L’arte di aiutare con l’arte

Una bella mostra dell’artista Annamaria Gelmi alla Fondazione Marchesani nel solco della sua ormai consolidata attività volta a dare un futuro di lavoro e di vita a persone giovani affette da disabilità.
BARBARA MARENGO
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Fondamenta Rossa, cuore di Dorsoduro, sestiere di Venezia dove in questi ultimi anni l’arte sta giocando il ruolo di protagonista, con decine di gallerie ed esposizioni, accanto a luoghi storici all’arte dedicati, come le Gallerie dell’Accademia: tra giardini contigui sul retro di case affacciate al canale ospitano la Fondazione Giorgio e Armanda Marchesani, vasti ambienti con una connotazione molto speciale. Dal 2018 i locali sono stati trasformati da Armanda Marchesini, vedova di Giorgio, per dare un “aiuto e futuro di lavoro e di vita a persone giovani affette da disabilità”: Armanda ha intrapreso questo percorso di volontariato attivo dopo aver assistito il marito, mettendo a disposizione numerosi immobili per l’assistenza, tra  Venezia (città d’origine da parte di madre di Giorgio) e Milano, dove ha aperto  una casa di accoglienza per i  genitori dei bambini ospitalizzati presso l’ospedale pediatrico Vittore Buzzi. 

A Venezia, dopo numerosi restauri, sono state organizzati ambienti per oltre cinquecento ma per ospitare i locali della Fondazione e di “Artismo”, associazione che avvicina i ragazzi autistici all’arte: un laboratorio artigianale sia per la formazione professionale per chi non riesce ad accedere al lavoro a causa di disabilità sia per l’esposizione di mostre, eventi, laboratori curati dagli artisti stessi.

I ragazzi vengono accolti gratuitamente, le spese sono sostenute dalla Fondazione, i locali di una certa dimensione e struttura sono stati sistemati per mostre d’arte sia per artisti di fama internazionale che veneziani, facendo in modo che i ragazzi affetti da disabilità fisica o mentale possano esporre i loro lavori: in particolare i ragazzi autistici,- dice Armanda Marchesani- tramite l’Associazione Artismo, fondata anni fa da due mamme di ragazzi autistici, che si esprimevano con grande bravura nell’arte. La ricerca di un luogo dove far lavorare assieme i  giovani ed esporre le loro opere ha dato vita al progetto Fondamenta Rossa che  ospita ragazzi veneziani e della terraferma dai 20 ai  28 anni che hanno terminato gli studi.

 L’opportunità di lavorare e studiare assieme ha migliorato molto le condizioni psicologiche degli studenti, che socializzano assieme alle famiglie. Se un anno e mezzo fa cinque ragazzi hanno iniziato il percorso di lavoro e studio, oggi sono sedici i frequentatori della Fondazione, a dimostrare come il disagio sia purtroppo fattore dirompente in questi tempi difficili.

Un locale in riva al canale s’addentra verso il giardino, e in questo tunnel è stato aperto un bookshop dove si possono acquistare i lavori dei giovani artisti. Grazie all’apertura di questo punto vendita ed esposizione, in città si è sparsa la voce e i clienti sono arrivati numerosi per comprare oggetti, confezioni, opere d’arte: con i proventi di queste vendite i ragazzi hanno deciso di assumere un ulteriore insegnante che li segue e li indirizza. Il futuro della Fondazione, che ha una superficie notevole, dopo quasi tre anni di restauro molto particolare come accade a Venezia, è legato alla presenza di artisti che con le esposizioni mantengono viva e vivace  la Fondazione stessa.

Sogno di mantenere  il piccolo borgo, formato da sei giardini, tre dei quali comunicanti, – afferma Marchesani – e vari numeri civici che sono rappresentati stilizzati nel logo della Fondazione, potrei farne un domani un centro di esposizione e mostre, eventi culturali importanti, coinvolgendo nell’organizzazione artisti ed esperti, come Giulio Bono, vicino di casa uno dei restauratori dell’Assunta di Tiziano [recentemente riportata al suo fulgore nella Basilica dei Frari]. 

Vari sono i progetti per il prossimo anno, tra questi uno che coinvolge un artista francese curato da Michele Tavola che cura i progetti di arte contemporanea presso le Gallerie dell’Accademia di Venezia. Tale progetto coinvolgerà sia il pubblico sia i ragazzi che si avvicinano all’arte: già da aprile la Fondazione esporrà opere di Ettore Greco, scultore e docente presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, che porterà i suoi studenti nei locali della Fondazione come mediatori culturali ad accogliere i visitatori, oltre a organizzare un laboratorio d’arte e scultura con i ragazzi ospiti, che ogni giorno animano i locali della Fondamenta Rossa.

In questi giorni e fino all’8 gennaio una mostra diffusa dal titolo AMG è esposta nei vari piani della Fondazione: si tratta delle istallazioni di Anna Maria Gelmi, artista trentina di respiro internazionale, esposizione organizzata da Clarenza Catullo, trenta opere collegate una all’altra, quadri e sculture, ambiente esterno e interno. Gelmi tiene a sottolineare che in questa mostra c’è l’essenza del suo percorso artistico, la curatrice è lei stessa, tenacemente.

A Venezia niente può prescindere da un passato denso e ricco di mille sfumature: la Fondazione Marchesani si affaccia sulla Fondamenta Rossa chiamata da secoli con questo nome, che evoca il “ponte rosso in pietra senza bande” (parapetto) nominato da Vincenzo Maria Coronelli  a fine XVI secolo.

Geografo, astronomo, cartografo, frate conventuale francescano presso il convento di Santa Maria Gloriosa dei Frari, Coronelli è autore di formidabili globi terrestri e celesti del diametro di quasi quattro metri. Una forma d’arte suprema che si collega idealmente al lavoro dei ragazzi della Fondazione che hanno nelle vicinanze un altro formidabile reperto di storia e di arte: nel giardino della Palazzina Briati (sede di alcuni corsi dell’Università di  Ca’ Foscari) è conservata una colonna dorica proveniente dal tempio di Poseidone a Capo Sunion, propaggine del Peloponneso protesa nell’Egeo.

L’arte di aiutare con l’arte ultima modifica: 2022-12-13T16:53:45+01:00 da BARBARA MARENGO
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