O Sanna!

La premier finlandese è diventata l’emblema di una modernità straripante. Il merito è della sua storia, non del partygate.
MATTEO ANGELI
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“Nel giro di una generazione, la Finlandia si è trasformata da una società protestante, senza gioia e abbottonata, in qualcosa di molto moderno e digitale”, sostiene Roman Schatz, giornalista e scrittore tedesco-finlandese. Di questa Finlandia faro del progresso, Sanna Marin è il volto moderno. A rendere celebre la trentaseienne premier ha contribuito il recente video che la ritrae mentre balla scatenata. Il breve filmato ha provocato una ridda di reazioni, di supporto e di condanna, tra i 5,5 milioni di abitanti del paese e nel resto del mondo. Ma c’è molto di più dietro il fenomeno Sanna Marin. 

Ironia della sorte, la premier finlandese mostra raramente in pubblico il lato gioviale e rilassato esposto nel video finito online. Altro che “Sanna la festaiola”, come l’hanno malignamente ribattezzata i tabloid locali. La capa del governo finlandese è una politica nota per la sua serietà e preparazione. 

Composta, a volte quasi rigida, Marin si fa conoscere al pubblico finlandese già tra il 2013 e il 2017, quando presiede il consiglio comunale di Tampere, terza città più grande del paese. Diventa virale il filmato di una seduta dedicata alla costruzione di una linea di tram e degenerata a causa degli interventi fuori luogo e a oltranza di alcuni consiglieri. In quest’occasione Marin si fa apprezzare per un linguaggio diretto e il polso nel tenere a bada l’aula. 

Nonostante la giovane età, Marin è una politica esperta. Entrata nel 2006 nella sezione giovanile del Partito social democratico, nel 2012 è eletta nel consiglio comunale di Tampere. Nel 2015 fa ingresso per la prima volta in parlamento e due anni dopo diventa la prima vicepresidente dei social democratici. Nel 2019 riconquista il suo seggio in parlamento e l’allora capo del governo, Antti Rinne, la nomina ministro dei trasporti e delle telecomunicazioni. Qualche mese dopo, in dicembre, Rinne è costretto a gettare la spugna in seguito a uno sciopero dei lavoratori del servizio postale. A trentaquattro anni, Marin raccoglie il testimone. È la consacrazione di una carriera folgorante.

Si dimostra una premier capace. Gestisce bene la pandemia di Covid, il che ha permesso alla Finlandia di essere uno dei paesi europei con il tasso di mortalità più basso. Nel 2021, in occasione dell’approvazione del nuovo bilancio, riesce a strappare il consenso dei vari alleati dopo ardui negoziati. Quest’anno, poi, porta a casa l’apertura della procedura di accesso della Finlandia alla NATO. Una mossa che interrompe la lunga tradizione di neutralità del paese. Soprattutto, in questo modo rassicura i tanti finlandesi spaventati dalle rinnovate ambizioni territoriali russe.

Sanna Marin con Jens Stoltenberg, segretario generale della NATO, nell’ottobre 2021

Sanna non è solo brava. È l’emblema di una modernità straripante, capace d’ispirare ben oltre i confini della Finlandia. È incredibilmente giovane e il suo governo è eccezionalmente femminile, perfino per gli standard “progressisti” finlandesi. Quando diventa premier nel 2019, Marin è con trentaquattro anni la più giovane leader al mondo. Ha vent’anni in meno rispetto ai suoi due predecessori, entrambi uomini. È alla testa di una coalizione di cinque partiti, quattro dei quali sono guidati da donne (tre di loro sono trentenni, come Marin). Dodici dei ministri nel suo gabinetto sono donne, sette sono uomini.

Fa parte dell’ala sinistra del suo partito e la appassionano in particolare le questioni ambientali e i diritti delle donne. A questo proposito, ha promesso che la Finlandia raggiungerà la neutralità carbonica entro il 2035 e ha migliorato – per le donne e per gli uomini – il già buon sistema di congedo parentale finlandese. Quando nasce la figlia Emma nel 2018, dà l’esempio dividendo in maniera uguale con il marito Markus il periodo di astensione dal lavoro. 

