Il balzello per entrare a Venezia. Norma pasticciata, farraginosa, vessatoria

La giunta Brugnaro ha presentato al Consiglio comunale una delibera molto attesa ovvero “un regolamento per l’istituzione del contributo d’accesso”. Una norma con evidenti aspetti d'illegittimità, difficile se non impossibile, da far rispettare.
GIUSEPPE SACCA'
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La giunta ha presentato al Consiglio comunale una delibera molto attesa ovvero “un regolamento per l’istituzione del contributo d’accesso”, una delibera resa possibile da una norma nazionale. Ma il provvedimento presentato è una norma confusa, farraginosa, pasticciata e la Giunta, come sempre, non ha nemmeno l’umiltà di accettare critiche, anche costruttive, che stanno piovendo da più parti, dalla politica, dalle categorie economiche e dai cittadini.

Intanto è necessario fare una “operazione verità”.

Presentata come provvedimento finalizzato alla “governance territoriale del turismo”, la norma non ha nulla a che vedere con la gestione dei flussi turistici.

L’amministrazione di centro destra capitanata dal Sindaco Brugnaro, sfruttando strumenti quali autocertificazioni, comunicazioni varie, prenotazioni che dovrebbero garantire il pagamento di un contributo, crea un meccanismo complesso di sorveglianza, pervasivo e sproporzionato che non ha assolutamente nulla a che vedere con la gestione dei flussi in entrata né tanto meno all’interno della città. Renderà solo Venezia la prima città in cui è necessario pagare per entrare senza che ciò sia legato a un servizio per l’ospite.

Una norma difficile, se non impossibile, da far rispettare.  Per come è pensata è un provvedimento vessatorio per chi cercherà di rispettarlo, mentre darà spazio ad elusioni/evasioni enormi. Basti pensare che tra esenzioni ed esclusioni non bastano le lettere dell’alfabeto in versione inglese per tutte le eccezioni previste al pagamento del contributo. Per non parlare di alcuni aspetti legati alla privacy di chi ottempererà alla norma, tema che volutamente la maggioranza non ha voluto affrontare in commissione nonostante le molte richieste da parte dell’opposizione.

Altro punto è il rischio di legittimità che si annida in molto articoli. Qualche esempio. L’esenzione per i veneti non può essere giustificata se non per una scelta politica e rischia di rendere la normativa inefficace: come sanno tutti quelli che hanno avuto la pazienza di studiare i flussi turistici, gran parte degli escursionisti vengono proprio dalla Regione Veneto. Un altro esempio sono le riduzioni previste per l’art. 7 (ovvero a chi paga la tassa di soggiorno in veneto) è discriminatorie e probabilmente illegittima: perché chi paga una tassa di soggiorno in un altro territorio non dovrebbe poter vantare medesima scontistica? Infine, l’articolo 15, prevede la possibilità di uno sbarramento fisico all’ingresso della città per il solo fine del controllo e dell’adempimento tributario. Questo non è previsto dalla norma nazionale e per di più una potestà che viene assegnata alla Giunta senza nemmeno il voto del Consiglio comunale.

Tra numeri, capitoli e lettere, infine non emerge però il dato più importante: quale la soglia degli escursionisti ritenuta accettabile e come viene conteggiata? La risposta da parte della Giunta è che non solo devono ancora deciderla ma non hanno ancora neppure ipotizzato i parametri per ricavarla.

© Andrea MEROLA

Cosa fare quindi?

L’obiettivo del controllo dei flussi turistici richiede in primo luogo la determinazione di un numero soglia e questa non può essere delegata in bianco alla Giunta. Il primo passo da fare riguarda il ruolo della Smart control room. La regolamentazione dei flussi comporta un’analisi scientifica trasparente su quelli che sono gli arrivi in città e sulle soglie sopportabili dalla stessa. Ora il funzionamento della Smart control room è del tutto opaco. Che modelli utilizza? Come vengono aggiornati? Come vengono condivisi e quindi vidimati dalla comunità scientifica? Non sono state date riposte in commissione a nessuna di queste domande nonostante l’insistenza con la quale le abbiamo poste. Questo argomento, assieme a Sara Arco, lo abbiamo affrontato più nel dettaglio sempre qui su ytali. ytali. – La resa alla monocultura turistica predatoria

E quale la soglia ottimale di turisti escursionisti? Sul tema esistono diversi studi che cercano di immaginare un numero cercando di massimizzare i benefici del turismo legandoli a vincoli socioeconomici. I parametri applicabili sono molti (residenti, domiciliati, posti letto nelle strutture alberghiere ed extralberghiere senza dimenticare il fenomeno delle locazioni brevi per turisti, posti nei parcheggi, capacità di carico del trasporto pubblico, numero massimo di persone ospitabili in alcune zone chiave della città come Piazza San Marco, pendolari per motivi di lavoro e studio, ecc.). Tutto ciò non è ovviamente demandabile alla Giunta senza un confronto come prevede l’attuale norma. 

© Andrea MEROLA

Inoltre, se si vuole applicare una tassa perché chiunque visiti la città anche per poche ore contribuisca al suo mantenimento, principio di per sé corretto, è necessario legarla ai vettori d’accesso. Ad oggi abbiamo solo la Ztl bus invece andrebbe introdotta una Ztl acquea, una Ztl auto, e un accordo con i vettori ferroviari (esenzioni poche e legate al vivere economico e sociale della città).
Ma tutto ciò non basterebbe ancora. Bisognerebbe riscoprire la funziona di una carta servizi che è stata completamente accantonata dall’attuale amministrazione. Anche qui gli studi e le proposte non mancano. Di certo è necessario ampliare l’offerta di servizi/scontistica non solo ai musei civici e al trasporto pubblico locale ma ad una serie di servizi nei quali giocherebbero un momento fondamentale accordi con tour operator – OTA e categorie economiche. Tutti soggetti che in commissione hanno dimostrato una freddezza molto forte verso il provvedimento proposto e soprattutto è emerso come non siano stati interpellati in questa fase cruciale e il confronto è rimandato a dopo l’approvazione dello stesso. Un procedimento contrario a quella che dovrebbe essere seguito per fare di Venezia una esperienza turistica all’altezza.

E ovviamente rimane del tutto inevaso il problema del trasporto pubblico locale. Che fine hanno fatto i terminal che dovrebbero e potrebbero permettere una gestione dei flussi più ordinata? Si sta pensando ad un riordino delle linee? Anche su questo aspetto tutto tace e dimostra l’incapacità della Giunta di affrontare i nodi di questa città in termini strutturali con un progetto chiaro. Ci si affida a provvedimenti sconnessi tra loro che non possono risolvere il problema alla radice ma rischiano solo di aggravarlo.

Tirando le somme siamo anni luce lontani da un provvedimento che possa solo immaginare di aprire una nuova stagione nella governance del turismo a Venezia. Avremo solo un nuovo balzello che renderà ancora di più complicata la vita ai cittadini veneziani, ad alcune categorie economiche e a chi ha tutto il diritto di vistare Venezia.

L’autore è capogruppo del Partito democratico nel Consiglio comunale di Venezia

Il balzello per entrare a Venezia. Norma pasticciata, farraginosa, vessatoria ultima modifica: 2022-09-20T20:33:30+02:00 da GIUSEPPE SACCA'
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