La prima studentessa nera a Ca’ Foscari negli anni del Fascismo

“Cercando Olga” di Francesco Furlan è la storia di Olga Manente, prima studentessa di colore dell’ateneo veneziano, nata in Eritrea nel 1917 da un rapporto di madamato tra un militare italiano e una donna africana.
BARBARA MARENGO
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Quella bella “moretta”, chi era? Com’era arrivata a far parte di una solida e ramificata famiglia veneta, in anni difficili tra le due guerre mondiali? Se lo chiede Francesco Furlan, che ha scritto Cercando Olga. Sui passi di Olga Manente prima studentessa nera all’Università di Ca’ Foscari (Nuova Dimensione editore) romanzo e omaggio, ricerca e analisi che riporta alla memoria l’intera storia dell’Italia coloniale. Sì, perché lei, Olga, la protagonista, è una “moretta” nata in Eritrea da madre Eritrea durante l’occupazione italiana, in un 1917 sospeso tra guerre e rivendicazioni e ancora guerre. È suo padre militare a portarla in Italia, in famiglia, piccola e senza mamma, rimasta chissà laggiù e ripagata come molte donne con un gregge di pecore in cambio della figlia.

Olga, con il papà, percorre un cammino di vita assieme a cugini e zii, e dalle indagini dell’Autore la sua esistenza nonostante il colore della pelle sembra scorrere tranquilla: si fa per dire, visto che le nefaste leggi razziali emanate nel 1938 per “la difesa della razza” rischiano di colpire anche lei, studentessa di colore di Ca’ Foscari, unica in quegli anni difficili, osteggiata da zelanti professori che nulla possono (se non darle voti bassi in francese, la sua materia di laurea) di fronte al fatto che Olga è italiana.

Tristi gli strascichi del fallimentare impegno italiano in Eritrea, tristi le eredità di quei bambini nati da padri italiani e madri tigrine, considerati non neri dai neri e non bianchi dai bianchi. Lei, Olga, è bella con i suoi simboli predominanti, i capelli, le labbra, la pelle. Le fotografie che l’Autore ha rinvenuto nel corso della sua indagine ce la mostrano felice, nel 1945 finalmente laureata, e ancora sposa e madre, tenace nell’inseguire il suo sogno, quello di insegnare. Attraverso testimonianze di membri della vasta rete familiare e ricerche di archivio all’anagrafe dei luoghi dove visse, la storia di Olga prende forma di vero romanzo, tra momenti felici e drammatici, che mettono in evidenza un contorno sociale che copre i decenni del secondo dopoguerra, facendo viaggiare il lettore in momenti storici importanti che si intersecano con la vita della giovane donna.

Il mondo della scuola dove Olga lavora, il Veneto operoso degli anni Sessanta traino del boom economico italiano, le tranquille abitudini familiari legate alle vacanze, luoghi bellissimi come Venezia, Verona, il lago di Garda, sono lo sfondo di questo racconto che sotto l’elenco di date e nomi fa affiorare la passione per la ricerca e per l’indagine storica: in profondità l’autore analizza l’impatto della presenza di Olga e del suo essere mulatta in un mondo ancora contadino e tradizionale, e al tempo stesso attraverso le righe del suo libro si avverte l’ammirazione che l’autore stesso prova per questa sua lontana parente, della quale scopre l’esistenza per caso. Donna discreta, brava insegnante, vita personale disastrosa…

Olga vive questo essere parte di una società che non sempre la accoglie con amicizia, e chissà quante volte nel corso della sua lunga vita si è posta i mille interrogativi legati a un passato che ha illuso l’Italia in conquiste effimere e dolorose, riempiendo di retorica una fase storica con la quale il popolo italiano non ha ancora fatto bene i conti né elaborato errori e tragedie.

Ecco l’occasione per approfondire, per capire cause ed effetti devastanti del colonialismo italiano e del ventennio fascista, attraverso la vita di questa ragazza, Olga, una di noi, che fa la storia.

Immagine di copertina: Un documento d’identità di Olga Manente da giovanissima

La prima studentessa nera a Ca’ Foscari negli anni del Fascismo ultima modifica: 2022-11-01T21:23:01+01:00 da BARBARA MARENGO
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