Dopo essere diventata premier scrive su Twitter:

La Finlandia non sarà finita in quattro anni, ma può andare meglio… A questo stiamo lavorando. Voglio costruire una società nella quale un bambino possa diventare qualunque cosa [desideri] e ogni persona possa vivere e crescere con dignità. 

Sanna Marin e i ministri del suo governo

La sua di gioventù non è stata semplice. Nata nel 1985 a Helsinki, Marin cresce nella cittadina di Pirkkala, in una famiglia tutt’altro che agiata e in un alloggio messo a disposizione dal comune.

I miei genitori divorziarono quando ero molto piccola perché mio padre aveva dei problemi di alcolismo,

ha raccontato nel suo blog.

Dopo il divorzio la madre si mette in coppia con una donna e Sanna cresce in una famiglia omogenitoriale. Un’esperienza che lei descrive come “piena di amore e momenti di vita ordinaria”. Ciononostante, ricorda di essersi sentita “invisibile” perché non poteva parlare apertamente della propria famiglia. 

Era qualcosa che non poteva essere discusso. È solo ora nel ventunesimo secolo che il dibattito sulle famiglie arcobaleno ha cominciato a essere davvero aperto,

ha detto nel 2015 in un’intervista alla rivista finlandese Me Naiset

Questo ha ispirato in lei una profonda attenzione per i diritti.

Per me i diritti umani e l’uguaglianza delle persone non sono mai stati questione di opinioni ma la base della mia concezione morale… Ho scelto di fare politica perché voglio influenzare il modo in cui la società vede i cittadini e i loro diritti,

ha scritto sul suo sito. 

Sanna Marin al pride di Helsinki con gli altri membri del Partito social democratico, il 2 luglio 2022

Il carisma di Marin è frutto anche di un percorso simile a quello di tanti altri giovani finlandesi. Per completare il reddito modesto della madre, da ragazza lavora in una panetteria e, più tardi, come commessa, per pagarsi gli studi superiori. Diventa la prima della sua famiglia ad andare all’università, dove ottiene una laurea magistrale in scienze dell’amministrazione.

C’è però anche chi prova a usare questo dettaglio della sua esperienza per denigrarla. Quando Marin diventa prima ministra, il quotidiano Iltalehti parla di un’“ascesa impressionante da commessa a numero uno della Finlandia”. Anche l’allora ministro dell’interno estone, Mart Helme, scatena una polemica chiamandola “la commessa”. Ieri come oggi, molti finlandesi prendono le parti di Sanna e raccontano sui social i loro umili inizi in quanto cassieri o addetti alle pulizie. 

In questi giorni l’immagine della premier finlandese è macchiata dal partygate, che riguarda non solo il celebre video in cui balla ma anche una foto scattata da sue due ospiti, a seno nudo, nella sua residenza ufficiale. Lo scandalo fa male, soprattutto perché arriva al momento sbagliato. L’anno prossimo si vota e l’avversario di centrodestra “Kokoomus” ha il vento in poppa, al punto che è probabile che Marin perda la premiership. 

Questo vicenda però mette al contempo in luce uno degli aspetti che fanno di lei un personaggio così carismatico e, in alcuni casi, divisivo: la sua umanità, la sua autenticità. 

La partita va ben oltre il risultato delle prossime elezioni. Sanna Marin è parte del nuova Finlandia. Come ha detto Lauri Tierala, ex consigliere di uno dei suoi predecessori:

Marin è diventa il simbolo di cosa è accettabile e di cosa non lo è.

Inevitabile che la sua moderna “normalità” faccia scandalo tra una parte della popolazione.

Lo riconosceva pure Marin in ottobre, alla tv finlandese:

Rappresento le giovani generazioni… A volte mi sembra che per alcuni la mia stessa esistenza sia una provocazione. 

O Sanna! ultima modifica: 2022-09-03T10:26:55+02:00 da MATTEO ANGELI
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