Alla Giudecca le Tinture di Saverio Tonoli

Negli spazi del Chiostro dei Santi Cosma e Damiano, nell’isola veneziana, la mostra del giovane artista cosmopolita.
BARBARA MARENGO
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Come trattenere l’energia che ci attraversa è  progetto artistico  di Stefano Coletto composto da varie esposizioni che si sono tenute presso la Fondazione Bevilacqua la Masa durante la recente pandemia. Il progetto prosegue e si espande nella mostra dal titolo “Tinture/Dyes” di Saverio Tonoli che aprirà tra pochi giorni a Venezia: mai così attuale il tema dell’energia, grande interrogativo di questi tempi di crisi  su tutti i fronti, anche sul piano umano. Un’energia che è dentro di noi e che dobbiamo utilizzare per esercitare il mestiere di vivere al meglio, e che entra in un circuito universale anche attraverso le opere d’arte. 

Ed è Saverio Tonoli, artista italiano dotato di spirito internazionale, che ci introduce in questo argomento filosofico-pratico con la mostra curata da Stefano Coletto per la Fondazione Bevilacqua La Masa, che si apre il 10 settembre alle ore 12 presso gli spazi del Chiostro dei Santi Cosma e Damiano, nell’isola veneziana della Giudecca, in una sala molto particolare, e resterà aperta fino al 6 novembre. 

“Tinture” dunque: elementi primordiali della natura, aria, acqua, spazi celesti, rocce e vento, con studi del colore, degli inchiostri, delle tradizioni più varie.

Ce ne parla l’artista, nato a Lucca ma formatosi  tra Bergamo e Milano dove ha frequentato l’Accademia di Belle Arti  di Brera, e vive dal 2008 a Berlino viaggiando per il mondo.

La sala del Camino è uno spazio di 350 metri quadrati, con ampie finestre, e io, con tre o quattro lavori panoramici, riempio questi spazi bellissimi. Lavori panoramici sono lavori di grosso formato, dieci metri di lunghezza per due di altezza, che di solito sono difficilmente collocabili in un unico locale, tutti insieme dando appunto una panoramica dei miei lavori.
Il curatore Stefano Coletto ha pensato ai miei lavori che s’inseriscono nell’architettura, questa è la prima mostra che si tiene nella sala del Camino per opere di grandi dimensioni, una pittura installativa. A dicembre scorso sono venuto a Venezia per rendermi conto degli spazi e ho fatto studi per capire come presentare lavori già fatti e nuove opere, adattati a quello spazio particolare.

Saverio, “giovane uomo” come si definisce, ha vissuto in Spagna  e ora a Berlino, si sente inserito nel sistema lavorativo tedesco.

Espongo in Germania, in Italia, in Spagna e ultimamente in Asia, dove ho vissuto durante la recente pandemia: dico questo perché il progetto che espongo a Venezia prende vita da questa mia residenza d’artista in Vietnam e a Taiwan. I miei soggiorni nei due Paesi si sono estesi grazie o a causa del Covid 19.

Una delle chiavi di lettura della mostra è un confronto che ho raffinato in Asia cominciando a lavorare con le carte e con gli inchiostri, materiali che ho studiato già da sette-otto anni in Europa. In Asia ho avuto modo di sperimentare l’arte attraverso  materiali che qui non esistono, legati alla tradizione di carte trattate e incollate su tela e seta, un confronto non solo tecnico ma che comprende tematiche asiatiche collegate però al mondo occidentale con varie sfumature, con molti punti in comune.

La grande dimensione delle tue opere s’affianca alla dimensione delle opere di Anselm Kiefer esposte nella sala dello scrutinio di Palazzo Ducale?
Quando ho visto il lavoro di Kiefer… certo l’ho tenuto in considerazione, Venezia e l’Italia mi hanno insegnato a lavorare con l’attenzione al dettaglio, la maniera di lavorare la pittura, i tessuti, come mescolare i pigmenti secondo una tradizione alchemica, alla quale tengo molto. Infatti la mostra si chiama “Tinture”, e in Asia ho ritrovato il modo antico di incollare, esaminare e usare i pigmenti, i tipi di pennelli, un insieme che mi ha fatto intensificare anche i colloqui con i colleghi asiatici, parlando ad esempio della lavorazione della carta. A Taiwan  è stata prodotta la carta che è la base  di uno dei lavori che saranno esposti. Una carta speciale  di dieci metri di lunghezza che utilizzo con la tecnica del frottage: bagno la carta molto resistente, la coloro e l’inserisco nelle fessure degli scogli sul mare per qualche ora, poi in laboratorio la lavo, la stiro, ottenendo colori diversi, con un processo speciale.

Venezia città di incontri, ci hai parlato delle sete, qui a Venezia da tradizione millenaria la seta è lavorata in maniera particolare, che si riallaccia ad antichissime tradizioni.
Sì la seta è materiale straordinario. Per quel che riguarda la carta ho inventato una tecnica di incollaggio particolare, mutuata dalla tecnica del restauro, lavorando con restauratrici italiane e tedesche ho sviluppato una sorta di pressa. Devo ricordare il mio amico e collega taiwanese Wu Chi Tsung, con il quale ho partecipato alla Fiera Taipei Dangdai nel 2020, con lui ho condiviso le tecniche di incollaggio su tela, assieme a quelle dell’affresco, collegandoci a tradizioni molto antiche e reinventandole. Lui lavora sulla carta in verticale, ci siamo scambiati e tecniche di lavoro.
Durante il mio soggiorno veneziano in preparazione di “Tinture” la città mi è sembrata di un’internazionalità nascosta ma molto presente, molto viva, eccezionale, ho capito come lavora la città nel suo continuo montare e smontare…  L’incontro e lo scambio di conoscenze tra colleghi è la cosa più pura che possa accadere…

Tinture/Dyes | Saverio Tonoli dall’11 settembre al 6 novembre 2022. Inaugurazione: 10 settembre alle ore 12.00 Fondazione Bevilacqua La Masa, Sala del Camino, Chiostro SS. Cosma e Damiano, Giudecca 620, Venezia

Alla Giudecca le Tinture di Saverio Tonoli ultima modifica: 2022-09-02T13:16:41+02:00 da BARBARA MARENGO

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