Venezia, città dove compri tutto e se vuoi porti via tutto

compreso Tiziano, Veronese, Carpaccio. Da Cuneo a Washington.
FRANCO MIRACCO
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È un bel po’ di anni che il clima e le stagioni, così come ripetevano gli anziani e i perdigiorno, non sono più quelli di una volta. Ma qualcosa è rimasto del tempo che fu: le foglie morte e bellissime che cadono in autunno. Cadono volando via dagli alberi senza alcun rumore o forse solo con un impercettibile fruscio di cui nessuno si accorge. Scivolano via le foglie in silenzio, ed è con l’osservare questo involarsi lontano, senza nemmeno un fruscio, che ladri e borseggiatori/trici hanno migliorato il loro furtivo mestiere.  

Ora il lettore o la lettrice malignante potrebbe chiedersi, ma che c’entrano ladri e borseggiatrici? Infatti, mentre non c’entra affatto quel genere di furfanti, c’entrano eccome quei profili fruscianti e silenziosi, sempre attivi negli uffici ministeriali, nelle soprintendenze, nelle curie, nelle stanze di musei e fondazioni tra pubblico e privato, che “vendono” a malo prezzo la conservazione e la tutela di inestimabili opere d’arte ponendole in viaggi da nessun storico dell’arte responsabile apprezzati.

Tiziano, Annunciazione, chiesa di San Salvador, Venezia

Difficile sapere se alcuni di loro lo facciano o meno in buona coscienza: “Io ti restauro un’opera o più opere che m’interessa esporre in Italia o altrove e tu me le lasci portar via temporaneamente”. Ove non ci fosse neanche il restauro dietro una simile “proposta”, si tratterebbe oimè di una vicenda assai meschina da ogni punto di vista. Ma qual è il motivo che ci porta ad essere contrari e ostili agli spostamenti e ai viaggi imposti e quindi subiti dalle opere d’arte? La risposta ce la dette molti anni fa Cesare Brandi, grandissimo storico dell’arte e fondatore e maestro per sempre di teorie e pratiche del restauro. Il punto fondante di ogni discorso sulla tutela e salvaguardia delle opere d’arte è la loro conservazione.

Paolo Veronese, Battesimo di Cristo, Chiesa del Redentore. Venezia

Scrive Brandi:

La conservazione si snoda su una gamma infinita che va dal semplice rispetto all’intervento più radicale, come si ha nel caso di distacchi di affreschi, trasporti di pitture su tavola o su tela.

Se non fosse chiaro il passaggio sui “trasporti di pitture su tavola o su tela” che rappresentano interventi di tipo radicale (trasporti, non viaggi di quadri su tavole o tele, seppure i viaggi sono in tutta evidenza dei delicatissimi trasporti e che non sembrano rientrare nella nozione più coerente del rispetto), Cesare Brandi, dopo aver ribadito che ciò che conta è “la consistenza materiale in cui si manifesta l’immagine”, insiste sul fatto che “per questa consistenza materiale dovranno farsi tutti gli sforzi e le ricerche perché possa durare il più a lungo possibile”. Forse che lo smontare e togliere tavole e tele dalle condizioni e sedi dove furono e sono storicamente conservate, facendo affrontare loro “una gamma infinita” di potenziali rischi insiti nelle varie fasi dei trasporti e dei viaggi, significa assicurare quelle opere d’arte secondo il principio che debbano durare il più a lungo possibile?  

Vittore Carpaccio, dal ciclo delle Storie di Maria

Ad ogni buon conto, le notizie sono queste. Nel presente mese di novembre, nel più assoluto e silenzioso fruscio istituzionale, politico e culturale, sono volate come grandi e fragili foglie d’autunno verso la National Gallery di Washington non poche opere di Carpaccio e tutte di enorme valore artistico: le Due dame veneziane, il Leone di San Marco, Sant’Agostino nello studio, San Giorgio e il drago e il ciclo dei sei teleri delle Storie della Vergine commissionate al pittore dalla Scuola degli Albanesi a Venezia. E forse, in di più, ci saranno altre “foglie” carpaccesche ancora, ma non chiaramente citate da cronache sospese tra entusiasmi turistici di ritorno e l’immancabile accomodarsi attorno alla pietanza inventata dall’avo Cipriani, quel bel piatto di carne cruda. 

Da Washington a Cuneo, perché anche qui sono state trasportate a forza e sicuramente con la loro più feroce controvoglia, opere eccellentissime di Tiziano, Tintoretto e Veronese. Opere? Capolavori quasi tutti di grandi dimensioni (come lo è il Leone di San Marco di Carpaccio), il che aggrava di molto il principio del rispetto e della conservazione di queste opere d’arte.

Vittore Carpaccio, San Giorgio e il drago, Scuola degli Schiavoni . Venezia.

Se n’è accorto, in un certo qual modo, un ingenuo articolo della Lettura:

Per la prima volta arrivano a Cuneo cinque grandi pale (dai 403 centimetri di altezza dell’ Annunciazione di Tiziano della Chiesa di San Salvador ai 415 di larghezza dell’Ultima Cena di Tintoretto della Chiesa di San Trovaso.

Curatore di questo trasporto di opere d’arte da Venezia a Cuneo don Gianmatteo Caputo, tra i più attivi profili fruscianti e silenziosi di Venezia, ed è per questo che c‘è da temere per l’incolumità dell’Assunta di Tiziano, visto che con i suoi 690 per 360 centimetri di pittura da smontare e far volar via chissà dove può rappresentare una sfida irrinunciabile da chi ama il pericolo, non per sé ma per i capolavori dalla storia affidati alla Curia veneziana e che, appunto, andrebbero sempre tutelati e conservati. 

In un simile contesto è del tutto fuori luogo accennare in termini storico-artistici a Carpaccio, Tiziano, Tintoretto, Veronese, mentre non lo è affatto riportare questa definitiva scomunica scritta da Cesare Brandi: “Velazquez, uguale tre miliardi e mezzo. Dunque un’opera d’arte è convertibile in denaro come una tratta. La sua identità non è più con se stessa, ma con un assegno. Ed è questo che è rivoltante: è questo che rappresenta una corruzione spudorata e cinica della coscienza comune. Invece di valorizzare l’opera d’arte la si mette sullo stesso piano di una grossa partita di olio di semi o di suini”. Correva l’anno 1970, ma oggi Brandi avrebbe la stessa indignazione contro chi, in cambio dei soldi per il restauro, ottiene di portare quel che si è detto a Washington o a Cuneo.

Vittore Carpaccio, Sant’Agostino nello studio, Scuola degli Schiavoni

Immagine di copertina: Vittore Carpaccio, Leone di San Marco, un tempo in Palazzo Ducale

Venezia, città dove compri tutto e se vuoi porti via tutto ultima modifica: 2022-11-21T20:37:59+01:00 da FRANCO MIRACCO

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