Il primo miglio dell’Appia, dove nacque Roma

Nel tratto iniziale della “Regina viarum”, dove si colloca il mito fondativo della città eterna, un gruppo di archeologi è al lavoro sulle tracce del santuario di Marte Gradivo.
LUNA MOLTEDO
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Al primo miglio della Regina Viarum, odierna Appia Antica, un gruppo di archeologi è al lavoro sulle tracce del tempio di Marte Gradivo. È un’area da recuperare che per molti anni era stata occupata abusivamente da privati. Ripristinata la fruizione pubblica grazie a lunghe battaglie dei comitati, attendeva una risistemazione dal 2005 (per chi vuole approfondire la storia e le fasi degli espropri qui). Il laboratorio ECeC (Eredità Culturali e Comunità) dell’Università degli studi di Ferrara si trova in via Appia Antica e il progetto del nuovo scavo archeologico è diretto dalla professoressa Rachele Dubbini dell’Università di Ferrara, il direttore dello scavo è il dottor Fabio Turchetta.

La storia di Roma è fatta di usi e riusi, di una stratigrafia che la rende scrigno prezioso. Dopo lunghi e approfonditi studi la professoressa Dubbini ipotizza la presenza del Santuario proprio in quest’area a ridosso dell’Almone che è strettamente legata alle origini di Roma perché ospitava uno dei culti più antichi, quello di Marte. Finora nessuno lo ha mai trovato, anche se, negli anni Settanta, durante i lavori per realizzare il condotto della Caffarella, si rinvennero delle strutture di epoca Repubblicana che tuttavia non furono identificate. La sovrintendenza fece questi scavi in grande emergenza e quindi fu costretta a ricoprire tutto. Queste strutture si trovano esattamente nello spazio che fino a poco tempo fa era utilizzato come parcheggio dal proprietario di un concessionario, che ha anche un’attività di sfasciacarrozze. Abbandonato già nell’antichità, il Santuario potrebbe contenere ancora tutti i materiali relativi alle fasi più antiche. Da qui il termine “sigillato”.

È proprio nel primo miglio dell’Appia Antica che si colloca il mito fondativo della città eterna. Secondo la leggenda, Marte incontrò Rea Silvia proprio in quest’area dove vennero concepiti Romolo e Remo. L’indicazione della zona dove poi venne realizzato il santuario dedicato a Marte Gradivo è stato oggetto di studi e pubblicazioni da parte di Rachele Dubbini.

Lo scavo è un laboratorio a cielo aperto. L’equipe non solo è interdisciplinare (archeologi, geofisici, architetti, sociologi, comunicatori) ma anche internazionale e vede la partecipazione degli studenti dell’Università di Ferrara provenienti da Spagna, Romania, Russia e l’artista invitata a operare sul campo che è greca. A tal proposito è stata lanciata una call for artists and architects affinché profili affini all’archeologia contribuissero, con il loro background, a valorizzare questo luogo.

Il progetto dell’Università di Ferrara si fonda sui principi dell’archeologia pubblica dunque le attività didattiche e di ricerca si svolgono in sinergia con istituzioni e cittadinanza all’insegna della partecipazione. Sono stati promossi degli open day nel cantiere di scavo ogni giovedì e un ciclo di visite guidate, ogni sabato fino all’8 ottobre, in collaborazione con la dottoressa Chiara Maria Marchetti archeologa delle associazioni Ambrosia e Antica Via Latina aps.

Degno di nota il fatto che il cantiere di scavo è all’insegna della sostenibilità: gli abitanti della zona hanno messo a disposizione materiali di recupero per costruire l’allestimento evitando l’utilizzo della plastica e scegliendo di riciclare materiali di scarto.

Le ricerche vanno avanti: l’obiettivo è di unire archeologia, territorio e cittadini con la professionalità di un team che si occupa ogni giorno di far conoscere al pubblico le varie attività di questo laboratorio a cielo aperto nel cuore dell’antica Roma.

Il primo miglio dell’Appia, dove nacque Roma ultima modifica: 2022-09-26T18:23:23+02:00 da LUNA MOLTEDO
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