Soldi, soldi, soldi

ADRIANA VIGNERI
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Ai bei tempi (primi anni Novanta) si discuteva se si dovesse distinguere tra tangenti incassate per sé o per il partito. Da parte mia sostenevo che, dal punto di vista penale, la distinzione era certamente rilevante (e quindi da rimettere appunto al giudice penale), ma dal punto di vista politico non vi era differenza, medesimo era l’inquinamento, e i relativi guasti, introdotti nei meccanismi economici, procedure di appalto o di concessione e qualsiasi contratto rilevante, applicati nella nostra società.

Oggi, con il Parlamento europeo a torto o a ragione pesantemente squalificato, il tema è scomparso, poiché è chiarissimo che ciascuno incassa per sé. Senza nessuna preoccupazione di carattere etico. Prima si faceva vincere l’impresa che pagava di più, ora addirittura gli Stati che pagano di più. 

Mi viene da collegare questa constatazione ad un fenomeno che ho notato quando mi sono trovata a contatto con i vertici, burocratici e politici, del nostro paese. Persone che avevano svolto nella propria vita lavorativa compiti importanti, spesso di interesse generale, discretamente o bene retribuiti, giunti al vertice della propria carriera un solo desiderio avevano ancora: fare il salto, incassare davvero molti soldi, lecitamente s’intende, attraverso incarichi prestigiosi, presidenze varie. Come se quello fosse il vero riconoscimento dell’importanza del loro lavoro svolto in una vita.

Mi sono meravigliata. Ripensandoci, questo comportamento o queste aspirazioni corrispondono ad una valutazione di fondo della nostra società: quel che conta veramente in definitiva sono i soldi, quelli veri, che vuol dire tanti: siamo stati bravi, siamo stati corretti, abbiamo fatto lavori difficili, meritiamo anche noi questa ricompensa. Quella che in definitiva è l’unica che conta. Se vivi di uno stipendio o di una pensione, non sei nessuno, qualsiasi cosa tu abbia fatto prima.

Se non si può avere questa ricompensa lecitamente, qualcuno cede alla tentazione.

Come rimediare? Con l’istruzione, viene da dire. Con l’esempio, sarebbe il massimo.

Magari semplicemente parlandone.

Soldi, soldi, soldi ultima modifica: 2022-12-19T10:29:22+01:00 da ADRIANA VIGNERI
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