Regno Unito arcobaleno

Secondo un sondaggio commissionato da Stonewall, oltremanica solo il 53 per cento dei membri della generazione Z si dice “attratto esclusivamente dal sesso opposto”. Un netto calo rispetto ai baby boomer, tra quali il 91 per cento si definisce eterosessuale.
MATTEO ANGELI
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“Il Regno Unito sta diventando una nazione arcobaleno” è quanto afferma il Rainbow Britain Report, relazione pubblicata pochi giorni fa da Stonewall, la più grande organizzazione di difesa dei diritti LGBTQ+ in Europa.  
Secondo il rapporto di Stonewall, realizzato coi dati raccolti da Ipsos UK, un cambiamento generazionale – o meglio una rivoluzione – sta attraversando il paese. La generazione Z (cioè coloro che hanno attualmente tra i 16 e i 26 anni) sarebbe infatti una “generazione arcobaleno”. Oltremanica, fra i più giovani solo il 71 per cento degli intervistati si definisce eterosessuale. Quando poi si abbandonano le etichette e si parla più semplicemente dell’attrazione verso le altre persone, il dato assume contorni ancora più netti. Solo il 53 per cento dei membri della Gen Z sono attratti “esclusivamente dal sesso opposto”. Il resto degli intervistati ha risposto in questo modo: il 7 per cento è attratto “solo dallo stesso sesso”, un altro 7 per cento “soprattutto dallo stesso sesso”, un 10 per cento “in maniera uguale dai due sessi”, l’11 per cento “soprattutto dal sesso opposto”, un 3 per cento “da nessuno dei due sessi”, e il restante 9 per cento “non sa”, “preferisce non dire” o trova che “nessuna delle definizioni descriva correttamente” la sua situazione. 

Il 77 per cento dei baby boomer è attratto solo dal sesso opposto. Dato che scende gradualmente: 71 per cento per la Gen X, 61 per cento per i millennial e 53 per cento per la Gen Z

La svolta generazione è rilevante, se si tiene conto che il 91 per cento dei baby boomer (coloro che hanno tra i 56 e i 75 anni) si considera eterosessuale, venti punti percentuali in più rispetto ai giovani della generazione Z. In maniera interessante, la percentuale di coloro che si definiscono “gay” è abbastanza invariata tra le varie generazioni (2 per cento tra i Gen Z, 3 per cento tra i millennial, 4 per cento tra i membri della generazione X e il 3 per cento tra i baby boomer). Aumentano invece coloro che definiscono il loro orientamento sessuale col termine “lesbica”: sono il 3 per centro tra i Gen Z, rispetto all’1 per cento tra i millennial (che hanno tra i 27 e i 42 anni) e lo zero per cento tra Gen X (tra i 43 e i 56 anni) e i baby boomer.  

Cresce poi in maniera verticale il numero delle persone che s’identificano come “bisessuali” o “pansessuali” (quest’ultimo termine indica chi è attratto dalle persone indipendentemente dal genere). Mentre tra gli intervistati della Generazione Z, il 10 e il 4 per cento d’identifica rispettivamente come bisessuale e pansessuale, questa cifra crolla tra i baby boomer, dove solo il 2 per cento si definisce bi e nessuno usa il termine pansessuale.  

Non c’è una risposta univoca per spiegare queste trasformazioni, che si osservano anche in altre parti del mondo. Di certo decisiva è la maggiore visibilità – attraverso rappresentazioni positive – di cui gode in questo momento la comunità LGBTQ+ in Gran Bretagna. E soprattutto, l’accettazione da parte della società. In tal senso, il 39 per cento degli intervistati dichiara avere un amico o un membro della famiglia che è lesbica o gay, il 22 per cento di avere un amico o un membro della famiglia che è bi, e il 9 per cento di avere un amico o un membro della famiglia che è trans. 

La Gran Bretagna resta purtroppo un’isola arcobaleno, in un mondo dai toni cupi, dove un’internazionale omofoba gioca la carta dell’odio verso le persone LGBTQ+ in chiave sempre più geopolitica.  

Lo sta facendo per ultimo in ordine di tempo il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, il quale desidera cambiare la costituzione del paese includendo un emendamento che protegga il “diritto delle donne a portare il velo”, ma anche che difenda “i valori della famiglia”.  

Il 18 settembre a Istanbul si è tenuta una grande manifestazione contro i diritti LGBTQ+. Tra le scritte comparse sui pannelli “LGBTQ, togliete le vostre sporche mani dai nostri bambini”

Il concetto di famiglia è per noi indispensabile. Una famiglia forte è il prerequisito di una nazione forte. Dobbiamo lavorare anche su questo. Di recente hanno introdotto i diritti LGBT nella società. Coi diritti LGBT hanno cercato di danneggiare la nostra struttura della famiglia. Quindi faremo quanto necessario,  

ha sentenziato il presidente turco, riprendendo la retorica che Vladimir Putin per primo ha cercato di esportare in questi anni. Per lui essere contro i diritti LGBTQ+ è un requisito chiave nell’opposizione all’Occidente.  

Erdoğan soffia così sul fuoco del populismo omofobo, dopo che lo scorso 18 settembre a Istanbul centinaia di persone, chiamate a raduno da decine di associazioni conservatrici, hanno sfilato contro i diritti LGBTQ+. Gay, lesbiche, bi e trans ovviamente non minacciano il concetto turco di famiglia, ma il sistema dittatoriale con cui il presidente cerca di soffocare ogni opposizione nella palude dell’oscurantismo. 

Regno Unito arcobaleno ultima modifica: 2022-10-11T23:40:17+02:00 da MATTEO ANGELI
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