chiusura, ma di colore grigio la luce dei riflettori sui direttori dei musei civici italiani, almeno negli ultimi giorni. Il caso della sparizione del ruolo di direttore dai Musei civici di Trieste ha accesso una spia: cosa succederà nell’iter della nomina del nuovo direttore della Fondazione Musei civici di Venezia? A dare l’allarme il capogruppo del Pd al consiglio comunale Giuseppe Saccà con un’interrogazione al sindaco Brugnaro.

Sfogliando il sito del MuVe alla voce “comitato scientifico” non risulta alcun nome e tra due mesi la direttrice Gabriella Belli andrà in pensione ma di un bando di evidenza pubblica per la selezione di un direttore non c’è traccia. Cosa succederà alla Fondazione, chi la dirigerà? Per ora si fanno alcune ipotesi ma non c’è alcuna certezza. 

Giuseppe Saccà

C’è il rischio che il caso dei Musei Civici di Trieste si ripeta anche a Venezia?
Anche se ufficialmente non è uscito nulla riguardo la nomina di un nuovo direttore non credo che Venezia corra questo rischio, però c’è il rischio che il sindaco faccia le cose nel suo stile. 

E cioè?
Lo stile dell’amministrazione Brugnaro è quello di accentrare tutto su sé sia a livello organizzativo sia a livello scientifico ma con la cultura, e non solo, non si può fare così. Il rischio, attuale, è il depauperamento dei servizi culturali che la città può e deve offrire. La politica di spettacolarizzazione della cultura non giova né nel breve né nel lungo termine ma fa solo scena, appunto, e non contribuisce al benessere di una delle collezioni civiche più grandi d’Italia, se non la più grande.

E qual è lo stato di salute della Fondazione MUVE?
Non ottima: durante la pandemia, ad esempio, le biblioteche della Fondazione sono rimaste chiuse mentre altre erano aperte, il personale è ridotto e l’archivio fotografico non solo non ha una sede ma non è neanche consultabile al momento. Questo dice molto su una città che dovrebbe puntare sulla cultura come suo principale asset.

Quale direttore, allora, potrebbe fare al caso della Fondazione MUVE?
Una figura dalla caratura internazionale, come Gabriella Belli d’altronde, che sappia dialogare con altre realtà museali internazionali, capace di valorizzare un patrimonio così vasto e non di fare solo mostre temporanee per attirare l’attenzione. Serve programmazione.

Quindi la decisione del sindaco di fare le cose a porte chiuse non è in linea con il resto delle realtà museali in Italia.
No, nella maniera più assoluta. Il metodo di candidatura attraverso dei bandi di evidenza pubblica è quello più usato ad oggi in Italia perché più vincente se si guarda alfunzionamento di un museo e dei servizi che offre. Se il sindaco crede che all’interno della Fondazione Musei Civici Venezia ci sia qualcuno in grado di fare il direttore dovrebbe fare il bando proprio per dimostrare che la persona ha tutti i requisiti e le capacità che potrebbe avere anche un esterno.

Musei di Venezia, “rischio Trieste”. Parla Giuseppe Saccà ultima modifica: 2022-07-07T17:42:24+02:00 da JANDIRA LUDMILA MORENO DO NASCIMENTO

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:

Lascia un commento