Rachele

Le buone ragioni per sostenere la candidatura di Rachele Scarpa alla camera dei deputati. Prima fra tutte, la sua giovane età: è un pregio, non un difetto.
ADRIANA VIGNERI
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In queste elezioni si eleggeranno 400 deputati in vece di 630, e 200 senatori in vece di 315. Oltre il trenta per cento in meno. Inevitabile che molte persone che magari hanno svolto bene il proprio lavoro debbano essere sacrificate. A ciò si aggiungano le scelte, scelte legittime ma ovviamente criticabili, degli organismi dirigenti. E si capirà che il livello dello scontento può essere in questo giro elettorale particolarmente elevato. Gli scontenti ci sono sempre stati, questa volta di più, stando ai resoconti giornalistici in Veneto. Dov’è la notizia?

Forse in casa Pd. Forse nelle dimissioni a catena che si annunciano – sempre notizie di giornale – di dirigenti locali, e sembra a causa della scelta del partito, compiuta peraltro ai massimi livelli, di candidare come capolista nella Circoscrizione Veneto 1, Rachele Scarpa, che ha soltanto 25 anni, “sta ancora studiando e non ha un giorno di lavoro alle spalle”. In posizione più defilata, la lamentela riguarda anche la candidatura in Veneto di Piero Fassino, numero due dopo Scarpa nella lista proporzionale. I due, Fassino e Scarpa, insieme con Zan e Lorenzin, sarebbero dei “paracadutati”, in spregio alle scelte del “territorio”. Scelte decise in sede nazionale e, per la Scarpa, spinte dal partito padovano (vale a dire straniero, siamo diventati più leghisti dei leghisti) e dalla Cgil. Orrore!

Non vogliamo annoiare i lettori con le beghe interne di un partito: ognuno ha le sue, i partiti sono strutture complesse, tutti, almeno quelli che ancora meritano questo nome, e chi ne fa parte sa benissimo che tante sono le esigenze che vanno contemporaneamente salvaguardate, a cominciare da quelle energicamente sostenute dalle varie “componenti”. Sul Fassino paracadutato – dirigente politico che ritengo stimabilissimo –  mi limito a ricordare che è stato candidato a Treviso anche nelle elezioni del 1994, primo della lista o listino. Lo ricordo bene perché io ero seconda, e fui eletta perché Fassino optò per altra sede. Non è quindi nuovo alle candidature in Veneto.

Cerchiamo di riflettere qui soltanto sulla levata di scudi (non di tutti, ovviamente) contro la candidatura “blindata” di Rachele Scarpa.

Il primo elemento che salta agli occhi è che si cita soltanto la giovane età e la mancanza di esperienza amministrativa. Come fosse stata pescata da un mazzo di belle fanciulle. Non è questo Rachele Scarpa.

Anzitutto non è sola. È stata una delle “sardine” e ha intorno a sé un gruppo di coetanei con i quali condivide il lavoro politico. Con il porta a porta a Padova, per l’elezione del sindaco Giordani. Con il porta a porta a Verona, per l’elezione di Damiano Tommasi. Candidarla significa candidare uno di quei giovani che con lei lavorano per sostenere questo Pd che ancora (fortunatamente, dico io) viene sentito come una forza che può fare del bene all’Italia. Vuol dire rappresentarli e valorizzarli tutti. Non ha lavorato a Treviso? Lo farà ora, ma a Treviso – dove abita – non è una sconosciuta: è vicesegretaria dell’Unione comunale del Pd. E dal Pd stesso è stata candidata – quando era ancora più giovane – a consigliere regionale, e in quell’elezione ha ricevuto circa 4.700 preferenze, informatevi, sono tante. Diciamo la verità, Rachele Scarpa può portare a votare per il Pd giovani che altrimenti non voterebbero, o non Pd, come rappresentato dai nostri “vecchi” esponenti. La sua giovane età è un pregio, non un difetto.

Che cos’è il “lavoro politico” lo sa già. Non conosce quello amministrativo, se servirà che lo conosca il suo partito si occuperà di metterla in condizione di impararlo. Tutti debbono essere formati, anche i politici indipendentemente dall’età. Intendiamoci, io apprezzo molto il metodo che seguivano i vecchi partiti di una volta, Pci e Dc, nel far crescere i propri quadri, dal consiglio comunale in su. Ma non venitemi a dire che questo lavoro di formazione quadri oggi si fa.

Un’ultima osservazione: all’interno del partito era noto che il segretario Letta era alla ricerca di candidati giovani, appunto per offrire ai giovani una rappresentanza adeguata. Va anzi sottolineato che si è introdotto così un criterio nuovo nella scelta delle candidature: l’iniziativa si chiama Rete Nazionale Giovani. Difficile meravigliarsi che Rachele Scarpa sia stata prescelta.

I nostri giornali locali di oggi 18 agosto ci hanno ampiamente spiegato che Rachele Scarpa non era nella rosa delle candidature selezionate dagli organi del partito trevigiano (le famose rose non sono pubbliche). Era stata proposta come possibile candidata in una lettera a parte sottoscritta soltanto dai segretari cittadini dei circoli dell’Unione comunale del Pd trevigiano. È un dato di fatto che quella lettera, autorevole ma “informale” (al di fuori delle procedure con cui si scelgono le candidature), è giunta a Venezia, e poi a Roma, in allegato alle candidature ufficiali inviate dalla segreteria provinciale alla segreteria regionale e dalla segreteria regionale al nazionale. È un bene che sia andata così.

Rachele ultima modifica: 2022-08-19T11:50:57+02:00 da ADRIANA VIGNERI

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2 commenti

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Mara Rumiz 19 Agosto 2022 a 14:02

Ha ragione Adriana Vigneri.
Aggiungo: sono ben altri i problemi del Pd e della sinistra.!

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Luca Milan 19 Agosto 2022 a 14:20

Sono d’accordo con lei prof.ssa Vigneri. Rachele è una giovane politica preparata e motivata, che sarà certamente in grado di rappresentare le istanze del territorio. Grazie a lei, Treviso sarebbe anche conosciuta per aver eletto la più giovane parlamentare d’Italia e non solo come cittadina ultraleghista!

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