Benzema, un sogno che viene da lontano

ROBERTO BERTONI BERNARDI
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Forse adesso abbiamo capito per quale motivo sia stato soprannominato “Karim the Dream”. Il sogno del neo pallone d’Oro Benzema, infatti, viene da lontano, dalla Francia profonda, da Lione, da tante stagioni vissute all’ombra di altri fenomeni che gli hanno sbarrato la strada o, per meglio dire, ne hanno oscurato la grandezza. Basti pensare, tanto per fare un nome, a Cristiano Ronaldo. Arrivarono insieme a Madrid, nell’estate del 2009, quando Pérez diede vita a una campagna acquisti micidiale e con lo sguardo rivolto al futuro, tanto che insieme a loro due furono acquistati pure Kaká e Xabi Alonso e Raúl Albiol, nella speranza di poter dare l’assalto al cielo e conquistare finalmente la decima coppa dalle grandi orecchie.

Quell’anno non sarebbe andata bene: a trionfare sarebbe stata l’Inter di Mourinho, proprio al Bernabéu, con in panchina il tecnico che, la stagione successiva, sarebbe approdato nella capitale spagnola per sfidare a viso aperto Pep Guardiola e il Barcellona delle meraviglie. Karim, dunque, c’era già, ma in quel periodo si parlava solo del dualismo fra Messi e Ronaldo, benché lui fosse la spalla ideale del fenomeno portoghese, fornitore di assist e punto di riferimento di un attacco che funzionava alla perfezione proprio grazie alla perfetta intesa fra i due. Un portatore d’acqua, quindi, quasi un gregario, a dimostrazione dell’umiltà e dello spirito di sacrificio che caratterizzano da sempre questo ragazzo, capace di porre in secondo piano il proprio smisurato talento pur di mettersi al servizio della squadra.

Non a caso, se scende in campo con l’ormai iconica fasciatura, pare che sia proprio per non affrontare un’operazione al mignolo infortunato che lo costringerebbe a lasciar soli i compagni per due mesi. E non a caso è amatissimo: un vero capitano, un numero 9 coi fiocchi, un esempio e un motivatore come ce ne sono pochi, nel contesto di una compagine mostruosa nella quale la sua stella è, al momento, la più lucente ma non certo in grado di oscurare la classe pura di Modrić, le geometrie di Kroos o le parate di Courtois, insignito con pieno merito del premio Jašin dalla giuria di France Football. E poi c’è Carletto, il direttore d’orchestra che tutti vorrebbero avere, l’artefice della Champions del 2014, la decima per l’appunto, e il condottiero dell’ultima vittoriosa campagna europea, conclusasi a Parigi, nella natia Francia di Karim, contro lo spumeggiante Liverpool di Klopp e contro ogni pronostico, in quanto il Real non era considerato favorito praticamente da nessun osservatore. Se tutto ciò è accaduto, se Benzema ha potuto segnare due triplette decisive contro PSG e Chelsea, se è stato protagonista anche contro il Manchester City di Guardiola e se ha guidato i suoi al trionfo, è perché a Madrid si respira un’atmosfera speciale. Non è mai stato un club come gli altri e mai lo sarà.

Non c’è nulla di normale in un ambiente in cui si respira aria di leggenda a ogni passo. E un centravanti come Benzema, pur essendo molto più dotato della media, ha avuto la saggezza di comprendere tutto questo e di aspettare il suo turno, attendendo con pazienza di ricevere i suoi spazi e di poter dimostrare al mondo intero il proprio valore, una volta che tutte le altre leggende si erano consumate. Ad aiutarlo nell’impresa sono stati un impianto di gioco sensazionale e compagni straordinari, che lo hanno supportato in ogni istante e si sono lasciati trascinare da lui verso il traguardo. Quando arrivò al Real, in bacheca c’erano nove Coppe dei campioni. Ora ce ne sono quattordici: cinque portano la sua firma, a un centimetro dal mito di Gento che, con sei, ha battuto ogni record umanamente immaginabile. Il merito più grande di Benzema, oltre alla pazienza, è quello di saper essere decisivo, di saper incidere quando serve e di non perdersi mai d’animo, nemmeno di fronte all’ingiusto ostracismo che ha subito per anni ad opera della propria Nazionale. E ora che balla sul tetto del mondo, è pronto a prendersi la rivincita anche con i Bleus. Perché Mbappé sarà anche più dotato di lui ma la copertina, per il momento, spetta ancora al vecchio leone.

Benzema, un sogno che viene da lontano ultima modifica: 2022-10-20T19:05:09+02:00 da ROBERTO BERTONI BERNARDI
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