La coppa dalle grandi orecchie

ROBERTO BERTONI BERNARDI
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Ricomincia il circo dei sogni, detto anche Champions League, la coppa dalle grandi orecchie che fa brillare gli occhi a tutti i tifosi d’Europa. Lo scorso 28 maggio, a Parigi, se l’è aggiudicata, tanto per cambiare, il Real Madrid di Carletto Ancelotti, giunto alla sesta vittoria in carriera e artefice di due dei quattordici trionfi bianchi. Passare il girone per le “merengues” dovrebbe essere poco più che una formalità, considerando che le avversarie con cui dovrà vedersela sono Celtic, Lipsia e Shakhtar Donetsk. Con tutto il rispetto, davvero poca cosa se si considera la grandezza della compagine spagnola, rafforzata dagli innesti di Rüdiger e Tchouameni e probabilmente non indebolita dalla partenza del pur fortissimo Casemiro.

Venendo alle italiane, è andata benino al Napoli, chiamato a fare i conti nel gruppo A con Ajax, Liverpool e Rangers di Glasgow. Il Liverpool è sempre uno spauracchio, nonostante un avvio di stagione tutt’altro che esaltante, l’Ajax ha molto blasone ma non dovrebbe rappresentare un pericolo per i ragazzi di Spalletti; quanto ai Rangers, hanno vinto moltissimo in Scozia ma a livello europeo non costituiscono un problema. Non si può certo dire lo stesso per l’Inter, se si pensa alle rivali astronomiche con cui dovrà vedersela nel gruppo C. Barcellona e Bayern Monaco sono letteralmente delle corazzate, con attacchi che possono contare su punte di diamante come Mané e Lewandowski, difese molto forti, i due portieri della Nazionale tedesca e due centrocampo fra i più agguerriti e tecnici al mondo. Diciamo che il Viktoria Plzeň è la vittima sacrificale del raggruppamento, ma anche i nerazzurri di Inzaghino si divertiranno assai poco.

Quanto al Milan, a parte il ricchissimo Chelsea, avrà a che fare nel gruppo E con Salisburgo e Dinamo Zagabria. Dopo averla vista all’opera nel derby, la banda Pioli ci sembra in grado di affrontare chiunque, più che mai avversari di livello nettamente inferiore in due casi e dello stesso livello per quanto concerne i londinesi. Senza contare che il giardino europeo costituisce da sempre l’habitat ideale per i rossoneri, da non sottovalutare, dunque, anche per il prosieguo della competizione. La Juve, infine, deve stare attenta perché il PSG ha un attacco stratosferico ma anche Benfica e Maccabi Haifa sono rivali rognose. Sono favoriti per il passaggio del turno, a patto che Allegri si ricordi che giocare non è peccato, che Vlahović trovi la continuità che finora, sotto la Mole, gli è mancata e che si riveda in azione il miglior Pogba. In caso contrario, per i bianconeri potrebbero essere dolori.

Nel gruppo B si rivedono Porto e Atletico Madrid, l’anno scorso avversarie del Milan, accompagnate da Bayer Leverkusen e Bruges. A naso, spagnoli e portoghesi dovrebbero avere vita facile, ma si sa che nel calcio il naso può indurre a commettere gravi errori di valutazione. I freschi vincitori dell’Europa League dell’Eintracht Francoforte, il Tottenham di Conte, l’Olympique Marsiglia e lo Sporting Lisbona si sfidano nel gruppo D. I londinesi partono favoriti, le altre tre sono alquanto ostiche e l’impressione è che possano giocarsi tutte, fino alla fine, il passaggio del turno. Certo, l’Eintracht ha dimostrato di non essere granché, specie dopo la partenza di Kostić alla volta di Torino, sponda Juve. Occhio, tuttavia, a dare qualcuno per spacciato in uno dei gironi più equilibrati di questa edizione. Nel gruppo G, in conclusione, Haaland, passato in estate al City, affronta il suo passato, con Copenaghen e Siviglia a provare a rovinare la festa del Manchester che fa furore di questi tempi e di un Borussia Dortmund sempre ricco di talenti e in grado di costituire una delle sorprese della competizione. Quando c’è di mezzo quella musichetta, nulla è scontato.

Sarebbe scorretto non dare un’occhiata anche ai gironi di Roma e Lazio in Europa League e della Fiorentina in Conference League. Ebbene, i giallorossi di Mourinho, reduci dalla batosta subita a Udine, dovranno giocarsi la qualificazione con Ludogorets, Betis e HJK Helsinki. Se sranno l’opposto di ciò che abbiamo visto contro l’Udinese, non ce ne sarà per nessuno. In caso contrario, specie col Betis, saranno dolori. I finalisti della passata edizione del Feyenoord, il Midtjylland e lo Sturm Graz non dovrebbero impensierire gli uomini di Sarri, a patto che la Lazio non pensi di avere già la qualificazione in tasca. Sarà anche una nobile decaduta, ma una competizione che vede al suo interno Arsenal, Manchester United, Fenerbahçe, Stella Rossa, Olympiacos, Dinamo Kiev e PSV Eindhoven, a nostro giudizio, merita di essere seguita con attenzione.Si può anche pensare che la Conference League sia interessante dai quarti in poi. Guai, tuttavia, a non inviare un messaggio di incoraggiamento alla Fiorentina di Vincenzo Italiano che, contro Hearts, Başakşehir e Rīgas FS dovrebbe avere vita piuttosto facile, stando però attenta a non prendere sotto gamba squadre oggettivamente inferiori ma che, proprio per questo, potrebbero rivelarsi più infide del previsto. Se dovessero metterci l’anima, potrebbero anche rappresentare sorprese piuttosto sgradevoli. Che la festa abbia inizio!

La coppa dalle grandi orecchie ultima modifica: 2022-09-06T11:16:00+02:00 da ROBERTO BERTONI BERNARDI

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