A Venezia la musica romantica è francese

In un angolo di San Polo appena discosto dai grandi flussi turistici è attivo dal 2009 il Centre de Musique Romantique Française di Palazzetto Bru-Zane.
SANDRA GASTALDO
Condividi
PDF

Mille metri quadri di romanticismo. A pochi passi dalla Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, due ponti e una calle dalla Basilica dei Frari. Proprio dietro campo San Stin, al di là di un muro che racchiude un giardino verdeggiante punteggiato dal bianco di putti scolpiti. In un angolo di San Polo appena discosto dai grandi flussi turistici è attivo dal 2009 il Centre de Musique Romantique Française di Palazzetto Bru-Zane. Scartate subito le immagini di scenari di cartapesta per eventi turistici che potrebbero prendere forma nella vostra mente. 

Stiamo parlando di un luogo che non ha la minima  parentela con le location veneziane che offrono intrattenimenti suggestivi ai viaggiatori in rapido tour. Perché il Centro di musica romantica del Palazzetto è sì, anche, pensato per accogliere concerti, ma è soprattutto un centro di ricerca, progettazione e produzione musicale di rilievo internazionale.

Per conoscerne lo spirito, si può approfittare del prossimo festival di autunno che il Palazzetto, affacciato su rio Marin, ha organizzato e ospiterà. Sei concerti e una conferenza per conoscere Jules Massenet (1842-1912 ) e il suo tempo. Non esattamente il Massenet dei famosi  melodrammi tardo ottocenteschi – come Thaïs o Manon – che sono nel repertorio dei maggiori teatri d’opera. Quello più intimo, ma non per questo meno interessante, delle composizioni per pianoforte o delle trascrizioni di arie e oratori destinate ai “salon”, i salotti musicali cui era affidata, prima dell’avvento dei mezzi di riproduzione del suono, la diffusione della produzione artistica. Quei salotti – non solo francesi –  che hanno avuto una immensa parte nella storia culturale e politica dell’Europa, in cui si parlava molto e molto si praticava e si ascoltava  musica da camera ma anche trasposizioni di lavori pensati per le sale da concerto o i teatri lirici.

A Venezia gli appuntamenti (tra il 1 e il 28 ottobre) con Massenet, fatta eccezione per il concerto di apertura alla  Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, saranno tutti al Palazzetto che ben restituisce l’atmosfera dei  “salon” ottocenteschi. 

Più complessa, invece, l’articolazione del calendario extra-veneziano del Centro di Musica Romantica  per il 2022/23 che, solo per quanto riguarda l’omaggio a Massenet, dopo un preludio a luglio nel principato di Monaco, ha una programmazione distribuita tra Francia, Germania e Ungheria con un respiro temporale più ampio. 

Tra il prossimo novembre e il mese di giugno del 2023 in giro per l’Europa verranno eseguite, in forma di concerto,  in sale prestigiose con grandi organici strumentali e importanti bacchette, alcune complesse partiture operistiche del compositore francese, di rara esecuzione in tempi moderni. A partire da Hérodiade che sarà proposta al théâtre des Champs-Élysées di Parigi (25 novembre) dal coro e dall’orchestra dell’Opera nazionale di Lione diretti da Daniele Rustioni . 

Motore dell’omaggio a Massenet, ultimo di una lunga serie pensata per riaccendere l’attenzione sulla vasta produzione musicale dei compositori attivi in Francia nel XIX secolo, é il Palazzetto Bru Zane.  Quando programma attività  fuori dalla Laguna, il Palazzetto coopera con teatri e istituzioni musicali di grande prestigio:  dalla  Filarmonica Ungherese all’orchestra della Radio bavarese, da quella di Radio France a quella dell’Opera di Lione, solo per citate alcuni degli impegni dell’immediato futuro. 

In Italia, il Palazzetto collabora attualmente con l’Accademia del Teatro alla Scala e ha sviluppato, in passato, proficue partnership con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia ma anche con Mito, il festival musicale che si tiene tra Milano e Torino. 

A Venezia, dove nel 2016 ha investito in una produzione teatrale con la Fenice (Les chevaliers de la table ronde, un opéra-bouffe che ha riscosso grande successe al Malibran durante il Carnevale) il Palazzetto continua a tessere relazioni e rapporti con le istituzioni locali, ma orientandosi sull’autonomia organizzativa e su una programmazione che privilegia il repertorio prevalentemente cameristico con piccoli organici ma interpreti sempre di grandi qualità . Una scelta  molto apprezzato da un pubblico fedele composto da residenti ma anche da forestieri appassionati e informati  che ben conoscono il lavoro di ricerca del Bru-Zane. Uno sforzo musicologico straordinario e generoso reso possibile dal mecenatismo ma anche da una vocazione alla creazione di collaborazioni con archivi, conservatori, accademie. Tutto questo per studiare, catalogare e rendere accessibili carte e partiture di fondi documentari pubblici e privati offerti in formato digitale su una piattaforma web. 

