Sfrecciare in auto per Venezia è sfregiare Venezia

A proposito dello spot pubblicitario, in onda in questi giorni, di un nuovo Suv.
ASJA LACIS
Condividi
PDF

Il mercato settimanale del centro storico veneziano cade il venerdì e si svolge in Sacca Fisola. I furgoncini, i camion frigoriferi e tutto ciò che occorre per allestire il mercato si imbarca su una chiatta all’alba ed arriva direttamente nel sito della Sacca, perché Venezia – si sa – è una città pedonale.
Una recente campagna pubblicitaria di un marchio automobilistico emergente sembra mettere in discussione l’assunto sulla pedonalità di Venezia, poiché lo spot televisivo mostra l’auto pubbblicizzata mentre sfreccia tra le fondamente e trova parcheggio nelle rive lagunari. Ma come può accadere? Chi può aver autorizzato siffatto cambio di “destinazione d’uso” in seno a Venezia?

Quell’Auto Ircocervo a Venezia
che per Henry James e Maurice Prendergast sarebbe stato un incubo,
di Franco Miracco

Nei primi anni 2000 dalle costole del Comune di Venezia nacque la Venice film commission, la cui ragione sociale era quella di proteggere l’immagine di Venezia dagli abusi a suo nome compiuti in giro per il mondo che in quella temperie storica era data dalla ricostruzione di una piccola Venezia nel The Venetian di Las Vegas, nello specifico, in generale, introdurre il concetto di “bene paesaggistico” e sua tutela, basti pensare al D. Lgs. 42 del 2004, noto con la dicitura di “Codice dei beni culturali e del paesaggio (cd codice Urbani)”.  

Ora, leggendo le pagine del sito istitutzionale del Comune di Venezia la mission della Venice film commission è quella di “valorizzare le risorse artistiche e culturali del territorio (…) e di semplificare e agevolare l’attività delle produzioni cinetelevisive che hanno scelto il territorio comunale come set“, al legittimo scopo di quantificare economicamente l’utilizzo mediatico di riprese compiute in città, tramite l’ottenimento di autorizzazioni alle riprese da onorare a cura di coloro i quali le effettuano e le utilizzano.

Ma, aldilà della facies economica, quali sono i parametri da rispettare per poter eseguire le riprese in città? Esistono anche prescrizioni di carattere estetico/artistico?

Vedendo correre l’automobile sopraccitata verrebbe da pensare che non vi sia alcuna valutazione preventiva della produzione cinematografica finale, anche perché tale “commissione” è incastonata all’interno dello Sportello unico per le Attività produttive del Comune di Venezia (SUAP) e sembra rispondere ad esigenze più di carattere commerciale che di tutela del bene paesaggistico. Si veda a tal proposito la dovizia con la quale vengono calcolati gli importi da versare per le autorizzazioni, organizzate per tipologie di attività e per modalità di ripresa. Una curiosità: la ripresa senza cavalletto o senza appoggio a terra è gratuita.

Voyager Sud Dr 6 in un fermo immagine dello spot pubblicitario girato a Venezia e a Chioggia

In questo contesto la tutela del bene paesaggistico viene meno ed appaiono fenomeni quali il recente messaggio pubblicitario in questione, dove il tratto precipuo della città, l’assenza di veicoli, financo di biciclette (così come previsto dai regolamenti comunali), viene superato, violando il territorio nella sua essenza, ma anche sotto il profilo normativo, perché il bene in questione la “città antica”, così come la chiamano i tecnici della Sovrintendenza, viene deturpato così come fa l’overtourism, se l’assunto di partenza è che anche i beni immateriali, le immagini, fanno parte del patrimonio da difendere.

Il riferimento normativo al codice dei beni culturali e del paesaggio, riportato nelle domande per le autorizzazioni alle riprese in centro storico, si limita ad essere un riferimento per individuare l’ambito di applicazione territoriale della richiesta, anzichè il suo oggetto, come si evince dall’altro riferimento contenuto nella stessa domanda, vale a dire il regolamento comunale COSAP, quello per l’occupazione di suolo pubblico. Un’auto che percorre il centro storico veneziano in una pubblicità che passa in tutte le reti televisive nazionali e internazionali ha bisogno di un’autorizzazione simile a quella che un bar necessità per mettere in calle sedie e tavolini, anzi le riprese richiedono un iter meno complesso, dal momento che i tavoli e le sedie su suolo pubblico passano al vaglio di un preciso “catalogo” degli elementi d’arredo. 

Perché, allora, non esiste un catalogo delle riprese possibili e delle tipologie di utilizzi commerciali consentiti e ritenuti accettabili per proteggere il buon nome della città?

I destinari di tale domanda non possono che essere il direttore centrale del settore commercio del Comune di Venezia, l’assessore Simone Venturini e – senza dubbio – la Sovrintendenza veneziana, cui spetterebbere condurre una riflessione puntuale sui messaggi veicolati da alcune riprese che scardinano il topos più autentico della città, la sua essenza di veicoli, in quanto centro esclusivamente destinato a pedoni e barche e che vede persino in quest’ultime una fonte di pericolo per la propria esistenza, così come ci insegna il continuo dibattito in tema di moto ondoso.

