Maria Sole e il senso del futuro

ROBERTO BERTONI BERNARDI
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Arbitro o arbitra, in effetti, non fa poi molta differenza. Noi preferiamo la versione femminile, per la doverosa declinazione di genere che merita ciascuna categoria, ma non è questo il punto. Il punto è la sostanza, e la sostanza consiste nell’esordio della prima arbitra in Serie A, domenica 2 ottobre 2022, in occasione di Sassuolo – Salernitana. Si tratta di Maria Sole Ferrieri Caputi, già ammirata quest’estate in Coppa italia durante Sampdoria – Reggina e destinata a una luminosa carriera, specie se continuerà a prepararsi con tanto scrupolo e ad affrontare ogni incontro con lo stesso garbo e determinazione che ha mostrato domenica. Non un errore, non una sbavatura, non un momento di tensione, rispetto reciproco con i giocatori e consensi unanimi da parte del pubblico: un trionfo totale che rende ancora più assurdo il fatto che sia dovuto passare così tanto tempo prima che il movimento calcistico femminile si affermasse in Italia ai massimi livelli.

L’aspetto più importante, tuttavia, è che d’ora in poi non si potrà più tornare indietro. Non esisterà più un album delle figurine senza le squadre femminili, non ci sorprenderemo più per l’attenzione riservata alle calciatrici, la Nazionale rosa ci sembrerà normale come già avviene in altri sport, le prime pagine dei giornali saranno dedicate anche a loro e vedere un’arbitra sui campi della massima serie sarà per le nuove generazioni un qualcosa di assodato.

Dovremo essere bravi, dunque, a raccontare ai bambini e alle bambine che si affacciano oggi alla passione calcistica quanta strada si sia dovuta compiere in questi decenni per giungere a una normalità che, fino a qualche tempo fa, non era affatto tale. Un po’ come è avvenuto per il suffragio universale e per mille altre conquiste che adesso paiono scontate ma non lo sono per nulla; anzi, la strada da compiere verso la piena parità di genere è ancora tanta e dovrà basarsi sulla capacità di noi uomini di fare un passo indietro per consentire alla società di compiere tanti altri passi avanti.

Dovremo accettare l’idea che una società con pari diritti è una società migliore, dovremo liberarci degli stereotipi del passato, dovremo abbracciare le novità senza averne paura, dovremo prendere per mano le nostre sorelle e portarle allo stadio, dovremo imparare dal loro livello superiore di civiltà, dovremo apprendere, senza invidia, dalle donne la precisione e la grinta che mettono in ogni cosa e non dovremo in alcun modo rimpiangere un mondo che, da questo punto di vista, non era minimamente migliore di quello attuale. Non dovremo aver paura di raccontare alle nuove generazioni che un tempo alle donne fu vietato, da Mussolini, di giocare a calcio.

Non dovremo aver paura di far loro presente che l’articolo di Enzo Biagi, relativo a una partita di calcio fra donne, quando fu pubblicato, destò scalpore. E non dovremo, soprattutto, considerare acquisiti dei progressi che tali, purtroppo, non sono perché state pur certi che offese e pregiudizi riaffioreranno in tutta la loro violenza e volgarità non appena una donna arbitro commetterà il benché minimo errore. Pertanto, per combattere patriarcato, maschilismo e machismo da strapazzo, anche noi giornalisti, anzi noi per primi, dovremo stare attenti a non sorprenderci per l’ovvio, ossia il rispetto che una bravissima arbitra come Maria Sole si è saputa guadagnare al termine di una lunga gavetta, in base alla sua bravura, non al fatto di essere donna, proprio com’è avvenuto con la francese Frappart che tanto abbiamo ammirato in Champions League.

È il senso del futuro a doverci conquistare e guidare, la concezione di una società più pulita e meno diseguale, la bellezza dello stare insieme e del legittimarsi a vicenda, l’abbattimento di ogni barriera e il gusto di vedere bambine che un tempo si divertivano in altro modo rincorrere, con orgoglio, un pallone nel cortile della scuola. Quando tutto questo non ci farà più alcuna impressione, perché sarà unanimemente considerato naturale e giusto, allora potremo dirci soddisfatti, non prima. Il sentiero è ancora lungo, la determinazione per portare a termine l’impresa dev’essere massima e c’è bisogno dell’aiuto di chiunque, a cominciare, ribadisco, da una categoria, quella giornalistica, che troppo spesso si dimentica che le parole sono pietre e possono mutare, in un senso o nell’altro, la direzione di marcia della società.

Maria Sole e il senso del futuro ultima modifica: 2022-10-03T22:05:56+02:00 da ROBERTO BERTONI BERNARDI

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