Non un lavoro affidato alla casualità, ma una metodica investigazione scientifica cominciata proprio con l’inaugurazione, dopo un accurato e straordinario restauro, del palazzetto Bru-Zane. 

Bru, come il cognome di una famiglia di industriali francesi del settore farmaceutico che deve le proprie fortune ai farmaci effervescenti, Zane come il casato di un’antica famiglia veneziana. Della dimora degli Zane – divenuta scuola Livio Sanudo  – il “palazzetto” era il “casino”: l’edificio, di dimensioni più raccolte rispetto al vicino palazzo, destinato agli svaghi e alla musica in particolare.

Il “casino”, in cui si racconta abbia suonato anche Mozart, messo in vendita da un discendente degli Asburgo, colpì molto Nicole Bru, vedova di Jean Bru, imprenditore francese che con la moglie aveva condiviso la passione per la ricerca scientifica, ma anche l’amore per Venezia e per la musica. La coppia, che aveva sostenuto nel 1987 la creazione di un’orchestra barocca (il Concert Spirituel strettamente legato al centro di musica barocca di Versailles) aveva un sogno nel cassetto. Dare impulso alla riscoperta di un periodo di produzione musicale, il grande Ottocento francese – che abbraccia un arco che travalica il XIX secolo  e va  dal 1780 al 1920, e include anche i generi “leggeri” dell’opéra comunque, dell’operetta e della chanson –  in parte messo in ombra dal predominio di compositori di altra matrice geografica.

Un sogno assai impegnativo alla cui realizzazione Nicole Bru si è dedicata attraverso una Fondazione che investe in più settori filantropici.

Il Centro di Musica Romantica francese è giovane: più che per la sua data di nascita – è attivo ormai da quattordici anni – per l’équipe vivace e molto preparata  di specialisti che vi lavora. Ma è giovane anche per l’attenzione al pubblico, anzi, ai pubblici e per gli strumenti utilizzati per mettere in pratica la vocazione del Palazzetto. Oltre ai  progetti di catalogazione e digitalizzazione di  partiture e studi disponibili on line, è attiva, i fatti, 24 ore su 24  una web-radio (Bru Zane Classical Radio); con una propria etichetta e con coproduzioni, il Palazzetto edita cd con libro ( oltre quaranta titoli fino a oggi) e cofanetti tematici. Dal 2012 – col progetto Romantici in Erba – la squadra del Palazzetto organizza, per le scuole del Veneto, laboratori didattici (che hanno fin qui interessato 186 classi delle primarie e 53 materne) e appuntamenti musicali per famiglie e bambini dai quattro agli undici anni.

Tutto questo, naturalmente, in aggiunta alla ideazione della programmazione a livello europeo e ai due festival tematici annuali  veneziani di autunno e primavera (quello di aprile-maggio del 2023 sarà dedicato alle compositrici francesi). 

I concerti veneziani hanno prezzi davvero accessibili (quindici euro la tariffa normale, ma solo cinque euro per gli under trenta) e le attività rivolte al pubblico sono spalmate  nei dodici mesi e comprendono anche eventi musicali gratuiti in occasione dell’8 marzo, dell’Art Night e delle presentazioni dei festival oltre a una densa agenda di conferenze, mostre e proiezioni.

Senza dimenticare, ogni giovedì, le visite guidate – sempre  gratuite, in tre lingue – dello spettacolare “casino Zane” edificato tra il 1695 e il 1697 su progetto di Antonio Gaspari, affrescato internamente da Sebastiano Ricci e decorato dai magnifici stucchi di Abbondio Stazio e da una balaustra lignea, che s’affaccia sulla sala da ballo, intagliata da Andrea Brustolon.

A Venezia la musica romantica è francese ultima modifica: 2022-09-24T20:32:16+02:00 da SANDRA GASTALDO

VAI AL PROSSIMO ARTICOLO:

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:

Lascia un commento

sostieni ytali.com

la sua indipendenza dipende da te

YTALI.COM È UNA RIVISTA GRATUITA E INDIPENDENTE. NON HA FINANZIATORI E VIVE GRAZIE AL SOSTEGNO DIRETTO DEI SUOI LETTORI. SE VUOI SOSTENERCI, PUOI FARLO CON UNA DONAZIONE LIBERA CHE ORA È ANCHE FISCALMENTE DETRAIBILE O DEDUCIBILE DAL TUO REDDITO, PERCHÉ SIAMO UN’A.P.S. ISCRITTA AL R.U.N.T.S. (art 83 Dlgs 117/2017)