The Venetian a Las Vegas. L’immagine è tratta dal libro, disponibile gratuitamente QUI ai lettori di ytali.com, Welcome to Venice.

Oltre che per le questioni normative i vertici politici ed amministrativi della città vanno chiamati in causa anche perché – come è noto – la casa automobilistica ha scelto la laguna per stabilire con essa una liaison, sponsorizzando le attività del Venezia F.C. e scegliendo la città come emblema di quell’italianità che troneggia alle spalle delle vetture fiammanti. La città adempie al ruolo di simbolo, in parte stereotipato, del grande contenitore noto sotto il nome di “italianità” da un lato mentre, dall’altro lato, il SUV dal prezzo abbordabile costituisce l’allegoria di un mondo alla portata (economica) di tutti. Insomma, gli animatori di questo progetto, non solo gli autori del filmato, sovrappongono il piano locale a quello nazionale, alludendo all’idea di una libertà assoluta, una lotta spartachista contro aree e città pedonali a opera delle automobili pensate per i redditi dei ceti medi. Sicuramente, questa è una lettura ardita, ma fa emergere la convinzione che un bene (automobile o città antica che sia) per essere disponibile a tutti debba essere omogeneo, non debba recare alcun tratto distintivo o caratterizzante, specie se esso importi per sua natura un necessario ripensamento dei modi di vita. Proprio ciò che ha sempre fatto sentire i veneziani diversi da tutti gli altri e che – più prosaicamente – la politica cittadina anni ’80, il cui assunto era che il brand Venezia facesse vendere qualsiasi cosa!

Voyager Sud Dr 6 in un fermo immagine dello spot pubblicitario girato a Venezia e a Chioggia

E, per i puristi della venezianità, da ultimo, occorre anche porre in rilievo che questo bolide avanza in modo ingannevole a Venezia, un po’ perché è un’operazione di tecnologia digitale (nessun’auto ha percorso veramente la città, eccetto quella che tempore illo attraversò il ponte della Costituzione, arrivando sino a campo San Geremia), un po’ perché quasi tutte le riprese che vedono l’automobile in movimento hanno come sfondo una ingannatrice Chioggia (Riva Vena, Palazzo Grassi e piazza Vigo), infilando il dito nella piaga secolare dell’antagonismo tra leone alato e il gato. In sintesi, tanti nodi da sciogliere e, se persino il Don Giovanni propone l’aria “Madamina, il catalogo è questo”, perché non dovrebbero farlo i veneziani, per mezzo dei loro amministratori, per proteggere la loro città?

Sfrecciare in auto per Venezia è sfregiare Venezia ultima modifica: 2022-10-24T12:13:53+02:00 da ASJA LACIS
Iscriviti alla newsletter di ytali.
Sostienici
DONA IL TUO 5 PER MILLE A YTALI
Aggiungi la tua firma e il codice fiscale 94097630274 nel riquadro SOSTEGNO DEGLI ENTI DEL TERZO SETTORE della tua dichiarazione dei redditi.
Grazie!

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE:

3 commenti

Francesco Versace 24 Ottobre 2022 a 14:56

Per quanto Chioggia somigli a Venezia, ad un veneziano non può sfuggire che nel filmato sono state montate immagini delle due città e che l’auto che circola non è ripresa a Venezia, ma a Chioggia, dove non servono autorizzazioni particolari, dato che la circolazione automobilistica è consentita.

Reply
Silvio Testa 26 Ottobre 2022 a 9:56

Esatto. Si tratta proprio di un montaggio di riprese fatte a Venezia con la giovane protagonista mentre l’automobile gira a Chioggia e parcheggia al ponte di Vigo. Un veneziano non può non accorgersene.

Reply
GUIDO MOLTEDO 26 Ottobre 2022 a 12:30

Scisate, pensate davvero che lo spot sia rivolto al pubblico di Venezia storica? Pure fosse, pensate che nell’immaginario prodotto da uno spot di pochi secondi la location conti più del messaggio complessivo, compresa la parte prevalente rivolta all’inconscio dello spettatore? L’articolo, scritto da una veneziana verace con contatti frequenti con Chioggia, un’insider che conosce bene le istituzioni cittadine, spiega anche questi aspetti più tecnici di backstage. Compito del Comune, della Sovrintendenza, della film commission etc è di proteggere, tutelare l’immagine della città, non solo la sua esistenza fisica e materiale. Anche Chioggia, peraltro, merita uguale rispetto. Questa mercificazione senza limiti della vostra città, a voi, non fa problema? L’istigazione a farne definitivamente un luna park, neppure? Credo sia dovere precipuo di ytali.com, rivista orgogliosamente basata a Venezia, stigmatizzare con forza iniziative tese a mortificare la città e i suoi abitanti e, con loro, chiunque nel mondo abbia considerazione e amore per Venezia.

Reply

Lascia un commento